Roma: il neofascismo torna in piazza in vista dei 40 anni di Acca Larentia

Passa il tempo ma non cambia la situazione. Anche in questo inizio di 2018, infatti, si apre col neofascismo che scenderà in piazza.

Domenica prossima, 7 gennaio 2018, cade il quarantesimo anniversario dei fatti di Acca Larentia. In quella stessa giornata del 1978, tre neofascisti: Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni vennero uccisi nei pressi della sede del Movimento Sociale Italiano in via Acca Larentia, al quartiere Tuscolano a Roma.

I primi due rimasero vittime di una sparatoria che avvenne proprio al di fuori della sede del movimento neofascista. Il terzo, invece, perì durante gli scontri avvenuti nella zona a seguito di una manifestazione missina organizzata per portare supporto ai camerati colpiti.

Poche ore dopo l’attacco fu rivendicato, tramite un comunicato, dal gruppo dei “Nuclei Armati per il Contropotere Territoriale“. Secondo alcuni, i fatti di Acca Larentia sono stati usati come scusa per molti omicidi compiuti dagli estremisti di destra negli anni a venire.

Ma, soprattutto, ciò che avvenne ad Acca Larentia ha rappresentato una vera e propria valvola di sfogo per tutti quei neofascisti che, nel corso del tempo, hanno voluto dare sfogo al loro odio eterno contro le “zecche comuniste“. Secondo le logiche di questi individui, infatti, erano proprio gli antifascisti a rappresentare il vero ed unico problema dell’Italia dal 1945 ad oggi.

Per commemorare l’anniversario varie formazioni di estrema destra attuali, capeggiate da quella di Casapound, hanno organizzato un vero e proprio corteo che sfilerà per le strade di Roma domenica prossima. Il concentramento è fissato alle ore 15 a piazzale Asti.

Dopo i fatti caratterizzati dal neofascismo negli ultimi mesi del 2017, insomma, ancora una volta ai neofascisti viene concessa una piazza per portare avanti i loro ideali. Chi se ne frega se questi stessi ideali sono conditi da odio, razzismo e xenofobia.

Tutto questo, ancora una volta, non ha fermato quel processo di democratizzazione che sta avvenendo nei confronti dei camerati da parte di un pò tutte le forze politiche. Nonostante l’antifascismo di facciata targato PD, che si è fatto avanti solamente dopo i beceri fatti di Como, sono molti i vari partiti nostrani, anche quelli che si dichiarano “totalmente democratici“, che stanno accettando anche un semplice confronto con chi, almeno in teoria, in Italia va contro i principi fondamentali della Costituzione.

Proprio quest’anno cade il settantesimo anniversario dall’entrata in vigore della Costituzione Italiana: una costituzione antifascista.

Tale Costituzione, nella XII disposizione transitoria e finale, vieta, in maniera categorica, “la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista“. Purtroppo Casapound, e i suoi militanti, amano presentarsi come “i fascisti del terzo millennio“.

Domenica prossima, per fortuna, gli antifascisti non staranno a guardare e scenderanno in piazza per far sentire la loro voce di dissenso e per fare vedere che un antifascismo “non di facciata” è ancora possibile. Alle ore 16, davanti la sede del comitato di quartiere Alberone, in via Appia Nuova 357, è stato organizzato un presidio di protesta contro l’ennesima sfilata nera per le strade della Capitale.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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