“Rifiuti e Degrado a Rocca Cencia” Video-reportage

A novembre del 2014 a Rocca Cencia, periferia Est di Roma, gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale hanno eseguito il sequestro di alcuni terreni agricoli dove, a seguito della movimentazione della terra per la semina, sono emerse quantità notevoli di scarti ospedalieri, sanitari e farmaceutici, come flebo, siringhe e garze. Si tratta di un’area nella quale dovrebbe essere coltivato il grano.

Il “Sistema Integrato di Trattamento e Valorizzazione dei Rifiuti Urbani” dell’Ama e la discarica privata di Porcarelli, si trovano a pochi metri dalle case popolari di Via Rocca Cencia 313/315.

Durante i vari cortei si sono raccolte le firme per la petizione che chiede di non aumentare il peso delle fonti di inquinamento presso il polo impiantistico di Rocca Cencia e di rivederne l’ampliamento e la creazione dell’Eco distretto.

Purtroppo, nonostante le varie manifestazioni, il bisogno dei cittadini di un intero quadrante romano sembra rimanere inascoltato.

L’Unione Comitati, Associazioni e Consorzi del versante Est Capitolino ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, in cui denuncia la presenza di miasmi e odori molesti provenienti da tutto il territorio compreso tra via di Rocca Cencia, via Prenestina, via Sant’Alessio e via Ollolai. Nell’esposto l’Unione evidenzia che tali esalazioni hanno una frequenza quotidiana, in orari diurni e notturni, provocando una più che evidente molestia olfattiva, percepita dagli abitanti del suddetto territorio in un raggio di circa 5 Km. Ma il disagio per quanto molesto, non è solo di carattere olfattivo. Infatti la popolazione denuncia una diffusa serie di sintomi e malesseri: dalle irritazioni alle mucose nasali al bruciore alla gola, dalla nausea e conati di vomito ad un grave affaticamento respiratorio.Sintomi avvertiti in modo più acuto dai bambini. Come se ciò non fosse già troppo, i pesanti miasmi denunciati hanno modificato le più elementari necessità del vivere civile, ad esempio inducendo la popolazione a non aprire le finestre delle proprie abitazioni per un normale e fisiologico ricambio dell’aria. Per non parlare dell’impossibilità di godere del diritto di proprietà delle aree esterne alle proprie abitazioni.

Pochi giorni fa una residente di Rocca Cencia è morta a causa di una lunga malattia, durata quasi un anno, il giloblastoma multiforme. “Il glioblastoma multiforme è definito dai medici come uno dei più aggressivi e tra le cause gli specialisti hanno individuato le radiazioni ionizzanti. Ricordiamo che Noemi era residente nel quartiere Rocca Cencia. Una zona altamente contaminata che da tempo i cittadini stanno cercando di porre all’attenzione delle Istituzioni.” – afferma il giornale territoriale La Fiera dell’Est, il quale continua – “Solo nella famiglia di Noemi sono già morti 9 cani di tumore e anche sua mamma sta lottando contro una leucemia. La morte di Noemi, strappata alla vita troppo presto e in modo così devastante, pone di nuovo sotto i riflettori il tema dell’inquinamento di quella zona: il Municipio VI è il primo nella classifica pubblicata dalla Regione Lazio per incidenza tumorale.

Insomma dei dati dai quali partire, o meglio, ripartire per poter continuare a portare avanti una lotta che non può essere relegata e abbandonata così come il quartiere che cerca di combatterla.

Laureato in giurisprudenza, giornalista pubblicista, Co-fondatore e Direttore responsabile di Oltremedia. Il giornalismo lo intendo a 360°: video,montaggio,foto,scrittura.

nicola.gesualdo@oltremedianews.it

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