Tav: la Camera ratifica il trattato con la Francia per la costruzione dell’Alta Velocità in Val Susa

Brutte notizie arrivano per il movimento No Tav che, dal lontano 1991, si sta opponendo alla costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. Poche ore fa, infatti, la Camera del parlamento italiano ha dato via libera al ddl che ratifica l’accordo tra il governo italiano e quello francese per dar l’avvio definitivo alla costruzione della Tav in Val Susa.

I voti favorevoli sono stati 285, 103 i contrari e 3 gli astenuti. Tutto questo è stato fatto senza tenere minimamente in conto del perchè, da 25 anni, si lotta contro una delle tanti grandi opere italiane che vengono ritenute del tutto inutili. Per l’occasione si è ricreato quel partito della nazione, comprendente i deputati Pd, Forza Italia, Nuovo Centro Destra e Lega Nord, che ha votato in massa a favore.

A far parlare di sè, ancora una volta, sono stati i Cinque Stelle che si sono presentati in aula con i drappi e i foulard bianchi recanti la scritta rossa “No Tav. Il presidente dell’Aula di Montecitorio Luigi Di Maio, storico punto di riferimento del partito di Grillo, ha scritto sulla sua pagina Facebook ” Sto presiedendo l’aula di Montecitorio e oggi è prevista la votazione di una ratifica vergognosa: la tratta Tav Torino-Lione. Si decide il via libera a 57 km di tunnel che sventra inutilmente un intero territorio, con costi stimati, secondo gli ultimi preventivi, in 26 miliardi. Ci indebiteremo per anni, con il rischio di due tipi di infiltrazioni: l’amianto nelle acque e la mafia nei cantieri dell’opera“.

Di tutt’altro pensiero è stato il deputato Stefano Esposito, area PD, da sempre uno dei maggiori sostenitori della linea alta velocità in Val Susa. ” Mentre in Italia si decideva se fare o meno l’opera, gli altri paesi europei scavavano e costruivano tunnel. Oggi si scrive una pagina importante della storia infrastrutturale del nostro Paese” queste le parole dello stesso Esposito che, inoltre, ha aggiunto: ” Ci tengo a ringraziare le tantissime persone che hanno contribuito a scrivere questa importante pagina: operai, maestranze, forze dell’ordine, tecnici, parlamentari e tutto il tessuto sociale, fatto anche da cittadini No Tav, che negli anni è stato capace di prendere una posizione seria ed interlocutoria, piuttosto che sceglierne una propagandistica o semplificatoria“.

L’opera dovrebbe terminare entro il 2029 per un costo complessivi di 8,6 miliardi di euro. Di questi ben 4,5 verranno spesi dall’Italia mentre il resto sarà a carico del governo di Parigi.

Dopo anni di repressione nei confronti del movimento No Tav, ecco la mazzata più dura per le popolazioni che abitano la valle piemontese a nord-ovest di Torino. Di sicuro il movimento valsusino non fermerà qui la sua lotta che, oramai, è diventata una pratica quotidiana da quelle parti.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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