Paraguay. Vivere l’attivismo di ONG con AIESEC

Paraguay. Vivere l’attivismo di ONG con AIESEC

Una domenica di inverno, 47 gradi, ora di pranzo, notate qualcosa di strano? No se ci troviamo in Paraguay, dove le stagioni sono invertite rispetto all’Europa e un caldo così soffocante è perfino accettabile. “Sono arrivata all’aeroporto e sono stata subito accolta da sei ragazzi del comitato locale, lì ad aspettarmi con la bandiera italiana, mi hanno fatto fare un giro per la capitale, Asunción, prima di raggiungere l’abitazione della famiglia che mi avrebbe ospitata”. E’ iniziata così l’esperienza in Sudamerica di Priscilla, che a Febbraio 2014 ha deciso di partire con AIESEC. “Sono partita con il programma Education, lavoravo in una ONG che aveva nelle zone limitrofe di Asunción dei centri e ho lavorato con dei «bambini di strada», insieme alle maestre ci occupavamo di sostegno scolastico. Nella Repubblica de Paraguay, seppur non vi siano dati ufficiali riguardo la composizione della popolazione paraguayana, vi sono ben 496 comunità abitate da 19 diverse popolazioni, per un totale di 87.099 individui. Da più di 20 anni, l’attivismo di ONG per i diritti dei popoli nativi contribuisce nella lotta per la restituzione delle terre

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ancestrali alle popolazioni, in particolare nella regione di Chaco. Sono pervenute anche notizie di maltrattamenti da parte della polizia in alcune zone rurali, questione ancora irrisolta. Una buona notizia è arrivata alcuni mesi fa’: ‘l’11 giugno 2014 il presidente Horacio Carter ha firmato la legge approvata dal parlamento a maggio grazie alla quale lo stato potrà espropriare più di 14.000 ettari di terre e restituirle alla comunità nativa Sawhoyamaxa’, si legge nel comunica di Amnesty International.

Il lavoro di Priscilla, ci spiega, consisteva nell’insegnamento dello spagnolo: ‘i bambini venivano divi in gruppi, in base all’età e il compito dei volontari era proprio quello di aiutarli’. Certo, in realtà si è trattato di un insegnamento reciproco: ‘con i bimbi ho imparato qualcosa di Guaranì (la lingua ufficiale del paese insieme allo spagnolo)’. Insieme a lei, unica europea, altri ragazzi sudamericani, sia dall’Ecuador, dal Brasile e dal Cile, tutti supportati dai membri del comitato locale AIESEC come ci racconta: “si, mi sono trovata benissimo, la loro è stata una presenza costante, ci sono sempre stati vicino ed è qualcosa di molto importante, perché ti ritrovi dall’altra parte del mondo da sola, non è semplice, ma ti senti a casa comunque”. Priscilla ci ha anche raccontato alcune curiosità sul Paraguay, come quello di salutarsi in modo diverso rispetto all’Italia, “loro si baciano dall’altra parte, ci ho messo un po’ per capire che dovevo girare la guancia dall’altra parte”, una pratica che abbiamo scoperto essere abbastanza diffusa anche in altri paesi latini e in Spagna. Un’esperienza che è stata molto di più, uno scambio reciproco, culturale, ma soprattutto personale.

Leonardo Cola

Public Relations Manager AIESEC

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