Mr. Nessuno: intervista al nuovo talento dell’hip-hop romano

Il mondo del rap/hip-hop romano, negli ultimi anni, sta mettendo in luce parecchi talenti che si stanno facendo conoscere grazie alla partecipazione a numerose serate. Tra questi, sicuramente, vi è Mr. Nessuno.

Mr. Nessuno ha iniziato intorno al 2005 a cimentarsi con questo genere musicale, nato negli Stati Uniti verso la metà degli anni ’70 del XX secolo. Nel corso di questi anni ha dato vita ad un progetto chiamato Real Mind Elements, che col tempo vuole trasformare in una vera e propria etichetta musicale indipendente.

Inoltre ha collaborato con Militant A, storica voce degli Assalti Frontali: uno dei gruppi rap romani maggiormente seguiti oggigiorno. Poco tempo fa ho avuto il piacere di intervistare lo stesso Mr. Nessuno per conoscerlo meglio e scoprire qualcosa di più sul mondo dell’hip-hop romano.

1) Come e perché nasce questa tua passione per l’hip-hop ed il rap?

Era il 2005, avevo 10 anni, facevo la quinta elementare. Una sera tardi mi guardo un film su Mtv alla fine del quale parte “Vida Loca” dei Club Dogo seguita da “Riot” di Nesli, ne rimasi subito affascinato. La gente non faceva altro che parlare di “8 Mile”, uscito qualche anno prima, e nelle radio passava “Tradimento” di Fabri Fibra. Ovviamente decido subito di approfondire questa storia dell’hip-hop e mi compro i miei primi due dischi: “Hip Hop xl” ( un doppio cofanetto di rap italiano e americano che, nonostante fosse un doppio prodotto di un grande giornale come Repubblica, mi ha fatto scoprire l’underground) e “Terapia” dei Circolo Vizioso. Vado subito in fissa con la cosa, compro libri e dischi, approfondisco la cultura e ripercorro la storia del genere al contrario. Inizio a fare break, con scarsi risultati, e a scrivere le prime rima, a quel tempo solo per me a livello personale. Alle medie con un gruppo di amici, Mana e Morf, diamo vita ad un gruppo di graffitari: S.C.P. (Siamo ControProducenti), iniziamo a girarci tutte le città e a venire in contatto con altre persone che hanno la nostra stessa passione. Con il tempo si cresce, cambiano gli interessi e la crew si scioglie ne 2011. Nel 2012, dopo qualche anno che scrivevo rime che non avevo mai registrato, ho iniziato a farlo, mettendo via il mio timore di prendere il mic in mano, dato che gente molto più scarsa di me in quel periodo già lo faceva. Da allora non ho più smesso, anzi sono sempre più preso!“.

2) Collabori, da qualche tempo, con un altro artista di nome Mad Dog: perché una scelta del genere?

Beh, non è la prima volta che collaboro con qualcuno. Ho contribuito a fondare il Laboratorio Hip-Hop Meticcio (LHHM) nel 2013 e ne ho fatto parte fino ad un anno fa quando ho deciso di rimettermi in proprio. La collaborazione con Mad Dog, validissimo beatmaker di Acilia classe 1988, non è stata ricercata ma è nata spontaneamente. Siamo gente che ha l’abitudine di andare al jam e di viversi al 100% il mondo hip-hop. Proprio ad una jam ho conosciuto Mad Dog: a me piacevano i beat che faceva e a lui piaceva come io rappavo, da qui abbiamo deciso di collaborare per una traccia. In studio, in seguito, ci siamo trovati così bene assieme che è venuto fuori “Tutto in un giorno ep”, il nostro primo album, che stiamo portando in giro live in questo periodo. Inoltre, abbiamo già altri progetti in mente“.

3) Il tuo nome è Mr.Nessuno: come mai proprio questo? ci sta un significato particolare dietro?

Quando ho iniziato a rappare scelsi “Gold Mc”. Poi, in un anno, facendo contest e tracce sono migliorato notevolmente e sentivo la necessità di una rinascita, di separare nettamente quello che ero da quello che ero diventato. Allora ho scelto di cambiare nome in Mr. Nessuno per pochi e semplici motivi. Il primo, stupidissimo, è che rappo in italiano quindi anche il mio nome deve essere in italiano. Per seconda cosa dovevo assolutamente sottolineare l’umiltà e la totale assenza di ricerca di fama che c’è nel mio fare rap; per questo ho pensato che il concetto di “Nessuno” racchiudesse bene questi ragionamenti. Infine, come terzo motivo, avevo bisogno di ricondurre tutto ad una dimensione individuale: da qui la scelta di “Mr.”“.

4) Hai dato vita ad una etichetta musicale indipendente: la Real Mind Elements. Ci racconti come ti è venuta l’idea e quali sono i problemi quotidiani che uno deve affrontare in un mondo come quello delle etichette musicali indipendenti?

