Valerio Verbano: 38 anni fa l’omicidio del giovane antifascista romano

Il 22 febbraio 1980 Valerio Verbano, giovane militante neanche ventenne di Autonomia Operaia, veniva ucciso nella sua casa situata in via Monte Bianco 114, nel quartiere romano del Tufello. Giovedì prossimo, 22 febbraio 2018, saranno passati esattamente 38 anni da quel tragico giorno.

Tre fascisti armati, verso ora di pranzo, si presentarono alla porta di casa Verbano e si fecero aprire, con l’inganno, dai genitori di Valerio dicendo loro che erano amici del figlio. Una volta che la porta si aprì i tre immobilizzarono e imbavagliarono i due genitori del giovane, Carla e Sardo, ed attesero il rientro dello studente da scuola.

Quando Valerio rincasò scoppiò una forte colluttazione che si concluse con il rumore di un colpo di arma da fuoco che colpì il giovane alla schiena. I soccorsi furono inutili: Valerio Verbano morì nell’attesa che arrivasse l’ambulanza chiamata dai vicini che erano stati attratti da quello sparo. I tre assalitori, nel frattempo, si erano dileguati nel nulla.

In questi 38 anni non si è mai capito chi fossero i veri assassini di Valerio Verbano, si sa solamente che appartenevano all’area dell’antagonismo fascista di Roma. Carla, la madre, ci ha lasciati in un calda giornata di giugno 2012 senza aver ricevuto risposte alla domanda su chi e sul perchè le avessero ammazzato il figlio davanti agli occhi.

Valerio era un antifascista vero, uno di quelli che non si tirava indietro quando c’era da contrastare i camerati che, proprio in quegli anni, controllavano molti quartieri vicini al Tufello nella zona di Roma nord-ovest. Nel portare avanti la propria militanza, inoltre, il militante di Autonomia Operaia era andato oltre: si era infatti messo al lavoro per realizzare una vera e propria indagine sul mondo dell’estremismo nero capitolino di quegli anni. Tale analisi, col tempo, sarebbe passata alla storia con il nome di “Dossier Verbano“.

Chi scrive pensa che quest’anno sia ancora più importante partecipare agli eventi del prossimo 22 febbraio vista anche la situazione a livello nazionale che vede una sempre più accentuata democratizzazione del neofascismo attuale. Tutto questo avviene anche se il fascismo non ha certo cambiato il suo modo di agire che si basa sul concetto di paura.

Negli anni di Valerio i camerati mettevano le bombe nei luoghi pubblici, l’elenco delle stragi a livello nazionale d’altronde è lungo: da quella del 12 dicembre 1969 a piazza Fontana a Milano fino a quella del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna Centrale passando per quella di piazza della Loggia a Brescia del 28 maggio 1974. Oggi invece i nostalgici del Ventennio stanno portando avanti varie campagne basate su ideali quali “la paura del diverso” e il razzismo più becero: i fatti di Macerata rappresentano, da questo punto di vista, la punta dell’iceberg, almeno finora.

Nonostante ciò le istituzioni non stanno facendo nulla, basti pensare a chi ha definito il gesto di Luca Traini come “quello di un folle” ma non ha minimamente usato termini come “fascista“. Tutto tace, anzi a volte si sente chi prova a paragonare l’antifascismo e il neofascismo: uno è un concetto base della Costituzione Italiana; l’altro, almeno in teoria, è vietato dalla medesima carta.

Il movimento antifascista, in questo momento, non è morto del tutto: i numeri dei partecipanti ai cortei di Genova e Macerata, ma anche a quelli di Torino, Piacenza, Milano e Cosenza nel “Giorno del Ricordo“, possono essere considerati una base da cui ripartire. Il fatto che più conta è quello di tornare nei luoghi, le piazze e le strade, che sempre più spesso vengono monopolizzati dai fascisti in varie occasioni: dalla marcia per i patrioti del novembre 2017 a Roma fino ai numerosi cortei per ricordare le foibe del 10 febbraio scorso.

La giornata in ricordo di Valerio Verbano potrebbe portare un altro ottimo risultato da questo punto di vista.

In conclusione, ricordiamo che i compagni e le compagne di Valerio hanno convocato due iniziative, per la giornata di giovedì 22 febbraio 2018, per ricordare il giovane antifascista a 38 anni dalla morte. Si comincia alle ore 16, presso la lapide davanti la casa di via Monte Bianco 114, con l’iniziativa “Un Fiore per Valerio. Alle ore 17, poi, partirà il corteo che attraverserà le strade dei quartieri Tufello e Monte Sacro e che passerà davanti a luoghi simbolo come la palestra popolare dedicata al giovane.

corteo valerio verbano 2018

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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