Promakos: il collettivo di Villa Gordiani a Roma

Da circa 3 anni è attivo, nella zona di villa Gordiani sulla via Prenestina, il collettivo “Promakos. Tale entità sociale prova a mettere in pratica concetti di socialitá e di lotta quotidiana.

Tutto questo gli attivisti lo tentano di fare in uno dei quartieri più complessi della Capitale dove esigenze e problemi di vario tipo sono all’ordine del giorno. Nonostante tutto, il Promakos è riuscito ad andare avanti in questi anni e, col passare del tempo, si è ingrandito sempre di più.

Il 7 novembre 2015, ad esempio, è stato inaugurato un vero e proprio spazio sociale della zona, denominato “VIII Zona, dove ci si incontra per vari dibattiti e scambi di idee.

Per festeggiare questo primo anniversario, il 5 e il 6 novembre prossimi sono in programma alcune iniziative per una due giorni di festa e socialità.

Alcuni giorni fa abbiamo intervistato gli stessi ragazzi del collettivo Promakos per farci raccontare le loro idee, la loro storia e le loro aspettative.

1) Quando e perché avete deciso di dar vita al Collettivo Promakos?

Il progetto del Collettivo Promakos è nato all’incirca 3 anni fa, nell’autunno del 2013. La gran parte delle persone che ci siamo ritrovate nelle prime assemblee venivamo dal percorso dei Collettivi Autorganizzati della Sapienza. In quel periodo ci siamo resi conto che la militanza universitaria non ci bastava; accanto a questo, in tante assemblee cittadine e nazionali sentivamo parlare della necessità di “tornare nei quartieri popolari”. Una prospettiva che ci allettava e che
credevamo assolutamente necessaria. Ecco, un po’ da queste cose, e quindi dalla volontà di dare uno sbocco territoriale
all’autorganizzazione che già sperimentavano all’università, viene la nascita di Promakos“.

2) Come mai avete scelto un nome del genere?

La scelta del nome è sempre difficile. Noi, per esempio, abbiamo impiegato vari mesi per trovare quello che ci convincesse maggiormente. Volevamo, da un lato, trovare un nome d’impatto, immediato, che favorisse un immaginario. Dall’altro cercavamo un nome che fosse minimamente comprensibile.Ecco, non si può dire che abbiamo raggiunto precisamente questi obiettivi…però il nome ci piace e crediamo che abbia iniziato a caratterizzarci e farci conoscere.
Da dove viene? Si dice che nell’Acropoli di Atene esistesse una statua di Atena Promakos: la traduzione letterale sarebbe “Atena che combatte in prima linea”. Ecco, al di là dei riferimenti mitologici, quando è venuta fuori questa proposta ci è piaciuta immediatamente perché la parola promakos significa “colui/colei che combatte in prima linea”.
Potrebbe rimandare ad un’accezione “guerresca”, “militareggiante”, però l’essere “in prima linea” noi lo intendiamo rispetto all’attività politica quotidiana: fa il paio con il nostro approccio militante, con la pratica dell’autorganizzazione. In altre parole, “in prima linea” sta a significare che noi in prima persona ci riprendiamo le nostre vite,
curiamo i nostri bisogni, desideri, interessi di classe“.

3) L’VIII Zona, invece, cosa è esattamente?

Lo Spazio Popolare Villa Gordiani – “VIII Zona” (più semplicemente “VIII Zona”) è la sede che abbiamo aperto un anno fa, il 7 novembre. Funziona come sede politica, come luogo di ritrovo, come luogo in cui si svolgono le assemblee dei vari percorsi, politici e sociali, nei quali collaboriamo insieme ad altri compagni-e e persone. Il nome lo abbiamo ripreso dalla tradizione della Resistenza partigiana nella città di Roma: l’VIII Zona era la suddivisione territoriale,
stabilita dal CLN, che comprendeva vari quartieri del quadrante Est e Sud-Est“.

4) Siete conosciuti come il collettivo di Villa Gordiani. Quali sono i problemi principali di questa zona della capitale?

