Occidente: l’estrema destra continua ad avanzare

Ieri si è svolto il secondo turno delle elezioni regionali in Francia. Alla fine il patto elettorale tra i socialisti e i repubblicani di Sarkozy ha avuto ragione e l’estrema destra del Front National non è riuscita a conquistare nemmeno una regione che è andata al ballottaggio pur essendosi presentata, in alcune regioni, con un cospicuo vantaggio dopo il primo turno.

Il partito della Le Pen, però, risulta essere il vero vincitore di questa tornata elettorale d’Oltralpe poiché resta lo schieramento più votato dai cittadini. Ben 6,7 milioni di francesi, infatti, hanno voluto dar fiducia alla formazione politica di chiaro stampo xenofobo e razzista, non preoccupandosi degli appelli lanciati e delle tragiche previsioni di guerra civile, nel caso avesse vinto il Front National, fatte dal premier socialista Valls nei giorni precedenti il ballottaggio.

Nonostante i socialisti e i moderati abbiano, sulla carta, fermato l’avanzamento degli estremisti, più che auspicabile dopo i fatti di Parigi del 13 novembre, non vi è stato un vero e proprio vincitore di questa tornata elettorale. Ciò non toglie che la Francia, come molti altri paesi dell’Occidente, si stia sempre di più spostando a destra.

Dopo i fatti in Ungheria, Polonia e molti altri paesi dell’est, dove sono stati eretti muri anti-immigrazione, in alcuni casi in tempi record, e dove sono saliti al potere partiti xenofobi con idee dichiaratamente razziste, si ingrossa ancora di più la schiera dei paesi occidentali in cui a prevalere è la paura del diverso. Di conseguenza, nella maggior parte dei casi si opta per una chiusura verso queste persone, che spesso sono immigrati o di fede musulmana, viste come diseguali che vengono marchiate come le maggiori responsabili dei vari problemi che stanno affliggendo l’Occidente in questo periodo.

Per i più, questa sconfitta non farà scomparire il Front National dal panorama politico francese, tutt’altro. Potrebbe essere proprio la vittoria mancata di un soffio a rafforzare ancora di più gli ideali degli elettori e dei dirigenti del partito di Marine Le Pen in vista delle presidenziali del 2017.

Ancora una volta insomma, i cittadini di un paese europeo, decidono di chiudersi nella paura piuttosto che cercare una qualche forma di dialogo per risolvere le problematiche legate al malessere che attanaglia tutti, a prescindere dalla religione o dalla razza.

Questa situazione, però, non sta interessando solamente il vecchio continente. La stessa chiusura sta avvenendo anche dall’altra parte dell’Oceano Atlantico. In America, infatti, stando agli ultimi sondaggi, il candidato più estremista del partito repubblicano: Donald Trump, non è più dato per spacciato, come pochi mesi fa, ma sembra avere tutte le carte in regola per diventare il nuovo coinquilino della Casa Bianca dopo Barack Obama.

Il vecchio imprenditore nativo di New York, con un patrimonio stimato di circa 9 miliardi di dollari, sta conducendo una campagna elettorale, in vista delle primarie repubblicane, in cui la tematica sulla paura del diverso e della chiusura delle frontiere sono assai ricorrenti durante i suoi comizi. Grande scandalo hanno destato le sue parole, pronunciate pochi giorni fa dopo gli attacchi terroristici a San Bernardino del 4 dicembre scorso, in cui attaccava in maniera chiara e netta i musulmani americani e chiedeva la chiusura immediata delle frontiere americane per tutti i credenti di fede islamica senza alcuna distinzione.

Trump sta riuscendo ad ottenere il massimo da una paura generale che attanaglia vari strati della società americana attuale. Infatti il livello di diffidenza e di spavento nei confronti del diverso, in America, ha raggiunto una soglia di allerta pari a quella registrata nei giorni immediatamente successivi agli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001.

In una società come quella americana, che fino a 50 anni fa accettava la segregazione razziale, è stato facile per uno come Trump far breccia e cambiare la mentalità di molti cittadini. Soprattutto nelle regioni del sud dove, da sempre, le persone sono di posizioni altamente conservatrici, il candidato repubblicano più estremo sta ottenendo i maggior risultati in questo momento.

Vedremo se questa situazione, che finora coinvolge parecchi paesi dell’Occidente, si allargherà ancora di più col passare del tempo o se, invece, si rivelerà un evento passeggero che non lascerà nulla di concreto. Di certo le sinistre, che stanno compiendo un errore politico dietro l’altro, dovranno cambiare strategia al più presto per fermare questo perenne fiorire di idee estremiste.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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