Siria. Un conflitto da regionale a globale?

Angela Merkel si è recata ad Ankara e in una conferenza stampa congiunta con il premier turco Davutoglu ed ha attaccato duramente la Russia dicendosi inorridita e scioccata per le sofferenze subite dai civili a causa dei raid russi. La stessa Merkel però sembra omettere circa la situazione drammatica nelle aree curde del sud-est della Turchia, tuttavia appare molto chiaro come tutti coloro che hanno investito da cinque anni nel “regime change” a Damasco proprio a causa dell’intervento russo ora stanno meditando di cambiare strategia.

Se le truppe di Assad dovessero riprendere Aleppo infatti, la strategia di destabilizzazione del suo governo fallirebbe definitivamente e i miliziani dell’Isis e di Al Nusra verrebbero sospinti in aree desertiche dove potrebbero presumibilmente venire sconfitti più facilmente. Da qui il bivio davanti a tutte quelle forze che sin qui hanno appoggiato la rivolta anti-Assad, ovvero decidere se unirsi a Mosca per annientare definitivamente lo Stato Islamico in Siria e in Iraq, oppure ammettere definitivamente che la guerra all’Isis non è una priorità e appoggiare i piani turco-sauditi di una invasione della Siria.

Peccato che se Washington dovesse appoggiare la seconda soluzione questo porterebbe a un passo dalla Terza Guerra Mondiale in quanto truppe russe sono presenti attivamente in Siria ed entrerebbero quindi a diretto contatto con le forze saudite-turche con conseguenze a dir poco devastanti per la pace globale. Per chi dunque desidera che la guerra finisca sarebbe una soluzione non auspicabile, ancor più che gli americani e le forze che si sono schierate contro Assad da anni continuano a non chiarire quale futuro abbiano in mente per la Siria, paese dove il governo, piaccia o no, conta comunque ancora sull’appoggio di centinaia di migliaia di persone che non potranno semplicemente volatilizzarsi dall’oggi al domani.

La sensazione comunque è che ogni forza stia cercando, in questa fase delicata, di alzare i toni per condizionare le trattative, trattative che comunque rischieranno di arenarsi se una delle parti in causa dovesse prevalere sul territorio. Difficile però che, a dispetto della propaganda,  i sauditi invadano la Siria dal momento che non sono ancora riusciti a sconfiggere gli Houthi in Yemen e quindi sarebbe poco comprensibile aprire un nuovo e dispendioso fronte. Più facile che i turchi possano pensare di occupare la parte settentrionale della Siria, ma in quel caso si andrebbe verso una situazione di non ritorno in quanto i curdi ne sarebbero direttamente coinvolti. Insomma più facile pensare che in tanti minaccino proprio perchè ormai la Siria è divenuta un ginepraio di difficile risoluzione.

Laureato in Storia Contemporanea, ha da sempre coltivato una viva passione per la scrittura e per il giornalismo. Appassionato di politica estera partecipa sin dagli inizi al progetto di “Oltremedia” .

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