Ostia: testata alla democratizzazione di Casapound

I nodi vengono sempre al pettine. Credo che sia questo il modo migliore per descrivere quello che è successo ad Ostia alcune ore fa.

Nel decimo municipio di Roma un giornalista di un programma della Rai, Daniele Piervincenzi, è stato violentemente aggredito da Roberto Spada, esponente dell’omonimo clan, che, irritato da alcun postegli dallo stesso Piervincenzi, si è scagliato contro quest’ultimo rompendogli il setto nasale con una “capocciata” in pieno volto.

Il giornalista di Rai Due stava cercando di capire quali fossero stati i legami tra i neofascisti Casapound e la famiglia malavitosa durante le elezioni municipali.

Nelle scorse settimane, infatti, lo stesso candidato di Casapound al municipio di Ostia, Luca Marsella, aveva ottenuto l’appoggio politico del clan Spada in vista della tornata elettorale svoltasi domenica 5 novembre. Un appoggio di cui il neofascista si era vantato con alcune foto postate e ben visibili da tutti sulla sua pagina Facebook.

Nessuno, allora, si era fatto qualche domanda su quanto stesse accadendo nella zona del litorale romano ed aveva fatto finta di niente. Il risultato è stato che il gruppo di estrema destra ha preso un 9% ai seggi di domenica e si era vantato di essere la nuova “forza politica del panorama italiano”.

Purtroppo per i camerati, ad Ostia, ha votato circa il 36% degli aventi diritto e quindi, nonostante tutti questi trionfalismi sbandierati a destra e manca, sono ancora quattro gatti quelli che seguono questo groppuscolo di nostalgici del ventennio e le loro idee.

Naturalmente tutti coloro che avevano permesso a questi “fascisti del terzo millennio” di fare come volevano nei giorni scorsi sono tornati a farsi sentire, e a condannarli, solamente in queste ultime ore dopo l’aggressione al giornalista. Alcuni colleghi di Piervincenzi, in primis Enrico Mentana, che poco tempo fa avevano accettato un confronto con la “democratica” Casapound, si sono resi conto, in un batter di ciglio, che di democratico questi estremisti hanno davvero poco.

Per molti, forse non consapevoli di quello che ci fosse dietro, Casapound si era fatta accettare perchè aiutava veramente gli ultimi ed era “al fianco degli italiani”. Ora, evidentemente, si dovranno fare qualche domanda sulla provenienza della maggior parte dei voti andati al candidato della formazione di estrema destra.

Voti presi grazie all’appoggio di personaggi non proprio per bene che basano il proprio potere sull’usura, sullo spaccio e sul racket delle case popolari. E pensare che i neofascisti sono stati esaltati da molti giornalisti di vari quotidiani per il loro “grande lavoro sociale” svolto nelle zone più periferiche di Roma.

Un lavoro che, nel passato, era stato svolto dalla sinistra italiana la quale, oggigiorno, grazie alle intuizioni geniali di Matteo Renzi, si trova a dover racimolare sempre meno briciole ad ogni votazione.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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Comments

  1. Dopo aver visto il servizio che Nemo-Rai2 voleva fare a Ostia; e il “confronto dialettico” tra il giornalista e il suo operatore video, intervistando (o meglio: cercando di intervistare) uno dei principali sostenitori della lista di Casa Pound nell’elezione amministrativa del muinicipio di Ostia X° circoscrizione. Osservando la “vivace” risposta dell’intervistato ho avuto e pensato questa riflessione la quale, secondo un mio modestissimo parere, rappresenterebbe al meglio la natura e l’essenza dei “militanti” di codesta formazione politico-elettorale cosidetta: del “III° millennio”, …azzz!
    E’ apparsa da alcuni anni nella scena politico-elettorale una formazione-associazione politica composta da “militanti” autodefinitisi: fascisti del III° millennio , i quali credo somiglino un po’ troppo a questa figura retorica: Saprofita
    foto di saprofita
    Col termine saprofita, dal greco σαπρός “marcio” e φυτόν “pianta”, s’indicano quegli organismi (“umanoidi”?) che si nutrono di materia organica morta o in decomposizione. Sono saprofiti la maggior parte dei personaggi con piglio marziale o intruppati a schiera (definire meglio la loro razza umanoide eheh), … formati da cianobatteri e funghi, e parte dei batteri e protozoi. Alcune volte vengono definiti saprofiti anche alcuni tipi di orchidee “militanti” e inusuali ovvero soggetti privi di materia cerebrale, o meglio: piante prive di clorofilla.
    Il termine saprofita è però improprio nei funghi e batteri, che non sono più classificati come appartenenti al regno vegetale, bensì essi apparterrebbero meglio al regno “animale”!.
    Questi organismi sono eterotrofi, cioè incapaci di sintetizzare materia organica partendo da composti inorganici (quindi forme inutili, esoteriche ed ectoplasmatiche).
    Sono fondamentali nelle catene alimentari degli ecosistemi in quanto decompositori, (trad. rottamatori) cioè contribuiscono a “smontare” le sostanze organiche (idee e principi) in elementi inorganici (rosatellum, jobs act, xenofobia, razzismo ecc..) o comunque meno complessi, partecipando alla formazione dell’humus (in che senso?).
    Alcuni generi tra i “soggetti” saprofiti sono: trovate voi i nominativi appropriati.
    Tra i saprofiti si annovera anche la “balillella”, batterio di sesso incerto, gram-negativo, non patogeno, presente nella saliva, cioè: no sputazzone!

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