Valerio Verbano: 37 anni fa l’omicidio del giovane di Autonomia Operaia

Mercoledì prossimo saranno passati 37 anni dall’omicidio di Valerio Verbano, giovane militante romano di Autonomia Operaia. Era infatti il 22 febbraio 1980 quando tre uomini armati, appartenenti al gruppo neofascista dei N.A.R. (Nuclei Armati Rivoluzionari), si presentarono a casa del giovane studente del liceo Archimede in via Monte Bianco, nel quartiere Tufello di Roma.

Lì, dopo aver immobilizzato i genitori del ragazzo, attesero che Valerio rientrasse verso ora di pranzo dopo una semplice giornata di scuola come un’altra. Una volta che Verbano aprì la porta iniziò una colluttazione tra i quattro che si concluse con la morte del giovane antifascista che venne raggiunto da uno sparo partito dalla pistola di uno dei tre estremisti di destra.

Valerio Verbano si spense poco dopo visto che i tre neofascisti, impauriti dai rumori e dalle voci dei vicini, scapparono via lasciando il giovane di Autonomia Operaia agonizzante sul divano del soggiorno. I genitori del ragazzo, Carla e Sardo, non poterono fare nulla per risolvere la situazione e per salvare la vita del figlio poichè erano stati immobilizzati dagli stessi N.A.R..

Non si è mai scoperto il perchè dell’aggressione e della morte di Valerio Verbano. Secondo alcuni, il giovane si stava esponendo troppo nell’ambiente del neofascismo romano di quegli anni visto che, proprio allora, stava preparando un accurato dossier, passato alla storia come “dossier Verbano“, sull’estrema destra romana che in quegli anni era molto attiva nel vicino quartiere Trieste.

A separare il Tufello, zona rossa, e il quartiere Trieste, zona nera, allora come oggi vi era un semplice fiume, l’Aniene, che veniva attraversato grazie al Ponte delle Valli. Le due fazioni politiche estremiste, di fatto, non avevano molti problemi ad entrare in contatto e, nella maggior parte dei casi, a scontrarsi violentemente.

Purtroppo sono ancora numerosi i lati oscuri che avvolgono questa tragica vicenda. Dalle istituzioni capitoline, come spesso accaduto in casi del genere, non arrivò un aiuto concreto per risolvere i dubbi ma ci si limitò ad una semplice condanna di quanto accaduto e basta.

L’unico magistrato che cercò di andare un pò più a fondo nel caso, Mario Amato, non ebbe molto tempo di portare avanti le indagini sul mondo dell’eversione nera capitolina. Il 23 giugno 1980, infatti, lo stesso Amato rimase vittima di un attentato compiuto ancora una volta dai N.A.R. che volevano mettere a tacere una delle poche voci che cercava di infastidirli portando avanti l’inchiesta.

Altra figura che mise anima e corpo nella ricerca della verità fu quella di Carla Verbano, madre di Valerio. Carla, purtroppo, ci ha lasciati quasi cinque anni fa ad 87 anni, il 5 giugno 2012, dopo aver speso gli ultimi 32 anni della sua vita a raccogliere ogni indizio possibile per capire come mai, in quella giorno di febbraio del 1980, le avevano ammazzato il figlio davanti agli occhi.

La storia di Valerio Verbano ricorda, sotto alcuni punti di vista, quella di Renato Biagetti, giovane antifascista, ucciso il 27 agosto del 2006, di cui, l’anno scorso, ricorreva il decimo anniversario della scomparsa. Anche qui, infatti, le istituzioni non sono mai andate a fondo nella vicenda tacciando ciò che era accaduto sulla spiaggia di Focene come una semplice “rissa tra balordi“.

La memoria e la richiesta di verità su quanto avvenuto a Renato, così come accaduto per Valerio, venne portata avanti da numerose persone che hanno avuto l’opportunità di conoscere questo giovane. La stessa madre di Biagetti: Stefania Zuccari, così come Carla, si sta spendendo ogni giorno, grazie anche al lavoro del comitato di “Madri per Roma Città Aperta“, per cercare di capire come mai suo figlio è morto in quel modo folle ed inspiegabile.

Chiudiamo dicendo che, come ogni anno, i compagni e le compagne di Valerio e tutti gli antifascisti romani si ritroveranno, il 22 febbraio 2017, al quartiere Tufello per ricordare il giovane militante di Autonomia Operaia. L’appuntamento è per le ore 16 davanti la casa di Valerio Verbano, a via Monte Bianco 14, per l’iniziativa “Un Fiore per Valerio“. Alle ore 17, invece, partirà il corteo che attraverserà le strade della zona di Roma nord-est e dove si griderà, ancora una volta, la voglia di verità per un evento capitato quasi 40 anni fa oramai.

Il giorno prima infine, martedì 21 febbraio 2017, si terrà un evento, intitolato “Valerio Verbano, militante comunista“, presso la facoltà di Fisica dell’università La Sapienza di Roma. Si parte alle 17 con lo spettacolo teatrale “Rosso Vivo” di Attrice Contro; a seguire vi sarà un aperitivo e un dj set fino a notte tarda.

aperitivo sapienza per valerio verbano

 

 

 

 

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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