Parma: la squadra emiliana torna tra i professionisti

Il calcio italiano ritrova una delle squadre che negli ultimi anni è stata travolta dal cosiddetto “calcio moderno”, fatto di business e retrocessioni finanziarie, dimenticando, molto spesso, il merito sportivo. Il Parma 1913, infatti, con la vittoria di domenica scorsa per 2 a 1 sul Delta Rovigo ha ottenuto la promozione diretta al prossimo campionato di Lega Pro.

Questo importante traguardo è stato raggiunto ad un anno e un mese esatti dal fallimento della ex squadra della città emiliana. Era infatti il marzo 2015 quando, con la sentenza del Tribunale locale, spariva dal panorama calcistico italiano il Parma football club: società vincitrice di numerosi trofei europei tra la fine anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio.

Nel 2014, dopo la qualificazione all’Europa League ottenuta sul campo, cominciano i problemi per la società del presidente Tommaso Ghirardi. Una serie di buchi finanziari e di debiti non pagati che hanno portato al secondo fallimento societario in pochi anni, dopo quello avvenuto nel 2004 a seguito del “crac Parmalat“.

Un fatto che ha fatto sprofondare il club nella categoria dilettanti. Da quel momento, però, sia il tecnico Apolloni che i giocatori, tra cui è d’obbligo ricordare l’onnipresente capitano Alessandro Lucarelli, sono risaliti e, partita dopo partita, hanno riconquistato meritatamente un posto nel prossimo campionato di Lega Pro.

Da sottolineare come a far rinascere il Parma sono stati, oltre a vari imprenditori locali, anche i tifosi che, attraverso una vera e propria colletta, sono riusciti a trovare i soldi necessari per coprire tutti i buchi finanziari lasciati dalla precedente gestione.

La stessa passione dei sostenitori gialloblù non è mai mancata. Ciò è dimostrato dai 10 mila che, mediamente, riempivano le tribune dello stadio Tardini incuranti del ridimensionamento societario avvenuto negli ultimi tempi.

Un vero e proprio esempio, insomma, di quel famoso mondo del cosiddetto “calcio popolare dove a farla da padrone non sono i soldi e i diritti televisivi ma gli stessi supporter che, nonostante tutto, continuano a portare avanti una loro idea di calcio solidale lontano dagli scandali che coinvolgono troppo spesso il mondo del pallone. Molti si chiedono quanto potrà andare avanti questa storia; altri applaudono perchè si è già andati troppo oltre conquistando, dopo una sola stagione, il ritorno nel calcio professionale.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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