Villa Gordiani è un quartiere popolare, un tempo estrema periferia Est della Capitale, oggi un po’ meno periferia a causa della continua urbanizzazione. È un quartiere eterogeneo: ha un forte nucleo di case popolari (costruite negli anni ’50), ma ha tutta un’altra parte composta da case private. Inoltre, è diviso in due dalla Prenestina, fattore che alimenta certamente l’eterogeneità di cui parlavamo. Per intenderci, noi abbiamo una visione “estensiva” di Villa Gordiani:
il nostro campo d’azione spazia da via della Stazione Prenestina alla Serenissima e oltre (visto che ci interessiamo anche delle case popolari che stanno tra la Serenissima e la Collatina), da Largo Telese a Largo Agosta passando per via Teano e viale Partenope.Come in quasi tutti i quartieri popolari di Roma possiamo partire proprio dal problema della casa: gli edifici popolari sono spesso fatiscenti, la maggior parte non dispone di servizi necessari (come gli ascensori), hanno problemi strutturali. A questo si deve aggiungere che tantissimi inquilini sono irregolari, vecchi occupanti che hanno provato a regolarizzare la propria situazione nei decenni passati, o persone che hanno occupato recentemente. Queste persone vivono come in un limbo: non sono assegnatarie delle case in cui, in fin dei conti, vivono da tantissimo tempo.
Dall’altro lato, si sono verificati casi di sfratto per morosità incolpevole o finita locazione: queste tipologie di sfratto sono spesso direttamente dipendenti dalla crisi economica e dall’aumento degli affitti.
Possiamo anche evidenziare la mancanza di luoghi di aggregazione e socialità: da un certo punto di vista questa mancanza favorisce un tipo di socialità attorno ad alcuni luoghi storici, come i mercati e le piazze. Però, ecco, mancano nelquartiere luoghi ricreativi, di svago, in cui passare il tempo libero.Pur senza aver inchiestato a dovere il quartiere, crediamo che gran parte degli abitanti di Villa Gordiani condividano poi gli stessi problemi di tanti concittadini: lo sfruttamento e la precarietà del lavoro, la disoccupazione, i servizi pubblici come trasporti e raccolta dei rifiuti che lasciano a desiderare, la sanità pubblica sempre meno pubblica e sempre più costosa. In definitiva, potremmo dire che Villa
Gordiani abbia sì delle specificità, ma grosso modo viva una situazione simile a quella dei quartieri adiacenti o come essa popolari e periferici“.

5) Voi che rapporto avete con il quartiere Prenestino?

Come dicevamo, Villa Gordiani non è un’isola, ma un quartiere pienamente integrato – pur con le sue specificità – nel quadrante del Prenestino, o di Roma Est come preferiamo dire noi. Anche la nostra attività politica, fin dall’inizio, non si è limitata ai “confini” di Villa Gordiani: quando abbiamo potuto, abbiamo partecipato ad iniziative di lotta nei quartieri vicini, da Centocelle al Pigneto, da Torpignattara all’Alessandrino.
Possiamo portare un esempio molto semplice e chiaro: insieme ad altri collettivi abbiamo dato vita per più di un anno all’esperienza della Rete Antisfratto di Roma Est. A Villa Gordiani l’incidenza degli sfratti è stata sempre più bassa rispetto, ad esempio, a Centocelle o all’Alessandrino, ma abbiamo fin da subito creduto che fosse importante impegnarci in una lotta che andasse al di là del nostro collettivo e del quartiere in cui agiamo. Oggi, anche se quell’esperienza è purtroppo finita, possiamo dire che siamo orgogliosi e contenti di averne fatto parte perché è stata una lotta molto intensa e formativa, non solo per la problematica specifica degli sfratti, ma anche per la conoscenza di altri quartieri: nei fatti ha aiutato tutti noi a concepire la lotta politica su tutto il quadrante di Roma Est“.

