Referendum sul lavoro. I 3 quesiti e le tempistiche

Referendum chiama referendum. Dopo lo scorso referendum costituzionale, che ha visto la sconfitta del Governo Renzi con le conseguenti dimissioni, l’11 gennaio prossimo, la Corte di Cassazione si pronuncerà sulla richiesta di referendum avanzata dai sindacati di categoria, relativa alla modifica di 3 aspetti riguardanti al riforma del lavoro, il Jobs Act.

L’intenzione della Cgil è quella di ripristinare l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, eliminare i voucher e ripristinare quella che è la responsabilità e il controllo sugli appalti.

Leggi: Jobs Act, cosa cambia. Il parere dei giuslavoristi della Sapienza 

Nello specifico, i 3 quesiti referendari, riguarderanno:

Licenziamenti senza giusta causa

Secondo la normativa vigente, un licenziamento ingiustificato prevede il pagamento di un’indennità che cresce con l’anzianità di servizio, con un minimo di 4 e un massimo di 24 mensilità. Il sindacato chiede il referendum per il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento disciplinare giudicato illegittimo, estendendolo anche per le aziende sotto i 15 dipendenti, fino a 5 dipendenti. Nel caso in cui ciò avvenga in un’azienda con meno di 5 addetti, il reintegro non sarà automatico ma a discrezione del giudice. In caso di reintegro, sarà il lavoratore a scegliere il risarcimento congruo o il rientro. “Il referendum – dice la Cgil – vuole ripristinare un principio fondamentale di giustizia nel lavoro”.

Voucher
Il 2015 ha visto un boom dell’utilizzo dei voucher, i famosi “ticket da mini-impieghi”, inventati per cercare di regolarizzare le piccoli mansioni pagate da sempre in nero. Sempre più spesso, però, attraverso l’utilizzo dei voucher il lavoratore accetta impieghi barattati al ribasso e vede azzerati i propri diritti con una risibile contribuzione ai fini previdenziali.La Cgil vuole quindi cancellare i voucher “perché non combattono il lavoro nero, anzi, il loro abuso determina una sommersione anziché un’emersione del lavoro nero e irregolare”. Per questo, il sindacato chiede il referendum per l’abrogazione dei voucher usati in maniera “flessibile” ed illegittima.

Appalti
L’abrogazione delle norme che limitano la responsabilità solidale degli appalti vuole difendere i diritti dei lavoratori occupati negli appalti e sub appalti coinvolti in processi di esternalizzazione, assicurando la tutela dell’occupazione nei casi di cambi d’appalto e contrastando le pratiche di concorrenza sleale assunte da imprese non rispettose del dettato formativo. L’obiettivo, in questo caso, è rendere il regime di responsabilità “solidale omogeneo”, applicabile in favore di tutti i lavoratori a prescindere dal loro rapporto con il datore di lavoro. “Ripristiniamo la responsabilità in solido tra appaltante e appaltatore – chiede la Cgil -, garantiamo la stessa dignità a tutti i soggetti che, direttamente o indirettamente, contribuiscono alla crescita aziendale”.

Leggi: Quesiti referendari

Laureato in giurisprudenza, giornalista pubblicista, Co-fondatore e Direttore responsabile di Oltremedia. Il giornalismo lo intendo a 360°: video,montaggio,foto,scrittura.

nicola.gesualdo@oltremedianews.it

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