Milano e le unioni civili. Ma attenzione, c’è anche altro (Foto e video)

Alle 14.30 tantissime piazze italiane si coloreranno di uguaglianza per dire Svegliati Italia e finalmente mettersi al passo della maggior parte dei paesi europei dicendo sì alle Unioni civili.

Il mio viaggio incomincia sul tram numero 2 da Porta Genova, a Milano, in direzione Duomo. La manifestazione milanese “Svegliatitali, è ora di essere civili” si tiene in piazza della Scala. Sul tram tanta gente, due ragazze che si tengono per mano, un papà ed un mamma con la figlia di circa 5 anni che spiegano alla bambina dove si stanno recando e perché, e tanti altri che forse non sono neanche a conoscenza del sit-in/flash mob.

Appena scesi dal tram, ci dirigiamo tutti quanti verso la galleria Vittorio Emanuele II, la piazza del Duomo è gremita di gente e ad ogni angolo si scorgono bandiere multicolori e ragazzi e ragazze che distribuiscono volantini invitando i cittadini a recarsi a piazza della Scala.

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Dopo qualche metro in galleria, a pochissimi passi da piazza della Scala, siamo costretti a fermarci, la piazza è gremita, si vocifera, non si riesce a passare. Cerco comunque di insinuarmi per arrivare il più al centro possibile. E qui si scorge una piazza coloratissima, allegra, felice e libera. Traspare la libertà di potersi sentire ciò che si è, ciò che si vuole.

Man mano si susseguono gli interventi dal palco, quando viene annunciato Pisapia, si alza un’ovazione incredibile, palloncini e bandiere sventolano in cielo; “Milano è capitale dei diritti, grazie alla istituzione del registro delle unioni civili e alla trascrizione del matrimoni tra coppie dello stesso sesso. E’ ora di dire basta discriminazioni. Non ci sono più cittadini di serie A e di serie B”, afferma il sindaco. Intorno alle 15.45 dal palco inizia il countdown e allo zero il tintinnio di sveglie pervade la piazza.

Decido di andare via, e spostarmi verso Corso Europa, presso l’Hotel Galileo, dove la mattina del 24 gennaio si terrà l’incontro organizzato da Forza Nuova con la partecipazione di altri gruppi dell’estrema destra europea come i greci di Alba Dorata e i tedeschi di NPD. Uscendo da piazza della Scala noto uno striscione che invita tutti a partecipare alla manifestazione del 28 gennaio per contestare l’incontro tra Salvini e Le Pen.

no salvini

E qui mi fermo a riflettere; sarebbe bello vedere una piazza altrettanto gremita il 28 gennaio a Pagano, ma dalle esperienze passate so che purtroppo non sarà così, mi piacerebbe sbagliarmi. Molti di quelli che erano in piazza della Scala non saranno in piazza a Pagano per contestare chi è contrario anche alle unioni civili e si pone l’obiettivo di governare l’Italia, appunto Salvini; non saranno neanche in piazza della Loggia il giorno successivo al presidio per dire no al convegno delle estreme destre europee che si terrà a due passi da quella piazza della Scala che urlava libertà ed uguaglianza.

Tutto ciò fa riflettere e dovrebbe portare ad un’analisi più ampia. Non si può pensare solo al proprio giardino, solo al proprio bisogno, ma ci deve essere la necessità di allargare gli orizzonti e contrastare tutte quelle forze che si oppongono alle libertà, in senso ampio.

Laureato in giurisprudenza, giornalista pubblicista, Co-fondatore e Direttore responsabile di Oltremedia. Il giornalismo lo intendo a 360°: video,montaggio,foto,scrittura.

nicola.gesualdo@oltremedianews.it

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