Quadraro: il rastrellamento nazista del “Nido di Vespe”

L’occupazione nazista di Roma è stato uno dei periodi più duri, per quello che ha dovuto subire la popolazione locale, avvenuti durante la seconda guerra mondiale sul suolo italiano. Durante tale lasso di tempo, durato dall’8 settembre 1943 al 4 giugno 1944, la violenza era all’ordine del giorno così come le torture e i soprusi ai danni di coloro che non collaboravano con gli eserciti di Hitler.

Purtroppo dell’occupazione nazista di Roma, oggigiorno, si ricordano solamente alcuni dei numerosi e tristi avvenimenti: ad esempio l’eccidio delle Fosse Ardeatine o il rastrellamento del ghetto ebraico. Molti altri episodi, invece, non vengono  rievocati da nessuna delle istituzioni nazionali o cittadini ma sono ricordati solamente nelle zone in cui sono avvenuti.

Uno di questi è il rastrellamento del Quadraro, effettuato il 17 aprile 1944, che si concluse con la deportazione di ben 947 persone. La maggior parte degli arrestati venne mandata in Germania per lavorare nei campi di lavoro forzati, per questo fatto vengono ricordati come “gli schiavi di Hitler“.

In questo quartiere di Roma sud, ancora oggi uno dei più popolari e rossi dell’intera capitale italiana, ci fu una tenace resistenza contro le truppe occupanti naziste. Fu una guerriglia così ben organizzata che i soldati tedeschi, solamente dopo alcune settimane dal loro arrivo, denominarono la zona del Quadraro con l’appellativo “Nido di Vespe.

Ciò che rendeva la vita invivibile per gli abitanti della zona sud-est della Capitale, oltre alla perenne mancanza di viveri che interessava un pò tutti i quartieri di Roma, era il fatto che si trovavano sulle strade che conducevano nelle zone del Lazio meridionale dove erano arrivati gli Alleati dopo lo sbarco ad Anzio. Per questo motivo, i tedeschi compivano quotidiane irruzioni in luoghi sospetti e arrestavano numerose persone.

L’evento che fece precipitare la situazione avvenne il 10 aprile 1944. Quel giorno infatti Giuseppe Albano, un partigiano della zona conosciuto come ” il gobbo del Quarticciolo“, assalì un comando tedesco della zona ferendo a morte tre soldati.

Questo ennesimo attacco contro le truppe naziste spinse Herbert Keppler, generale SS e comandante della Gestapo a Roma, ad organizzare una nuova rappresaglia in città, poche settimane dopo il massacro delle Fosse Ardeatine, per lanciare un nuovo avvertimento alla popolazione locale.

Alle prime luci dell’alba del 17 aprile seguente l’intervento militare, a cui venne dato il nome di “Operazione Balena“, si compì. Ricordiamo che, per quanto riguarda il numero dei deportati, il rastrellamento del Quadraro fu inferiore solamente al rastrellamento del ghetto ebraico.

Concludiamo dicendo che per commemorare questo doloroso anniversario sono in programma due eventi:

Sabato 16 aprile 2016, con inizio alle ore 18, verrà proiettato il film-documentario “Lettere dei partigiani condannati a morte. Domenica 17, invece, a 72 anni esatti dal rastrellamento del Quadraro, è stata organizzata una iniziativa intitolata ” Q44- Resistere per Esistere”: si comincerà alle ore 10:00 per terminare la sera del giorno stesso. Entrambe le commemorazioni si svolgeranno presso lo spazio “GarageZero situato in via Treviri, nella zona di Largo Spartaco.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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