Per ora la Real Mind Elements resta un’organizzazione di eventi. Il progetto a lungo andare, e risorse permettendo, è quello di trasformarla in una etichetta indipendente. Il progetto nasce un anno fa, da una mia idea, di Sillamandria e di Mastasiggi. Il concetto alla base è semplice: “vogliamo essere indipendenti al 100%, vogliamo metterci in condizione di poter fare quello che vogliamo, come vogliamo, senza dover chiedere favori e dover dire grazie a nessuno”.  Per questo abbiamo iniziato ad organizzare concerti e ad auto-produrci. Col tempo, poi, abbiamo dato voce a sempre più artisti emergenti e, in futuro, speriamo di poterli produrre e distribuire. Ci sono tanti ragazzi con tante idee e voglia di fare, ma non hanno contatti, nè possibilità, nè risorse;per questo si rimboccano le maniche. Il futuro stesso della musica è indipendente“.

5) Sei, ormai, uno degli artisti maggiormente conosciuti della scena hip-hop/rap romana. Che momento sta attraversando, a tuo giudizio, questo ambiente musicale?

Innanzitutto grazie per avermi presentato come “uno degli artisti maggiormente conosciuti sulla scena romana”. Sicuramente, questa scena, sta attraversando un brutto periodo. Negli ultimi anni c’è stata una tendenza crescente a rendere tutto superficiale ravvisando l’unico contenuto, sempre che ve ne sia uno, nella becera esaltazione della materialità. Sicuramente è da stupidi dire che se hai soldi non puoi essere di strada, perchè qualcuno può essere cresciuto in strada magari anche avendo i soldi di famiglia. La questione non è mai stata quella dei ricchi contro i poveri ma quella del real contro il fake. Ciò che contava era la coerenza, se ciò che dici e di cui parli è vero e se lo vivi davvero. La coerenza e la realtà, oltre allo stile ovviamente: erano questi i parametri di giudizio per valutare se un artista rap valeva o meno. Oggi, invece, viviamo in un mondo che viaggia alla velocità della luce, che vive di apparenze. Tu sei l’immagine che dai di te, le informazioni del tuo profilo Facebook e tutte queste cose qua. Non si cerca più il contenuto o il messaggio ma i due minuti di goliardia. Ora tanto più sei fake, più dici di fare cose che palesemente non fai, tanto più avrai seguito e il tuo personaggio sarà mediaticamente efficace. Questo, però, è l’idea che i media ci danno. Nell’underground, invece, si muovono tante belle energie e volontà e, a mio parere, non dovremo aspettare molto affinchè ci sia un nuovo boom del real“.

6) Hai collaborato, e continui tutt’ora a farlo, con Militant A: storica voce degli Assalti Frontali. Ci racconti che esperienza è stata? Qual’è il lato che ti ha colpito di più di questa persona?

Una esperienza fantastica. Tu pensa di essere un ragazzino in fissa con il rap in italiano che ha la possibilità di conoscere il primo che si è cimentato in questo campo. Tutto ciò è accaduto quando lui non era in nessuno progetto. Una sorta di maestro, mai conosciuto, che quando sente i tuoi lavori gli piacciono e, addirittura, ti chiede di fare qualcosa assieme: praticamente un sogno che si è realizzato. Anzi, mi convinco che è tutto vero la mattina quando metto in play la nostra traccia, perchè se ci penso non ci credo che sia successo davvero. Militant A ha due grandi pregi che ancora me lo fanno collocare al top dei miei idoli, soprattutto dopo averlo conosciuto. Il primo è l’energia: Luca è un signore, padre di famiglia che, nonostante l’età, quando sale sul palco ha più energia di una comitiva di ventenni. Dopo anni che fa gli stessi pezzi riesce sempre a reinventarli e a riproporli con la stessa energia e la stessa lotta della prima volta; non so come faccia, ma ciò è confermato da “Leggenda Vivente”. Il secondo pregio è, senza dubbio, l’umiltà: è stato il primo a rappare in italiano, ha collaborato con giornali e riviste, ha scritto libri, ha girato l’Italia ed ha inciso nove dischi che sono tutti quanti pietre miliari del genere. Nonostante tutto non se la tira nemmeno un pò, si mette sempre in discussione, è aperto ai consigli e ascolta gli altri tenendo sempre in considerazione i loro pareri. Ai concerti sta in mezzo alla gente, si mette lui stesso al banchetto dei cd e parla con tutti, soprattutto coi bambini. Insomma, è una persona a cui non si può non volere bene: per questo io come molta gente amo gli Assalti Frontali. Se tutte le vecchie glorie di questa roba avessero la mentalità degli Assalti, sicuramente oggi la scena sarebbe migliore. Però, nonostante è andata come è andata,  loro continuano a dirci di non demordere, di crederci sempre, di inseguire i propri sogni e il benessere collettivo, perchè nella vita come nel rap siamo una comunità“.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

Add your comment

XHTML : You may use these tags : <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled website. To get your own globally-recognized avatar, please register at Gravatar.com