6) Festeggiate il primo anno di attività. Da quale punto di vista siete cresciuti maggiormente in questo lasso di tempo? In cosa e in che modo potete migliorare?

Avere a disposizione una sede in cui poter svolgere le assemblee con regolarità, in cui costruire delle iniziative, in cui portare avanti una progettualità politica ha delle chiare ricadute positive. Soprattutto perché la sede costituisce un punto di riferimento: si sa dove trovare il Collettivo Promakos, si sa che è un luogo aperto e a disposizione di
tutti-e.Dobbiamo chiarire una cosa, però, sui percorsi politici e sociali che abbiamo attivato in quartiere: lo abbiamo fatto sì a partire e attraverso l’VIII Zona, però abbiamo sempre pensato e, di conseguenza, agito al di fuori di essa. Per fare un esempio, abbiamo provato ad attivare un percorso sulle case popolari: le discussioni, le analisi, la produzione di materiale di controinformazione avvenivano dentro l’VIII Zona. Però inevitabilmente la comunicazione avveniva tutta fuori, tramite banchetti al mercato o attaccando i volantini ad ogni portone. Inoltre, già prima di occupare l’VIII Zona avevamo costruito delle assemblee di quartiere in una piazzetta. Ecco, se dovessimo organizzarne altre sicuramente le faremmo fuori, all’aperto, perché non vogliamo rinchiuderci dentro l’VIII Zona. Il nostro agire, in questo senso,
viaggia su un costante rapporto dentro-fuori la nostra sede. Quindi, per riassumere, il grosso vantaggio che ci ha portato l’apertura dell’VIII Zona è stato proprio in termini di riconoscibilità, sia per le persone del quartiere, che per altri compagni-e e militanti di altri gruppi o collettivi. In questo anno non è andato tutto per il verso giusto: ci sono stati
problemi di varia natura, come sempre avviene all’interno dei collettivi. Quello più importante riguarda la nostra incapacità di dare continuità ai percorsi che abbiamo immaginato o addirittura avviato e poi lasciato cadere nel vuoto. Ecco, da questi errori e mancanze ne abbiamo tratto degli insegnamenti: ciò su cui già stiamo lavorando per migliorare è proprio far sì che la costruzione dei percorsi politici e sociali avvenga con i giusti tempi, senza forzare le tappe, che si dia passaggi alla nostra portata e che poco a poco ci faccia crescere. Una crescita che noi intendiamo sia in termini strettamente di collettivo che di progettualità politica più ampia, di quartiere e di quadrante. Nello specifico, abbiamo ricominciato a settembre dandoci queste prospettive: vogliamo dare concretezza al percorso sul calcio popolare che stiamo costruendo insieme ad altri compagni-e e studenti medi con l’obiettivo di fondare una squadra del quartiere e riappropriarci del campo del Parco di Villa Gordiani, abbandonato da anni. Vogliamo dare più regolarità ad iniziative culturali e di intrattenimento, come concerti, proiezioni di film, presentazioni di libri, spettacoli teatrali; iniziative che si pongono due obiettivi: da un lato iniziare a creare un punto di riferimento culturale, dall’altro fungere anche come momenti di autofinanziamento.Con più calma, invece, vogliamo andare a costruire dei percorsi politici
sul conflitto capitale-lavoro e sulla questione femminile e di genere. Da questo punto di vista, abbiamo la necessità di avanzare con costanza ma senza fretta, e per farlo dobbiamo partire anche da un lavoro di autoformazione, cosa che noi riteniamo fondamentale per l’attività di collettivi che vogliano porsi realmente in un’ottica di trasformazione
rivoluzionaria dell’esistente“.

compleanno VIII Zona

Per contattarci lo si può fare tramite l’indirizzo mail
promakos@autistici.org o attraverso la pagina facebook “Collettivo
Promakos – Autorganizzati Prenestino”.
Se si vuole contribuire, collaborare, partecipare alle attività del
Collettivo, ci riuniamo in assemblea ogni martedì dalle 19.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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