Siria. Da guerra civile a guerra globale

L’analista geopolitico Ulson Gunnar ha scritto per New Eastern Outlook riguardo alla Siria che sarebbe profondamente sbagliato descrivere quanto sta accadendo nello sfortunato paese arabo semplicemente come una “guerra civile”. Ammesso che una guerra civile ci sia stata, oggi sembra essere terminata, in quanto in Siria si assiste a un conflitto del tutto diverso che sembra essere continuamente finanziato e infiammato dall’esterno. Sono tanti infatti i paesi stranieri che per motivi differenti spendono milioni di dollari nella guerra siriana, da Riad e Ankara fino a Washington e Tel Aviv. Del resto proprio la retorica di Turchia, Usa e gli altri paesi che hanno appoggiato i ribelli contro Damasco sin dal 2011 insistono sul fatto che si tratti di una guerra civile e non di una guerra per procura . Tutto questo conta eccome in quanto continuando a parlare di guerra civile tali paesi continuano a propagandare una realtà che è affine alla prosecuzione dei propri interessi nella regione. Chiamandola guerra civile infatti gruppi che verrebbero tranquillamente chiamati come terroristi vengono identificati come “opposizione”, e in questo modo la confusione va a vantaggio di chi continua a infiammare la Siria con un afflusso di armi e foreign fighters.

In molti poi accusano la Russia di essere intervenuta in Siria come una sorta di potenza coloniale ma ignorano che Mosca è intervenuta, piaccia o no, rispondendo a un appello lanciato da quello che, nonostante tutto, resta il governo legittimo del Paese.  Al contrario, i gruppi che combattono contro il governo siriano hanno finanziamenti provenienti dall’estero e legami a doppio taglio con paesi come Qatar, Arabia Saudita e Turchia. Basti pensare ad Al-Nusra, ovvero Al Qaeda in Siria, che in quanto tale dispone di legami internazionali che arrivano apertamente in Arabia Saudita, da dove arrivano finanziamenti generosi per i guerriglieri islamici dell’organizzazione.

Come suggerisce sempre Gunnar, inoltre, i media occidentali hanno cercato sin dall’inizio di dipingere il Daesh come un gruppo apparso dal nulla, ma in realtà la sua formazione è avvenuta per gradi: “Quando gli aerei da guerra russi hanno cominciato a bombardare i convogli che si muovevano da e per la Turchia, il mistero è stato finalmente risolto“, ha concluso, ricordando poi come i combattenti del Califfo abbiano a loro disposizione pile di armi moderne provenienti da tutto il mondo. Insomma fin quando si parlerà della guerra in Siria come di una guerra civile e non come una aggressione straniera difficilmente si potrà trovare una soluzione a un conflitto che ha già ucciso decine e decine di migliaia di persone.

Photo Credit https://www.flickr.com/photos/jordibernabeu/15596725158

Laureato in Storia Contemporanea, ha da sempre coltivato una viva passione per la scrittura e per il giornalismo. Appassionato di politica estera partecipa sin dagli inizi al progetto di “Oltremedia” .

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