Esplorare internet con l’open source intelligence: intervista a Leonida Reitano

Internet non può più essere visto solo come un’attività ludica. E’ uno strumento dove non solo circolano informazioni riservate, ma non si cancellano. “Esplorare internet” è il primo manuale di open data journalism in Italia. Oltremedia ha intervistato l’autore Leonida Reitano, presidente dell’Associazione Giornalismo Investigativo.

Cosa riesce a fare una persona specializzata nell’analisi delle fonti aperte e che dunque conosce il web da ogni suo punto di vista? Ricava informazioni su fenomeni sociali e criminali, persone fisiche e giuridiche, profili individuali e collettivi. Soprattutto la metodologia dell’OSINT (analisi delle fonti aperte) permette di compiere una ricerca autonoma, non influenzata, privata e con dei riscontri che avvengono grazie all’incrocio di dati.

Imparare a servirsi di internet e delle cosi dette fonti aperte è essenziale per il giornalismo investigativo. Per chi non ne avesse mai sentito parlare la tecnica prevede diversi ambiti disciplinari combinati tra loro. Strumenti di hacking della rete, uso avanzato dei motori di ricerca, utilizzo dei portali di investigazioni digitali, tecniche di analisi investigative e ricorre a diverse fonti quali mezzi di comunicazione di massa, dati pubblici, file multimediali, dati provenienti da database con informazioni istituzionali o da database a pagamento con informazioni di provenienza editoriale. Nei paesi anglosassoni l’OSINT è il pane quotidiano dell’informazione. Quella libera da fonti confidenziali almeno. Saper gestire internet infatti rende protetto il giornalista da strumentalizzazioni di “falsi amici” e “gole profonde” in cerca di un megafono.
Solo pura tecnica giornalistica? Assolutamente no. L’OSINT ha risvolti in tutte le attività investigative e, meno scontato, nella ricerca accademica e nella vita di tutti i giorni. Qualsiasi utente più o meno curioso dovrebbe infatti essere preparato a questo potente mezzo che tutto mette a disposizione. Anche solo per sapersi tutelare.

Alcuni esempi di cosa si può ottenere “esplorando internet”? Tre campi: politica, impresa e informazione. Attraverso le fonti aperte si possono ritrovare i dati sul reddito degli italiani pubblicati dall’allora ministro Visco e subito cancellati; si può fare la radiografia completa ad un’azienda e scoprire per esempio che diverse organizzazioni intelligence usano siti di copertura, truffando. Infine attraverso un semplice software si può notare come un noto giornale, quale è il Fatto Quotidiano acceda a dati riservati per legge. Disattenzioni che internet non perdona. Molte le presentazioni dall’uscita del libro, l’ultima è quella del 21 marzo 2014 presso la libreria Rinascita, alla quale sono intervenuti Vincenzo Vita (Senatore PD), Gianluca Santilli (Il Monitore Romano), Lucio Lussi direttore del Monitore Romano e Federico Sesler (Retek Research).

Oltremedia ha intervistato l’autore del manuale, Leonida Reitano. Nel suo background un dottorato in sociologia e un’esperienza di insegnamento all’Università di Urbino.
La passione e la consapevolezza che l’OSINT rappresenta il futuro del giornalismo lo portano a specializzarsi presso la Summer School del Center for Investigative Journalism di Londra dove si diploma come esperto di Computer Assisted Reporting (CAR) e di Open Source Intelligence (OSINT). Dal 2007 è presidente dell’AGI, associazione giornalismo investigativo, la quale ha come obiettivo la ricerca in ambito del giornalismo d’inchiesta (l’esempio con più riconoscimenti è l’inchiesta alla quale l’AGI ha collaborato dal titolo “Toxic Europe”).
Leonida forma ogni anno giovani e professionisti nel settore. Con “Esplorare internet” vuole incuriosire il grande pubblico con le basi dell’OSINT. Le fonti aperte sono aperte per tutti?

                                                                                                    Veronica Di Benedetto Montaccini


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