Rete antifascista di Roma Sud: la nuova realtà dell’antifascismo capitolino

A Roma, negli ultimi tempi, i neofascisti stanno conquistando sempre più visibilità. Non manca occasione infatti, dall’aggressione al giovane volontario di Ostia fino alla protesta dei tassisti a Porta Pia, in cui gli estremisti di destra si rifacciano vedere e cerchino di portare avanti i loro ideali legati al ventennio.

Un fatto che oramai va avanti da parecchi mesi e che vede il rifiorire di vecchie sigle che, nel corso del XX secolo, hanno marcato violentemente la storia dell’Italia intera. Da Casapound a Forza Nuova, passando per il ricostituito Fronte della Gioventù, sono molti i partiti dell’estremismo nero capitolino che si sono fatti sentire in varie occasioni anche grazie alla totale complicità delle istituzioni capitoline.

Per fortuna ci sono anche nuove realtà antifasciste che stanno sorgendo per contrastare questa ripresa del neofascismo. Una di queste è, sicuramente, la Rete Antifascista di Roma Sud: un’esperienza nata dal volere e dal bisogno di molte persone di combattere l’estrema destra e le sue azioni nel quadrante meridionale della Capitale.

Alcuni giorni fa abbiamo avuto il piacere di intervistare una delle appartenenti a questa Rete per farci spiegare meglio cosa rappresenti questa nuova realtà e quali sono gli obbiettivi che si vogliono raggiungere grazie a tale esperienza militante.

1) Come mai avete deciso di dar vita alla Rete Antifascista di Roma Sud?

La rete ha preso vita pochi mesi fa, quando, come collettivi, associazioni e spazi sociali di Roma Sud, ci siamo resi conto  della necessità di attivare una messa in condivisione di tutte le esperienze e dei percorsi intrapresi nel corso degli anni per far fronte a questa nuova ondata di aggressioni, campagne xenofobe e sessiste da parte dei, seppur frammentati, gruppi neofascisti. 

Fino a pochi anni fa il nostro quadrante era considerato un luogo sicuro e ospitale, ma nell’ultimo periodo sono comparsi manifesti, scritte, intimidazioni, fino ad arrivare a preoccupanti azioni di mobilitazione e inaugurazioni di nuove “sezioni” nei quartieri limitrofi“.

2) Cos’è esattamente questa rete? quali obiettivi vuole raggiungere?

Il principio con il quale la rete è nata è quello più largo, aggregante e pubblico possibile, col fine di ricostruire nel territorio e nel tessuto sociale una nuova cultura di antifascismo, a partire dal paradigma della memoria come ingranaggio collettivo e dalla necessità che i giovani attivisti e militanti delle scuole e delle università siano forniti di tutti gli strumenti che sapremo mettere a disposizione per potersi autotutelare, anzitutto la consapevolezza. 

Per questo motivo abbiamo abbiamo organizzato un grande momento di dibattito nella biblioteca Hub Culturale Moby Dick durante la presentazione del fumetto “Prossima Fermata, Una Storia per Renato” realizzato da Zerocalcare ed Erre Push per il decennale dell’assassinio di Renato Biagetti, ragazzo accoltellato da due fascisti dopo una dance hall sulla spiaggia di Focene nel 2006. Sempre con le Madri per Roma Città Aperto abbiamo dato vita ad una serie di incontri nei licei di Roma Sud coi quali, lo scorso 22 febbraio, siamo scesi in piazza in occasione del corteo cittadino per Valerio Verbano. Con lo stesso fine, dopo tre settimane di laboratori nelle piazze e negli spazi sociali, sabato 25 febbraio daremo luogo all’VIII edizione del Carnevale Antifascista con tre cortei territoriali a Spinaceto, al Trullo e a Garbatella/ San Paolo tutti legati da una storia comune che ruota attorno al tema degli uccelli migratori“.

3) Negli ultimi tempi l’estremismo di destra sta raccogliendo sempre più consensi a Roma e in Italia: un commento a riguardo? Cosa ti spaventa più di questa istituzionalizzazione del neofascismo?

” In questi anni le istituzioni si sono talmente applicate per cercare risposte inadeguate alla crisi economica che il consenso prodotto dall’estrema destra non stupisce, purtroppo. L’impalcatura statale, i suoi piccoli attori e i gruppi reazionari sono storicamente intrecciati da relazioni di potere e di favore, che la società civile dovrebbe storicamente poter mettere in contraddizione: quello che mi può preoccupare, personalmente, è che la desertificazione prodotta tramite gli sfratti dalle case occupate e gli sgomberi dai centri sociali, rendano ancora più imprevedibile questa strada“.

4) In Europa vi è un concreto rischio che partiti estremisti, che portano avanti ideali come razzismo e xenofobia, acquistino il potere in maniera democratica. Come si è arrivati a ciò secondo te?

” Personalmente, ritengo che un’Europa fondata su basi politiche e non quasi esclusivamente economiche, avrebbe potuto reagire diversamente alla crisi finanziaria, e non solo, ma sono ancora troppe le incognite che peseranno sulla bilancia dell’anno corrente. Ciò su cui preferisco basarmi sono i movimenti transnazionali volti a costruire orizzonti più larghi e di lungo respiro che si oppongono al razzismo e alla xenofobia (che non chiamerei ideali), come il percorso femminista di Non Una Di Meno, che l’8 marzo ci darà visione quale risposta stanno costruendo le donne di più di 30 paesi contro le politiche securitarie, la cancellazione dei diritti, lo smantellamento del welfare e l’abisso della precarietà“.

5) Questo nuovo progetto è partito dopo la campagna “Io Non Dimentico” in memoria di Renato Biagetti, è stato un caso?

” Renato fa parte dell’immaginario di tutte e di tutti noi, di chi vi era legato profondamente come di chi ha conosciuto la sua storia solo di recente. Perciò consideriamo quello della rete uno strumento in più, anche per proseguire, ma non solo, il percorso di arricchimento e di aggregazione che la campagna #IoNonDimentico ha sviluppato nell’ultimo anno per il decennale. Campagna che è stata possibile soprattutto per la costanza e la determinazione che a fine agosto/inizio settembre di ogni anno portano alla realizzazione della tre giorni musicale a lui dedicata“.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

Add your comment

XHTML : You may use these tags : <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled website. To get your own globally-recognized avatar, please register at Gravatar.com