Oggi a Teatro: John Gabriel Borkman, con Massimo Popolizio

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On 31 ottobre 2012 At 19:55

Category : Culture

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In scena al teatro Eliseo di Roma “John Gabriel Borkman”, una delle più famose opere di Ibsen; Massimo Popolizio alla testa di uno spettacolo ben riuscito. Ecco una breve recensione di Oltremedia.

Torna sui palcoscenici capitolini Massimo Popolizio (ai più conosciuto per essere la voce di Lord Voldemort in Hatty Potter), mettendo in scena uno dei drammi più riusciti del norvegese Henrik Ibsen. Un dramma straziante e coinvolgente, che appassiona lo spettatore, tanto da farlo quasi immedesimare nelle disgrazie della famiglia Borkman. John Gabriel, il capofamiglia, è un importante direttore di banca, tanto ricco quanto dedito al lavoro; lo è a tal punto che, pur essendo innamorato della bella Ella, sposa sua sorella gemella Gunhild per volere della famiglia di lei. Al momento dei fatti, però, Borkman ha perso tutto, tradito da un vecchio amico e costretto a subire l’onta della prigione; una volta rientrato nella propria casa, situata su un’isoletta sperduta, si reclude volontariamente al primo piano della sua dimora, lontano dalla moglie che non ha mai amato e distaccato da un figlio che non ha mai realmente conosciuto. È proprio lui, Erhart Borkman, il soggetto della disputa che è argomento centrale del dramma. Ella, ormai prossima alla morte, vorrebbe che prendesse il proprio cognome, per ottenere una rivincita nei confronti dell’amore che le era stato portato via; Gunhild, dal canto suo, rivendica l’amore del figlio che ha portato in grembo. Poi c’è John Gabriel, che culla ancora il sogno utopistico di ricostruire il proprio impero con affianco il figlio. Quando però Erhart decide di andarsene al seguito della signora Wilton e anche l’amico di sempre, Vilhelm Foldal, si allontana da lui, mettendolo davanti all’evidenza che non ritroverà mai la fortuna di un tempo, Borkman perde la voglia di vivere, lasciando la casa con Ella e abbandonandosi al gelo dell’isola. Morirà così, abbracciato alla donna che ha sempre amato, ma alla quale ha dovuto rinunciare per una fortuna che si è sgretolata ancor più velocemente di come si sia creata.

Trasposizione molto fedele dell’opera di Ibsen, lo spettacolo può vantare di un cast eccezionale, guidato da un Popolizio in grande spolvero. Unica pecca è Lucrezia Lante della Rovere, troppo poco espressiva e mal inserita nel contesto altamente emozionale dell’opera. Peccato, perché l’intera compagnia è veramente valida; emerge la figura di Alex Cendron (Erhart Borkman), molto bravo a farsi notare nonostante le poche battute del proprio personaggio. Convince anche la regia del bravo Pietro Maccarinelli, abile nel comprimere in meno di due ore un’opera storicamente molto pesante. Forse un po’ troppo prolungata e statica la prima scena, anche se la mancanza di movimento è una delle caratteristiche principi di quest’opera. Si rischia, così, di far assopire gli spettatori, impedendogli di godere del resto dello spettacolo, ben più coinvolgente.

Affrettatevi dunque, avete tempo fino a domenica per recarvi al Teatro Eliseo di Roma; prezzi per tutti i portafogli, che variano dai 9 ai 33 euro.

Regia 3.5/5

Recitazione 4/5

Musiche 3/5

Fedeltà al testo 4.5/5

Capacità di coinvolgimento 3.5/5

 

Totale 3.75/5

Consigliato a chi: ama il teatro nella sua rappresentazione più classica e, allo stesso tempo, più difficile da mettere in scena: il dramma. Se poi il drammaturgo di chiama Henrik Ibsen, la buona volontà di chi acquista il biglietto deve essere ancora maggiore.


                                                                                                                                                    Luca Paverani

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