Quarticciolo: apre una nuova palestra popolare nella zona di Roma Est

Negli ultimi tempi gli spazi sociali di Roma sono stati messi sotto duro attacco durante l’amministrazione del commissario straordinario al Campidoglio Giuseppe Paolo Tronca. Molti di questi luoghi, ad esempio la palestra popolare del quartiere di San Lorenzo, hanno ricevuto avvisi di sfratto e da alcuni mesi  stanno portando avanti una lunga battaglia per rimanere al loro posto.

Per fortuna, però, vi sono anche spazi che, in questo stesso periodo, stanno aprendo in alcune zone della Capitale o che, tra poco, apriranno le porte a chiunque vorrà. Uno di questi è la Palestra Popolare del Quarticciolo, storico rione della zona di Roma Est vicino alla via Prenestina..

Domenica prossima è stata organizzata una cena sociale per raccogliere fondi per la nuova palestra popolare che verrà inaugurata, ufficialmente, nella giornata di sabato 24 settembre 2016 dalle ore 17 con una giornata di sport e musica. Pochi giorni fa abbiamo intervistato Emanuele, istruttore di pugilato della stessa palestra popolare del Quarticciolo, e gli abbiamo fatto alcune domande rispetto a questa nuova avventura che partirà tra poco.

1) Come mai avete di deciso di aprire una palestra popolare nel quartiere Quarticciolo di Roma? 

 L’occupazione della palestra popolare del Quarticciolo è avvenuta il 29 agosto 2015. Il Quarticciolo è il luogo dove nasce questo progetto perchè, come tante altre borgate di Roma, è una zona dove si sente la mancanza di luoghi che svolgono delle funzioni a tutto tondo per la popolazione. Nella nostra palestra si può fare sport in maniera sana e a prezzi accessibili a tutti, un fatto che mancava in questo quartiere. Allo stesso tempo, però, erano molti gli spazi abbandonati. Da qui nasce la volontà di riappropiarsi di uno spazio di proprietà pubblica, per essere precisi dell’ATER ( Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale del comune di Roma, n.d.r.), che era abbandonato da più di venti anni, per riutilizzarlo al fine di sopperire ad un bisogno di tutta quanta la popolazione della zona, un vero e proprio luogo di aggregazione insomma con una funzione sociale ben precisa“.

2) Prima quale era lo stato dell’immobile in cui sorgerà la palestra? 

” Lo spazio che è stato occupato, per essere precisi, era l’ex locale caldaie di un lotto del quartiere. Inizialmente avevano costruito uno stabile apposta, al centro fra due lotti e leggermente seminenterrato. Vent’anni fa vennero costruite le caldaie a scala e, di conseguenza, questa struttura è stata completamemnte abbandonata. Nel corso di questo lasso di tempo non è stata fatta nessuno revisione tanto che dieci anni fa ci fu un primo tentativo di occupazione per dar vita ad un palestra. Però le persone che portarono avanti questo progetto lo abbandonarono poco dopo, visto che le condizioni erano parecchio difficili e non permisero di continuare. Passati altri dieci anni, abbiamo dato il via ad una nuova ristrutturazione. Sono state molte le difficoltà che abbiamo incontrato. Uno dei fattori più critici, sicuramente, era che si trattava di un luogo malsano: l’acqua stagnante era dovunque e puntualmente, ogni volta che pioveva, si allagava l’intero stabile. Lo stato di abbandono era totale, mancava ogni tipo di utenza: per questo motivo, abbiamo dovuto rifare tutto quanto da capo“.

3) Quali saranno le attività che sarete in grado di offrire al quartiere? La palestra sarà solo un posto dove potersi allenare o potrebbe diventare anche un luogo di aggregazione e socialità per la zona? 

” Sicuramente la seconda opzione. Il fatto che ci sia una palestra dove potersi allenare, per noi, rappresenta un mezzo per arrivare a consolidare i rapporti tra le persone della comunità, che vivono all’interno del quartiere. Le relazioni che costruisci all’interno di una palestra, molte volte, vanno a costituire una nuova famiglia. Vogliamo dare la possibilità di creare questo tipo di connessioni ma anche di svolgere una funzione educativa nei confronti dei più giovani. Allo stesso tempo però vogliamo creare un luogo pulito di convivialità dove la gente possa vivere, esprimersi e discutere di problemi senza escludere nessuno. Dovrebbe essere un luogo in cui i valori fondamentali rimangono forti ed ognuno può farli propri alimentando questo ambiente. Questo è l’obbiettivo che ci prefessiamo e che stiamo portando avanti anche con un altro progetto, che stiamo svolgendo nelle scuole medie della zona, chiamato “Quarticciolo- Storie di una Borgata”: è un progetto sulla memoria storica del quartiere, su cosa è successo, sul perchè è stato fondamentale in un determinato periodo storico. Vogliamo far raccontare il proprio quartiere, ai più giovani, attraverso la produzione di elaborati e di video. Questo è indirizzato soprattutto ai ragazzi di terza media. Anche in questo caso, però, vi è quello stimolo di trattare alcuni argomenti con una certa attenzione e l’obbiettivo è creare un luogo di aggregazione sano dove poter stare e crescere in tranquillità“.

4) Negli ultimi mesi alcune palestre popolari della Capitale, ad esempio quella del quartiere di San Lorenzo, ma anche in altre zone d’Italia, come la palestra popolare La Fontina a Pisa, hanno ricevuto degli avvisi di sgombero. La cosa non vi spaventa? Cosa ne pensate?

” Vi è un presupposto da fare: l’attacco ad una palestra popolare, un luogo che svolge un ruolo sociale in un contesto ben preciso, rimane un fatto grave e fuori luogo nel periodo in cui ci troviamo a vivere. Tutte queste esperienze dovrebbero trovare spazio ed essere alimentate invece che represse. Detto questo, devo ammettere che sulla situazione a Pisa so poco. Su ciò che sta succedendo a San Lorenzo, invece,  posso dire che si è quasi raggiunto il ridicolo. Si tratta di una realtà che è tra le più vecchie di tutta Italia, inserita in una sanatoria e quindi regolarizzata, che pagava un canone di affitto prestabilito. Nonostante ciò, di punto il bianco, il commissario Tronca avrebbe voluto negargli la possibilità di continuare a pagare quel canone per mettere a profitto lo spazio, affittandolo a nuovi locatori e destinandolo a nuovo uso, senza proporre un’alternativa seria e con l’intenzione di mettere fine ad un’esperienza come quella. Io tale fatto lo trovo fuori da ogni logica: questo è il nostro giudizio riguarda alla questione su queste due palestre. Rispetto al Quarticciolo siamo convinti che la nostra assicurazione sarà, da qui a poco, il modo in cui riusciremo ad andare avanti e  quanta partecipazione ci sarà. Dal punto di vista un pò più pratico, invece, abbiamo fatto alcune scelte specifiche: la palestra avrà un’assemblea di gestione, userà le iniziative di autofinanziamento per affrontare le spese strutturali e siamo sicuri che la condivisione e il radicamento nel quartiere sarà il miglior modo per tutelarci e per essere il meno attaccabili possibile“.

palpop quarticciolo

 

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

Add your comment

XHTML : You may use these tags : <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled website. To get your own globally-recognized avatar, please register at Gravatar.com