Parigi: in marcia contro la violenza della polizia il 19 marzo 2017

A Parigi, ed in generale in tutta la Francia, il problema della violenza da parte delle forze dell’ordine è una questione più che attuale. Per denunciare tale violenza, domenica prossima, 19 marzo 2017, è stata convocata la “Marcia per la dignità e la giustizia” tra le strade della capitale francese.

La marcia, arrivata alla sua seconda edizione, è stata convocata e fortemente voluta dagli stessi familiari delle vittime delle violenze poliziesche avvenuti negli ultimi tempi, soprattutto nei quartieri periferici delle città d’oltralpe conosciute come “banlieue“. Ultimo caso in ordine cronologico, datato inizio febbraio, ha visto protagonista, suo malgrado, un giovane di colore di nome Theo’ Lukaka, fermato dagli agenti nel sobborgo settentrionale parigino di Aulnay-sous-Bois, per un semplice controllo e sodomizzato con un manganello come se nulla fosse.

A seguito di questa vicenda sono scoppiati disordini, che sono andati avanti per parecchi giorni consecutivi, nella medesima zona e che si sono placati dopo l’appello lanciato dallo stessa vittima che ha chiesto, esplicitamente, di mettere “stop alla guerra“.

In Francia negli ultimi tempi, vista anche la dichiarata “situazione di emergenza” dopo gli attentati a Parigi e a Nizza, gli agenti di polizia sono stati investiti di poteri speciali per tenere sotto controllo la sicurezza del paese. Tutto questo però ha fatto sì che molti esponenti delle forze dell’ordine siano “coperti” in molte delle loro azioni “anti-democratiche“.

Inoltre, con l’avvicinarsi della data del primo turno delle elezioni presidenziali, in programma il prossimo 23 aprile, che vedono come favorito per la vittoria finale il partito di estrema destra del Front National di Marine Le Pen, è partita una vera e propria caccia allo straniero in tutto il paese.

Il corteo di domenica 19 partirà, alle ore 14, dalla centralissima Place de la Republique di Parigi. Di seguito riportiamo il comunicato dall’associazione delle “Famiglie delle vittime degli abusi di polizia” per questa importante data:

Uno al mese. È questo, in media, il numero dei padri, dei fratelli, dei figli che perdiamo a causa della brutalità delle forze dell’ordine. Una brutalità che prende diverse forme: dalle tecniche di pliage che conducono all’asfissia, ai pugni, i colpi di arma da fuoco o di taser, che nei peggiori dei casi, risultano mortali.

Da più di 40 anni, i nostri cari sono uccisi dallo Stato francese, dalle mani di quelli che vengono chiamati paradossalmente i “gardiens de la paix”. Da più di 40 anni, le mobilitazioni di chi chiede verità e giustizia per le vittime di queste violenze vengono criminalizzate mentre per i responsabili vale l’impunità più disgustosa.

L’accanimento giudiziario e politico contro la famiglia Traoré alla quale esprimiamo tutta la nostra solidarietà, ne è la prova. Ogni volta è la stessa storia.

La repressione che colpisce noi, famiglie delle vittime, si è appesantita con lo stato di emergenza. Ogni abuso è diventato possibile, con una lunga serie di conseguenze tragiche. Non è più la polizia che si adatta alla legge, è la legge che si adatta alla polizia. E non siamo certo i soli a essere colpiti dal rinforzo dei dispositivi securitari e dalle violenze di Stato.

Nel 2015, il governo ha dichiarato una vera e propria guerra-interna : ha perseguitato i migranti e chi li ha difesi, proseguito la tradizionale persecuzione ai danni dei “neri“, degli “arabi” dei “rom” e più in generale la repressione dei quartieri popolari, preso di mira i “musulmani” attraverso misure totalmente arbitrarie quali perquisizioni, obblighi di firma e dimora e chiusura delle moschee. A questo si aggiunge la guerra sociale che Valls e i suoi sodali hanno portato avanti durante la mobilitazione contro la riforma del lavoro.

Di fronte alla resistenza dei quartieri popolari e del movimento sociale, abbiamo visto le violenze moltiplicarsi e intensificarsi fino a toccare segmenti di popolazione che fino a questo momento erano stati ancora risparmiati.

Gli attentati terribili che abbiamo vissuto nel 2015 e nel 2016 hanno contribuito a rinforzare il dispositivo securitario anche se sono la conseguenza diretta della politica di guerra che la Francia e i suoi alleati portano avanti all’estero. Lo Stato francese che si impone sempre con tutto il suo peso sui popoli dell’Africa, prolunga questa politica in medio oriente approvando l’occupazione della Palestina. La sua “lotta contro il terrorismo” assomiglia soprattutto ad un’aggressione permanente contro le popolazioni innocenti. È questo che tra le altre cose alimenta la crisi umanitaria dei rifugiati, cinicamente trattati come una minaccia potenzialmente “terrorista”. È il cane che si morde la coda: il clima di guerra interno permette di giustificare il controllo sempre più brutale della popolazione e consegna un mandato alle forze dell’ordine per agire liberamente ai danni di tutti coloro che non gli sono graditi e di tutti coloro famiglie delle vittime, manifestanti contro la “loi travail”, militanti dei quartieri popolari o della ZAD, che osano organizzarsi contro lo Stato, chiedere giustizia e affermare la propria dignità.

Siamo tutti coinvolti!

La campagna presidenziale non cambierà il panorama francese. Al contrario, ogni nuova dichiarazione è un insulto fatto alle nostre lotte, alle nostre preoccupazioni e alle nostre priorità.

• Perché non vogliamo sottometterci a un potere ingiusto e arbitrario

• Perché le parole “giustizia” e “dignità” per noi hanno ancora un senso

• Perché pensiamo che sia fondamentale organizzarci, insieme, per lottare contro la guerra fatta ai poveri, ai migranti, e a tutti i discendenti dei colonizzati.

Facciamo appello a tutt* coloro i quali si sentono coinvolti a raggiungerci nelle iniziative a venire e a partecipare alla marcia per la giustizia e la dignità che si terrà il 19 marzo 2017 a Parigi. Contro la hogra (traduzione del termine disprezzo in arabo/algerino, n.d.r.), contro l’umiliazione, contro il razzismo e contro le violenze della polizia, contro le guerre vigliacche svolte in nostro nome contro delle popolazioni innocenti.

Ritroviamo speranza, unità e forza per lottare compatti nel nome della giustizia e della dignità“.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

Add your comment

XHTML : You may use these tags : <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled website. To get your own globally-recognized avatar, please register at Gravatar.com