San Foca: la zona dove sorge il cantiere del Tap diventa “zona rossa”

La questione del TAP (Trans Adriatic Pipeline) torna a far parlare di sè. Per far riprendere i lavori del gasdotto nella zona di San Foca, piccola località salentina sulla costa adriatica, si è eretta una vera e propria zona rossa.

Da oggi, lunedì 13 novembre, sarà in vigore una norma della durata di un mese che permetterà ai soli residenti della frazione marittima di Melendugno di muoversi intorno alla zona del cantiere. Per questo sono stati istituiti una serie di posti di blocco nella zona sulle vie di accesso al cantiere del Tap.

Gli attivisti che si trovavano al presidio No Tap sono stati bloccati dall’arrivo delle forze dell’ordine che hanno vietato loro di compiere qualsiasi movimento nell’area. In contemporanea sono ripresi come se nulla fosse i lavori del gasdotto che, da quando sono stati annunciati, hanno trovato la ferma opposizione degli abitanti locali, che considerano questa un’ennesima grande opera dannosa per il territorio che non comporterà alcun tipo di beneficio.

L’imponente dispositivo di sicurezza è stato predisposto dalle Prefettura e dalla Questura locale per evitare ulteriori contestazioni.  Con tale ordinanza si dichiara che l’area del cantiere e quelle limitrofe verranno “assegnate nella disponibilità delle forze di polizia, in relazione alle esigenze funzionali alla tutela del cantiere e alla prevenzione di gravi turbative dell’ordine pubblico“; per questo motivo è vietato “‘ingresso e lo stazionamento a chiunque, fatto salvo ai proprietari dei terreni e ai titolari di diritti reali sugli stessi“.

Il sindaco di Melendugno, a cui è stata recapitata la notifica, ha così commentato: “Sono state sospese le libertà dei cittadini di Melendugno. Gli abitanti del paese non possono muoversi nel territorio, oltre che manifestare la contrarietà all’opera. Stamattina è stato bloccato lo scuolabus che andava a San Foca al posto di blocco, i camion della ditta che raccoglie i rifiuti, gli agricoltori non possono andare nelle loro campagne, la stampa non può seguire l’evolversi dei lavori persino il sindaco e la polizia municipale non possono andare a vedere cosa accade in un pezzo del nostro territorio“.

Al contempo gli attivisti No Tap non sono rimasti a guardare ed hanno diramato una nota, che pubblichiamo di seguito, in cui invitano il maggior numero di persone a mobilitarsi accorrendo al presidio.

Anche questa notte si sta per scrivere una delle pagine più nere della repubblica italiana. Lo stato si mette al servizio di una multinazionale invece di ascoltare le istanze di un intero territorio. Al servizio del malaffare contro una popolazione che chiede giustizia, una popolazione tradita ed abbandonata da un governatore di regione da sempre favorevole a questo progetto che porta con se corruzione, abbandonati da sindaci voltagabbana più vicini a interessi di partito che delle cittadinanze.
Anche questa notte subiremo la violenza di uno stato che ha abbandonato gli interessi per il bene comune per abbracciare quelli degli affari speculativi di un’opera inutile. Tutti al presidio

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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