UN EDITORIALE CHE AVEVO SCRITTO ANNI FA MA CHE MASSIMO GHINI NON HA MAI VOLUTO FOSSE PUBBLICATO

È inutile che ci giriamo intorno, l’ultima volta che siamo andati a cena da Massimo Ghini, c’eravamo messi d’accordo che alcuni dovevano andare a fare la spesa, altri avrebbero cucinato e i restanti avrebbero apparecchiato. Ora, la spesa era toccata a Christian De Sica, Tullio Solenghi e Roberto Giachetti; però nel leggere la lista avevano commesso un errore, forse non avevano capito, forse la fretta e anziché comperare il guanciale avevano preso la maracuja (tra l’altro Sabrina Ferilli era intollerante, ma non allergica come João Mario, il calciatore). Non mi pare che gli altri invitati per questo errore avessero fatto tutto il casino che stanno facendo nei confronti di Di Maio.

N.B. Ho scritto quest’editoriale in tempi non sospetti, infatti oggi è 7 marzo 2014, perciò non sto prendendo le difese di nessuno in particolare. Ho sempre votato il partito dove militava Capezzone per una scommessa persa all’età di 8 anni e mezzo. Adesso vi saluto che vado a vedere una puntata di Servizio Pubblico andata in onda l’altro ieri.

N.B.B. Mi sono licenziato da questo giornale, perché hanno aspettato così tanto a pubblicare l’articolo. Adesso basta.

Comincia ad occuparsi di satira sul blog di Luttazzi, dopo la sua chiusura entra a far parte del collettivo di Acido Lattico e Lercio. Collabora con Alessandro Serra (Ales+Fabel) per illustrazioni satiriche e surreali.

Sito: http://fabiobellacicco.altervista.org/

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