Palermo, nuova realtà di calcio popolare

Anche Palermo entra a far parte di quella realtà che tanto sta prendendo piede in Italia e non solo, del calcio popolare; è nato il Palermo Calcio Popolare.

Abbiamo sentito il presidente della neonata squadra palermitana il quale ci racconta come è nata questa idea e, soprattutto, da chi.

La squadra è iscritta al campionato FIGC (Federazione Italiana Giuoc Calcio), e milita nel girone A della Terza categoria palermitana. Un ottimo inizio per la squadra del “Genio”, che nelle prime tre giornate ha raccolto 9 punti.

“Questa storia, come tutte le storie interessanti, nasce al tavolo di un pub, con le pinte in mano. I ragazzi seduti a quel tavolo sono amici da tempo, legati dalla passione per il calcio e tifosi del Palermo da sempre. Sono delusi, non tanto dalle sorti sportive della loro squadra, quanto dall’andamento del movimento calcistico e di tutto ciò che lo circonda. Sceicchi, fondi di investimento, procuratori e pay TV hanno azzerato il romanticismo tanto caro ai tifosi. Se non bastasse una serie infinita di leggi e restrizioni hanno reso andare allo stadio a sostenere la propria squadra un peso più che un piacere. In poco tempo i ragazzi illustrano ad altri amici ed amiche il loro progetto, partendo dall’esempio più conosciuto dell’ormai noto United of Manchester, l’idea è quella di fondare un club posseduto e diretto in maniera democratica dai propri tifosi, lontani da qualsiasi discriminazione, lontaNi dalla politica e dal business. Nasce così il Palermo Calcio Popolare. Il suo simbolo non può che essere il Genio di Palermo emblema e personificazione della città, e simbolo dei suoi abitanti, di ogni origine o appartenenza etnica, culturale, religiosa e sociale. I primi provini pubblici sono un successo: 60 ragazzi da tutta Palermo si fanno avanti selezionati da Mr. Giovanni Troia che ha sposato a pieno il progetto. L’ entusiasmo cresce e nel giro di poche settimane sono decine le sottoscrizioni. Molti vedono in questo progetto una sorta di rivalsa sportiva e sociale, finalmente possono essere protagonisti di qualcosa di costruttivo in questa città. Dai primi incontri amichevoli è chiara la strada intrapresa, sul campo sacrificio, abnegazione e attaccamento alla neo nata maglia verderosanero, sugli spalti aggregazione, convivialità e goliardia, con in mano sempre una birra, come quella sera in cui tutto è cominciato.”

– Da chi è nata questa idea? Siete ultras del Palermo?

L’idea nasce dal mio gruppo di amici, frequentatori ventennali dello stadio di Palermo, di qualsiasi settore, ma anche di gente appasionata del pallone lontana dal frequentare lo stadio

– Fate riferimento ad un determinato quartiere della città, oppure volete cercare di “rappresentare” e coinvolgere l’intera città?

Non siamo legati a nessuna realtà di quartiere in quanto il nostro intento è quello di rappresentare Palermo nella sua interezza ed accogliere gente da qualsiasi parte della città

– Che tipo di assetto societario avete e quanti soci contate. Citate lo United of Manchester, avete intenzione di crescere e creare una società che abbia come principio cardine quello di avere un assetto societario fondato sull’azionariato popolare?

Uno dei principi cardine di questo progetto è l’azionariato Popolare. La società ad oggi è costituita dai 14 soci fondatori che compongono anche il direttivo della società e da una settantina di soci sostenitori. Le decisioni giornaliere vengono prese dal direttivo e per i soci sostenitori abbiamo programmato 2 assemblee durante l’anno in cui verranno messe a votazione le proposte e analizzate eventuali criticità, in più le elezioni delle cariche alla scadenza dei mandati sarà aperta a tutti.

Dichiarate di non voler fare alcuno accenno alla politica, ma neanche a dei principi che, spesso, accomunano le realtà di calcio popolare italiano, come l’aggregazione, l’antirazzismo e l’antisessismo?

Popolare per noi significa proprio questo, rappresentante del Popolo, senza nessuna distinzione. E il Genio di Palermo ci rappresenta in questo in quanto simbolo dei suoi abitanti, di ogni origine o appartenenza etnica, culturale, religiosa e sociale.

– In questi ultimi anni sono davvero tante le squadre nel panorama nazionale, si sta cercando di creare una rete nazionale, cercando di capire come sviluppare meglio tale realtà e confrontarsi sulle problematiche che le toccano. Avete mai partecipato a qualche assemblea nazionale?

Al momento no. A livello personale abbiamo diversI amici e contatti con diverse realtà di calcio e sport popolare e abbiamo cercato di fruttare queste conoscenze in maniera trasversale per farci un idea.

– Spesso la problematica più grossa che una squadra affronta è quella legata al campo di gioco e ai suoi costi esorbitanti. Anche voi avete questo problema? Se sì, come avete cercato di risolverlo?

Il problema del campo e dei suoi costi farebbe vacillare chiunque voglia intraprendere questa strada. Soprattutto in Italia ed ancor di più a Palermo dove le strutture pubbliche sono inesistenti e dove sono presenti appena dieci campi in tutta la città. Noi usiamo lo storico campo dei Cantieri Navali, grazie all’appoggio della società ASD Fincantieri.

– Relativamente al movimento ultras, cosa contestate del calcio, cosiddetto, moderno?

Indipendentemente dal movimento ultras, oggi è chiaro l’intento di distrugge l’ultima e forse l’unica rimasta, forma spontanea di aggregazione giovanile. Gli stadi e le curve in particolare sono diventate un laboratorio di sperimentazione repressiva, con il benestare delle stesse società calcistiche. Il caro biglietti fa il resto, negando di fatto l’accesso alle fasce popolari di tifosi spesso impossibilitate a spendere 40€ per assistere ad una partita di campionato in curva.

– Che rapporto c’è tra giocatori, tifosi e società?

In questi mesi si è creata un atmosfera fantastica intorno al Palermo Calcio Popolare. Ci ritroviamo spesso, e sempre di più lo faremo, tutti insieme; tifosi, società e giocatori e sono sempre dei bei momenti e questo ci rende orgogliosi perché è questo connubio uno dei fondamenti del nostro progetto. Il nostro intento è quello di fare del buon calcio cercando di inculcare i nostri valori ai giocatori: Sangue e sudore, appartenza ma anche semplicemente convivialità tra squadra e tifosi, credo che chiunque sarebbe orgoglioso della propria squadra del cuore se i proprio atleti sfoderassero profondi valori ed insieme successi sul campo

Laureato in giurisprudenza, giornalista pubblicista, Co-fondatore e Direttore responsabile di Oltremedia. Il giornalismo lo intendo a 360°: video,montaggio,foto,scrittura.

nicola.gesualdo@oltremedianews.it

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