25 aprile e la continua ascesa dell’estrema destra

A pochi giorni dal 71° anniversario del 25 aprile, giorno della liberazione nazifascista in Italia, sono state moltissime le manifestazioni da parte dell’estrema destra in tutto lo stivale.

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La prima città ad essere macchiata  è stata Milano. Nei giorni del 24 e 25 aprile,  il cimitero Maggiore del capoluogo lombardo è diventato preda dell’estrema destra. Il 24 aprile, vecchi nostalgici fascisti, ed ex combattenti, in particolare l’associazione Arditi d’Italia e l’Unione Combattenti della Repubblica Sociale, hanno portato il loro saluto ai caduti nel cimitero Monumentale milanese. Mentre il 25 aprile, oltre un centinaio di “camerati” dell’associazione ‘Lealtà e Azione’ e ‘Casapound’, sempre nello stesso cimitero, al campo 10, hanno partecipato al consueto appuntamento per omaggiare i caduti della Repubblica Sociale di Salò. Analoghe manifestazioni sono avvenute nel cimitero di Monza.

fascisti a Milano

Anche nei giorni immediatamente successivi al 25 aprile, sono state moltissime le città italiane che hanno ricordato Mussolini, ucciso il 28 aprile del 1945, con celebrazioni solenni avvenute, molto spesso, in chiesa.

A Roma, come ogni anno, la messa viene celebrata nel Sacrario dei Caduti nel Quartiere Italia della Capitale. Dopo l’omelia ‘politica’ di Padre Giuseppe gli interventi elogiativi del fascismo.

A Napoli, nella Chiesa degli Artisti in piazza Trieste e Trento, mentre si celebrava la messa per il Duce, nostalgici fascisti, hanno prima cacciato i giornalisti e poi, fuori della chiesa, hanno aggredito gli stessi giornalisti.

Scena simile è avvenuta a Messina, dove nella chiesa di Santa Caterina, Al termine della funzione è scattato infatti il saluto romano, al grido di: “Camerati, attenti! Per il duce d’Italia Benito Mussolini…” con la risposta “Presente!”. Anche questo avvenimento, ormai avviene da anni nella città siciliana.

A Taranto, lo stesso prete che accusò il sindaco Stefanò di aiutare i migranti, aveva previsto una messa in suffragio di Benito Mussolini il 18 aprile,  soltanto l’intervento dell’Anpi territoriale, non c’è stata alcuna messa, almeno per ora.

Anche a Carù, una piccola frazione di Reggio Emilia, la chiesa ha cercato di dare il proprio “contributo” al ricordo del Duce. L’annuncio pubblico dei giorni scorsi recitava “Sabato 30 aprile, alle ore 16, nella chiesetta di San Michele, verrà celebrata una messa in suffragio di Benito Mussolini e di tutti coloro che facevano parte della Repubblica Sociale.” A celebrarla sarà l’ex parroco don Adelmo Costanzi, un ultra ottantenne, ancora molto attivo, che non si è sottratto all’invito di un anonimo parrocchiano che lo ha contattato per chiedergli, proprio come si fa con i propri defunti, di celebrare una messa in suffragio, facendo la consueta offerta di 10 euro.

Invece, in veneto, l’associazione Continuità Ideale Padova aveva deciso di far celebrare giovedì alle 19 nel Duomo di San Lorenzo. Una messa voluta dall’associazione che raggruppa reduci, parenti e simpatizzanti della Repubblica di Salò per ricordare l’anniversario della morte di Benito Mussolini. Anche qui, come a Taranto, la celebrazione è stata sospesa.

Anche a Cremona celebrazioni per Farinacci e Mussolini, come testimoniano le foto sull’articolo del quotidiano La Provincia di Cremona.

fascisti a Cremona

Questi sono solo alcuni esempi, o quelli che sono emersi, e che hanno visto protagonista un connubio di altri tempi, la chiesa e il fascismo, e riguardano soltanto i giorni vicini alla data del 25 aprile.

Siamo partiti da Milano, e proprio a Milano, il 29 aprile, come ogni anno, c’è stata la manifestazione per ricordare Sergio Ramelli, militante del Fronte della gioventù, ucciso nel 1975.  Dopo il presidio, c’è stato il con concerto in viale Argonne organizzato da Forza Nuova, preceduto dalla messa nella chiesa dei Santi Nereo e Achilleo: in piazza, sorvegliata dalle forze dell’ordine, circa 1.500 persone. Il tutto accompagnato da una distesa di da braccia tese.

