Occupazione giovanile in crescita: investimenti in vista sia nel pubblico che nel privato

By Redazione
On 30 giugno 2017 At 16:18

Category : La Domenica

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Dopo un decennio di stenti dovuti alla crisi economica, e alle difficoltà delle aziende nell’assumere nuovi dipendenti per via dei costi e dei mancati introiti, pare che finalmente le difficoltà stiano scemando. Ed un indicatore particolarmente affidabile di questa sensazione, è esattamente quello che misura lo stato di salute dell’occupazione giovanile: secondo i dati Istat, infatti, il tasso di occupazione sarebbe in ascesa e questo sarebbe dovuto ad una serie di fattori, legati ad esempio al digitale e a misure volute dal governo come Garanzia Giovani, che dopo le difficoltà iniziali sta cominciando a raccogliere il frutto del suo lavoro. Ed ecco i dati relativi al mercato del lavoro in Italia e alle suddette misure.

Occupazione giovanile in crescita: numeri e motivazioni

Secondo i dati rilevati dall’Istat, il 2017 ha registrato un aumento del tasso di occupazione pari al +0,6% su base annua, dunque rispetto al marzo 2016: il che porta la percentuale del suddetto tasso al 57,6%, e rende marzo un mese virtuoso, il cui merito è aver portato la disoccupazione giovanile ai minimi. Ma a cosa è dovuta questa pronta risalita? Indubbiamente Internet ha fatto la sua parte, considerando che oggi è molto più facile trovare un impiego grazie alle diverse offerte veicolate dal web. Ad esempio, su portali online come it.jobrapido.com è possibile visualizzare molte offerte di lavoro a Roma con un semplice clic del mouse, limitando la ricerca alle offerte idonee ai nostri desideri grazie ai numerosi filtri impostabili.

Garanzia Giovani e gli altri provvedimenti

Sale il numero di giovani NEET italiani iscritti al programma Garanzia Giovani, nato nel 2014 per favorire il re-inserimento dei suddetti all’interno dei piani di lavoro e dunque del tessuto professionale dello Stivale. Secondo i dati forniti da ANPAL, il numero di iscritti è salito ad oltre un milione e 340 mila, con una percentuale dell’80% per quanto concerne i giovani disoccupati italiani inclusi nella fascia under-25. Dati che testimoniano la fiducia in questo tentativo effettuato dallo stato per abbattere nei prossimi anni il tasso di disoccupazione. Inoltre, anche le aziende stanno provando a fare il loro, con una buona percentuale relativa ai tirocini extra-curriculari (69%), favoriti fra l’altro dalle agevolazioni previste dallo stato. Alla luce di questi investimenti, non stupisce la crescita del tasso di occupazione in Italia.

Investire sui giovani? Aumenta la competitività aziendale

Investire sui giovani conviene: una verità che viene sottolineata da Accenture, secondo la quale assumere giovani in azienda equivale ad aumentare la competitività dell’impresa, per via dell’inserimento di idee e di energie fresche, necessarie per quel ricambio generazionale che prima o poi dovrà essere portato a compimento. Per le aziende, infatti, assumere un giovane significa compiere un primo passo verso una prospettiva votata all’aggiornamento, oggi fattore distintivo in grado di segnare il confine fra successo e fallimento presso i nuovi mercati: la cosiddetta Generazione Z, dunque, diventa una risorsa indispensabile, la cui assunzione eviterebbe – fra le altre cose – di aumentare la portata della fuga di cervelli verso l’estero.

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