Torino: nuovo appello alla mobilitazione in vista del G7 del lavoro e dell’industria di fine settembre

Bologna, Bari, Taormina, Amburgo ed ora Torino. Dopo aver toccato, in questo 2017, varie città italiane ed europee la saga delle “riunioni dei grandi della Terra” è pronta ad una nuova puntata. Dal 27 settembre al 1 ottobre prossimi, infatti, nel capoluogo piemontese si terrà il G7 della scienza, dell’industria e del lavoro.

Per quattro giorni i ministri del lavoro dei 7 paesi più industrializzati della Terra si incontreranno per discutere dell’attuale situazione mondiale e trovare delle soluzioni per affrontare la crisi globale che, ancora adesso, fa sentire prepotentemente i suoi effetti . Ancora una volta, però, questo evento si sta avvicinando portando con sè un clima di forte tensione e paura per quello che potrebbe accadere a Torino in quei giorni, almeno secondo gli allarmismi dei media nostrani.

Poche settimane fa, inoltre, si è deciso di spostare il summit dei ministri del lavoro nella reggia di Venaria, ex residenza della decaduta casa reale sabauda, situata nella zona nord del capoluogo piemontese. Una ennesima prova che questo summit si dovrà fare, senza se e senza ma, in una città che, vista anche la sua forte tradizione industriale, sta ancora subendo le conseguenze di una crisi determinata in gran parte dalla scellerate politiche neo-liberiste degli stessi paesi più industrializzati del globo e che non vede certo di buon occhio questo genere di “riunioni“.

Allo stesso tempo si è iniziato ad attuare una forte repressione verso tutti coloro che, in quei giorni, vorranno scendere in piazza per manifestare il proprio dissenso. Ancora una volta i manifestanti che protesteranno contro il G7 vengono descritti come dei veri e propri terroristi pronti a tutto pur di mettersi in mostra nella “vetrina internazionale” che si terrà a Torino.

Un clima che ricorda molto quello che si è creato ad Amburgo, prima del G20 dello scorso luglio, e per cui, alcune delle persone che si sono recate nella città anseatica, ne stanno ancora pagando le conseguenze. Ad esempio,in data 28 agosto 2017, un manifestante olandese che era andato in Germania per gridare il proprio dissenso ai grandi della Terra, è stato condannato a due anni ed otto mesi di carcere. La accuse erano quelle di aver lanciato bottiglie verso la polizia, che si è resa protagonista di una violenza scellerata in quei giorni, ma anche di resistenza all’arresto e di “violazione della pace“.

Negli ultimi mesi, a Torino, è stata creata una rete di coordinamento per tutte le realtà e le persone che intendono recarsi nel capoluogo piemontese tra alcune settimane per partecipare ai cortei di protesta. La rete, dal nome “Torino ReSetG7“, pochi giorni fa ha aggiornato l’appello alla mobilitazione, la cui prima bozza era uscita ad inizio agosto, che noi pubblichiamo di seguito:

Dal 26 settembre all’1 ottobre i rappresentanti di Italia, Francia, Germania, Stati Uniti, Canada, Giappone e Regno Unito si riuniranno a Venaria per discutere di scienza, industria e lavoro. Prosegue così il tour italiano del G7, che dopo aver fatto tappa in tante città investirà anche Torino con il suo codazzo di ministri e con il suo apparato repressivo. Una vergognosa messa in scena a spese di tutti i cittadini, mentre il paese sprofonda sempre di più i responsabili del disastro fintamente disquisiscono di soluzioni che non hanno. Come potrebbe essere altrimenti? Sono loro e il loro modello di sviluppo alla base di tutti i nostri problemi.

Torino è forse la città che più, in Europa, ha vissuto a pieno le contraddizioni nel campo dell’industria, della scienza e del lavoro: la città (post-)industriale per eccellenza, che sta pagando il prezzo delle loro scellerate politiche in termini di ricadute ambientali e di abbandono delle periferie. Torino è una città emblematica nel mostrare come nel nome del profitto di poche aziende si sia sacrificata la salute e il benessere della collettività, è una città in cui il tasso di disoccupazione supera il 10%, quello giovanile al 40% e le risposte cittadine e nazionali si concretizzano nell’ulteriore precarizzazione e ricattabilità lavorativa.

Siamo certi che nessuno meglio di Poletti e la sua cricca sanno che questo vertice è un affronto alla città. Per questo a settembre i ministri hanno deciso di barricarsi alla reggia di Venaria, mentre è già iniziata la campagna intimidatoria della stampa per creare un clima di paura intorno alle contestazioni. Altro che garantire la sicurezza, l’obiettivo è uno solo: tutti devono stare a casa e i ministri devono poter decidere tranquilli sulle nostre teste..

Lo diciamo chiaro: noi non accettiamo la presenza di un evento simile nella nostra città e ancora di più non vogliamo accettare i falsi proclami fatti che usciranno da quel patetico consesso. Sentiamo la necessità di portare nelle strade un modello alternativo e contrario alle politiche di disuguaglianza sociale promosse dalla governance mondiale dei potenti della terra.

Le giornate di fine settembre saranno l’occasione per ridare voce a tutti coloro che da anni subiscono gli attacchi alla sanità, ai luoghi della formazione, ai territori, ai diritti sul lavoro e all’autodeterminazione delle proprie vite. Vogliamo lanciare una mobilitazione larga, inclusiva e diffusa che si ponga l’obiettivo di riprendersi la città, creando spazi, momenti di discussione e azione nell’arco di tutte le giornate del G7.
Ad un vertice blindato e non rappresentativo vogliamo contrapporre una mobilitazione dal basso. Non lasceremo che sette ministri prendano decisioni sulle nostre vite e sul nostro futuro a porte chiuse.

Crediamo che la vetrina istituzionale del G7 possa rappresentare una tappa importante nel portare l’opposizione di una società che negli ultimi anni ha combattuto, e continua a farlo, contro le politiche europee di austerità e le più recenti politiche del governo Renzi-Gentiloni su lavoro, sicurezza, scuola e ambiente. Per questo tutte le realtà di Torino che fanno della proposta politica d’alternativa, dell’impegno militante e della trasformazione sociale la priorità del loro agire hanno deciso di riunirsi in un’Assemblea Cittadina, per poter portare l’opposizione unitaria di una città che ha vissuto per anni le conseguenze della post industrializzazione e delle politiche sul lavoro.
Come Assemblea abbiamo sentito la necessità di coinvolgere tutti i soggetti e i singoli, attivi a Torino e in tutt’Italia per poter creare un’ampia mobilitazione, costruita dal basso, con un’assemblea nazionale sul G7 che si terrà a Torino, sabato 9 domenica 10 settembre ore 14:00 presso la Cavallerizza Reale.

Serve ripartire da zero. Chi decide su cosa, come sono usate le risorse di tutti, a cosa serve il lavoro: o la ricchezza è per tutti o lavorare non ha senso.

RESET G7!

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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