Ttip: a Roma la manifestazione nazionale contro il trattato euro-americano

Ieri Greenpeace Olanda ha reso pubbliche le carte del cosiddetto “Tttip-leaks. Secondo una delle associazioni ambientaliste più importanti del mondo, il governo americano avrebbe messo pressione alle autorità europee affinchè il trattato di libero scambio tra le due sponde dell’Atlantico diventi una vera e propria realtà nel più breve tempo possibile. Inoltre lo scorso 24 aprile, durante il vertice del G5 tenutosi nella cittadina tedesca di Hannover, il presidente americano Obama ha detto, tra le varie questioni affrontate, che ” si deve andare avanti nel negoziato sul Ttip“. ” E’ indiscutibile” ha aggiunto lo stesso Obama ” che il libero commercio abbia rafforzato l’economia americana e portato enormi benefici ai paesi che vi sono coinvolti. Capisco chi teme la globalizzazione perchè vede le fabbriche chiudere e i posti di lavoro trasferiti altrove. Ma è necessario restare competitivi nel momento in cui aree come Asia e Africa stanno sviluppando le rispettive economie“.

Tralasciando la solita retorica ci facciamo una domanda semplice: cosa è veramente questo Ttip?. E ancora: perchè, nonostante tutti i benefici che ci saranno per i cittadini europei, almeno stando alle parole degli esponenti Usa, le notizie riguardanti tale trattato sono state, almeno finora, così poche e confuse?

Il Ttip ( sigla di Transatlantic trade and investment partnership) è un accordo di libero scambio che l’Europa e gli Usa stanno concordando da circa tre anni. Il fine è quello di creare un vero e proprio mercato riguardante merci e servizi senza quei dazi doganali e quelle barriere tariffarie che, ancora oggi, regolano il commercio tra le due sponde dell’Atlantico.

Tale trattativa, nonostante tutte le promesse di benefici sbandierate ai quattro venti da esperti americani ed europei, è stata portata avanti, senza una spiegazione logica, nel più totale anonimato e senza che i cittadini potessero dare un loro giudizio riguardo a tale decisione. Nonostante questo, però, la chiusura dell’accordo non si sa ancora quando avverrà: nell’estate 2015, durante il G7 svoltosi in Baviera, si puntava a chiudere entro la fine del 2015; oggi si teme che non si riesca a porre la firma sul patto entro la fine del secondo mandato di Barack Obama alla Casa Bianca previsto per il gennaio 2017.

Inoltre, col passare del tempo, il Ttip ha dovuto affrontare un gruppo di contestatori, soprattutto europei, che si è ingrossato sempre di più. Infatti questo patto, a detta di molti, rappresenta l’ennesima prova di un tentativo di portare avanti gli interessi solo di determinati gruppi senza pensare al grosso della popolazione americana ed europea.

Con la firma del trattato verranno abbattute diverse barriere economiche che renderanno ancora più facile il guadagno delle multinazionali; tutto questo a scapito della qualità e della salute dei cittadini. Infatti, vengono a cadere numerose garanzie che, fino a oggi, rendono il mercato europeo molto più sicuro, sotto numerosi punti di vista, rispetto a quello americano. Con la firma del Ttip, in poche parole, si abbasserebbero gli standard minimi dei cosiddetti “controlli di qualità che consentiranno di importare sul mercato europeo prodotti americani di bassissima qualità in enormi quantità.

Quello che viene presentato come una vera e propria rivoluzione, a detta di numerosi economisti europei, è un vero e proprio cavallo di troia per le economie del vecchio continente. Come spiegarsi, altrimenti, la totale mancanza di trasparenza durante questi lunghi mesi di trattative? Che motivo c’era di tenere tutto nascosto il tutto se ci dovrebbero essere convenienti guadagni anche per i semplici cittadini?

Inoltre, in questo ultimo periodo, moltissimi politici, in primis la cancelliera tedesca Angela Merkel, stanno spingendo affinchè la firma del Ttip venga posta il più presto possibile. Come mai tutta questa fretta nonostante le numerosi voci di discordia che si sono sollevate negli ultimi tempi?

Chi di dovere, però, non si sente chiamato a trovare una risposta a questi numerosi punti di domanda sollevati. Anzi, al prossimo consiglio europeo, in programma il 13 maggio, si tenterà di dare una ulteriore accelerazione alle trattative riguardanti tale negoziato per arrivare alla sua firma nel minor tempo possibile senza nulla dover spiegare ai cittadini che saranno i primi a pagarne le conseguenze.

Fortunatamente negli ultimi mesi, un po’ in tutta Europa sono stati numerosi i cortei di protesta contro la stipula del Ttip e il modo in cui le trattative sono state portate avanti. Gli stessi rappresentanti al parlamento di Bruxelles stanno avendo più di qualche dubbio durante le votazioni per approvare tale patto.

Per fare sentire, ancora una volta, la propria voce di dissenso la campagna “ Stop Ttip Italia” ha convocato per sabato prossimo, 7 maggio 2016, una manifestazione nazionale a Roma contro questo scellerato patto economico. Il concentramento è per le ore 14:00 a piazza della Repubblica e la conclusione è prevista a piazza del Popolo dove, dal palco, verrà data la parola e tutti coloro che, per vari motivi, non vedono certo di buon occhio una trattativa che ancora oggi, nonostante tutto, presenta numerosi punti di domanda a cui difficilmente verrà data una risposta.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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