Sovverti la Metropoli: il progetto culturale-artistico-musicale del De Lollis Underground

All’interno del De Lollis Underground, lo spazio sociale in via Cesare De Lollis al quartiere San Lorenzo di Roma, da alcuni mesi è attivo un progetto denominato “Sovverti la Metropoli“. L’iniziativa, che racchiude tre ambiti ben precisi: quello culturale, quello artistico e quello musicale, cerca di dar voce a tutte quelle esperienze underground che rientrano in essi.

Dalla serigrafia al laboratorio fotografico, passando per un vero e proprio studio di registrazione conosciuto come “audiolab“, sono molte le possibilità per tutti coloro che vogliono mettere in pratica una qualche loro passione artistica. La stessa Sovverti la Metropoli organizza, presso alcuni spazi sociali di Roma, delle serate a tema per farsi conoscere da quante più persone possibile.

Il tutto, naturalmente, viene portato avanti grazie alla sola cultura indipendente e basata interamente sul concetti quali autofinanziamento e aggregazione. Alcuni giorni fa abbiamo intervistato alcuni degli ideatori di questo progetto per farci raccontare qualcosa in più su di esso.

1) Cosa è, brevemente, il progetto “Sovverti la Metropoli“?

“Sovverti la Metropoli” è un progetto che riunisce una serie di laboratori esistenti all’interno del De Lollis Underground e che riguardano il laboratorio di serigrafia, quello fotografico e l’audiolab. Oltre a questi, che già esistono all’interno del De Lollis, “Sovverti la Metropoli” vuole permettere ad altri laboratori e ad altre realtà di uscire fuori e, quindi, di interagire con quello che è il panorama culturale di questa città, sia a livello musicale che artistico, di vari generi“.

2) Vi definite un progetto culturale-artistico-musicale. In che modo provate ad amalgamare tra loro questi tre ambiti?

Per il momento, visto che siamo ancora all’inizio, non è che abbiamo una formula standard. Detto questo, per ora, stiamo provando a tenere insieme tutte le cose e alcune iniziative che, come il De Rooms, consentono di mettere in collegamento tra loro tutti i vari progetti. Per ora, quindi, è tutto in divenire e non abbiamo una vera e propria formula da seguire. 

Ci sono inoltre diversi progetti in ballo, come ad esempio il Black Music Matter: una serie di eventi a carattere prettamente musicale in cui ospitiamo varie realtà dell’ambiente underground hip-hop legato ad una cultura “di strada”. 

Grazie al Black Music Matter permettiamo a chiunque viene a registrare qui, come un giovane emergente, di trovare spazio dove esibirsi. Allo stesso tempo, però, cerchiamo di organizzare eventi con artisti già affermati sulla scena hip-hop. in tutte le sue sfumature, in cui diamo la possibilità anche alle altre realtà di questo luogo, non prettamente riconducibili all’ambito musicale, di farsi conoscere. Il tutto, naturalmente, è portato avanti da un punto di vista totalmente indipendente“.

3) Voi prediligete l’ambito musicale dell’hip-hop. Come mai proprio questo?

Perchè l’hip-hop è quello che più si sposa alla cultura di base di “Sovverti la Metropoli” che è una cultura dal basso. Naturalmente vi è anche una forte influenza dei nostri gusti personali. Noi, infatti, ci definiamo un progetto culturale e ci interroghiamo su ciò che, secondo noi, è la nostra cultura che, tipicamente, è quella di strada. Da questo, posso dire, che l’hip-hop è stata una scelta naturale sia perchè questo genere accomuna tutte le esperienze personali della gente che si sta dedicando a tale progetto ma anche perchè l’hip-hop italiano è una musica nata “dal basso” che, quasi sempre, è indipendente e si è sviluppata nell’ambito underground e che, di conseguenza, ha formato tutti noi culturalmente. Adesso, inoltre, vi è questo nuovo fenomeno della musica trap che però, almeno per noi, rientra nel panorama culturale dell’hip-hop seppur con caratteristiche differenti: entrambi i generi vengono dalla strada e raccontano i lati più duri della vita quotidiana. Per questo, secondo noi, i due ambiti, in alcuni casi, andrebbero tenuti insieme a non separati come si sta cercando di fare oggigiorno. 

Infine, il genere che secondo noi più rispecchia il sovvertimento della metropoli è l’hip-hop. E’ la voce “per eccellenza” della cultura metropolitana che cerchiamo di rappresentare tramite il progetto “Sovverti la Metropoli”“.

4) Perchè avete deciso di dar voce ad un progetto come “Sovverti la Metropoli“?

Molti dei ragazzi di “Sovverti la Metropoli” sono dei compagni che fanno politica nella vita con delle realtà specifiche da tanto tempo; altri, invece, no. L’ideo, o meglio l’intenzione, è quella di provare a ricostruire un piano prettamente culturale del fare politica, sia per dare voce agli artisti che in diverse forme si esprimono negli spazi liberati del De Lollis Underground, sia per cercare di collegare realtà esterne, lontane dalla militanza, con gli spazi autogestiti e occupati della città. Vogliamo unire le realtà che nascono dal basso e che cercano di riscattare la loro condizione attraverso l’arte in tutte le sue forme”.

5) Quale è il vostro rapporto con il movimento militante romano?

Il nostro rapporto con il mondo della militanza romano è una sorta di riconoscimento da ambe le parti: vi è una vera e propria collaborazione per rapportarsi con il pubblico. Da questo punto di vista, il progetto “Sovverti la Metropoli”, si occupa di proporre contenuti artistici. 

Ovviamente collaboriamo unicamente con gli spazi occupati della città ( come ad esempio il CSOA Ex Snia) perchè non vogliamo in nessun modo arricchire ancora di più i locali e i luoghi che speculano sul divertimento, sulla musica e sull’arte in generale. Tentiamo di creare un movimento attraverso un circuito un pò diverso. Ci compenetriamo ma, allo stesso tempo, siamo distanti perchè facciamo cose un pò differenti: “Sovverti la Metropoli” non è un progetto totalmente politico, o militante, ma allo stesso tempo si riconosce e coesiste con la militanza. 

La stessa intenzione di creare questo progetto nasce dalla volontà di unire la militanza con le correnti artistiche che si stanno sviluppando per far sì che il messaggio politico raggiunga un pubblico sempre più vasto in un modo che, se vogliamo, possiamo definire più “leggero” perchè legato al gusto, al divertimento e alle passioni“.

6) Avete un qualche messaggio preciso da portare avanti?

Il messaggio è che per sovvertire/ribaltare la realtà esistente dobbiamo cercare di star dentro quello che succede quotidianamente con attenzione e capacità critiche. Vuol dire conoscere le cose nel profondo, non solo da fuori, e guardare ad esse in maniera critica provando a ribaltarle a nostra favore. Dobbiamo, per questo, starci dentro e non isolarci dalla realtà che esiste per poter agire in essa. Per ora ci stiamo provando, cerchiamo di concretizzare le nostre intuizioni piano piano…..“.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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