Alcuni potrebbero pensare che si tratta soltanto di vecchi nostalgici, in realtà si tratta di una vera e propria ascesa fascista. Dove, da una parte sono innegabili, ad esempio, i consensi che avvolgono personaggi come Matteo Salvini, vicino a Casapound, quest’ultimi autoproclamati “Fascisti del terzo millennio”, grazie l’alleanza politica sancita mesi fa e che, a detta di molti starebbe scricchiolando. Dall’altra parte c’è una sinistra istituzionale, o pseudo tale che non fa altro che agevolare il “lavoro” di queste sigle che si richiamano a ideali razzisti. Ultimo esempio, proprio l’atteggiamento del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che il 29 aprile scorso ha deciso di presiedere alla commemorazione di Sergio Ramelli, seppur senza fascia tricolore, dichiarando: “Il 29 aprile ricorre il 39esimo anniversario della tragica morte di Sergio Ramelli, la cui commemorazione è giusta e doverosa. Ma è altrettanto giusto e doveroso opporsi alla bieca strumentalizzazione di questo tragico evento attraverso la parata nazi-fascista che da anni deturpa la nostra città”.

La domanda che sorge è se sia giusto, in nome di una commemorazione, dare spazio a chi fa dei propri ideali, l’odio verso l’immigrato, e la divisione per ceti sociali?

Ma i dati allarmanti sull’ascesa dell’estrema destra non si fermano all’Italia e ai meri momenti celebrativi, ma giungono da tutta Europa. Elia Rosati – ricercatore storico e collaboratore dell’Università Statale di Milano, ha stilato una mappa per comprendere come negli ultimi trent’anni, per l’impatto sociale della globalizzazione e della recente crisi economica, la destra radicale ha, vissuto un momento di grande rinascita e sviluppo, facendo leva sugli egoismi e sulle paure di società sempre più precarie, complesse e multiculturali.

Notizia recente, è l’arresto di circa 400 persone a Stoccarda. Poco prima dell’inizio del congresso del partito populista di estrema destra, Alternativa per la Germania, Afd. Circa 400 manifestanti di sinistra sono stati fermati dopo scontri con la polizia. Alcuni dei manifestanti avevano il volto coperto, barre di ferro e assi di legno. La polizia ha utilizzato gli idranti e il gas urticante per disperdere i più facinorosi. I manifestanti hanno anche tentato di bloccare il parcheggio vicino alla fiera dove, per tutto il week-end, si terrà il Congresso e hanno bruciato pneumatici. Sono stati dispiegati più di mille agenti intorno allo spazio fieristico e vicino all’aeroporto di Stoccarda, per evitare che i membri della formazione populista, circa 2mila quelli attesi al Congresso, e i manifestanti di sinistra ci siano contatti. Ancora una volta si relega la vicenda ad un banale scontro tra bande. Se non si comprende che chi combatte l’ascesa fascio-nazista, spesso è “obbligato” a compiere azioni forti pur di garantire una speranza di democrazia, il pericolo che un’estrema destra forte della disorganizzazione dei governi nell’affrontare la tematica migranti, potrebbe prendere seriamente piede in tutta Europa.
Lo stesso AfD, è un partito nato tre anni fa a cui i sondaggi assegnano il 14%, si prepara a varare un manifesto apertamente islamofobo. La stessa linea politica del movimento Pegida, che organizza spesso manifestazioni contro la presunta islamizzazione dell’Occidente. Il congresso vede anche tensioni interne tra l’ala xenofoba e quella che si presenta come più moderata. Tra gli ordini del giorno anche decidere se allearsi con il Front National di Marine Le Pen al Parlamento europeo.

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Quello di Rosati, come si legge sul sito dell‘Anpi, è un veloce viaggio nella galassia dell’Europa di destra, guardando alla Francia del Front National, all’Austria del Fpö, all’Ungheria di Jobbik, alla Scandinavia dei partiti liberali xenofobi e, naturalmente, alla nostra Italia.

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Proprio il 25 aprile scorso,  in Austria, alle elezioni presidenziali, il candidato Norbert Hofer del Partito della Libertà (FPÖ), anti migrante di estrema destra, conquista una netta vittoria col 36,7% dei voti espressi. Sulla vittoria dell’estrema destra, Matteo Salvini ha commentato: «Provo immensa gioia per il grande risultato che si sta delineando in Austria per il nostro storico alleato Fpoe». Il leghista prosegue dichiarandosi «sconcertato dalla critica» che definirebbe l’estrema destra austriaca “xenofoba e razzista”.

Francia: Front National, la rivincita della vandea e La vandea conquista le città

Austria: Quei liberali austriaci col mito di Hitler e Da Haider a Strache

Ungheria: L’Ungheria nera e Ungheria nel cuore nero d’Europa

Scandinavia: Quei razzisti venuti dai ghiacci e I populisti xenofobi scandinavi

Italia: I nipoti dell’MSI –  Fascisti del terzo millennio e La Lega dal secessionismo al nazionalismo identitario

Laureato in giurisprudenza, giornalista pubblicista, Co-fondatore e Direttore responsabile di Oltremedia. Il giornalismo lo intendo a 360°: video,montaggio,foto,scrittura.

nicola.gesualdo@oltremedianews.it

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