Milano. L’orbita razzista emula Goro, ma la Milano solidale risponde

L’1 novembre a Milano 150 migranti verranno accolti nella ex caserma Montello, in via Caracciolo, zona piazza Firenze. Dopo la rivolta avvenuta nel piccolo paesino di Goro, nel ferrarese, che ha sortito gli effetti sperati dei manifestanti anti-immigrati, la Lega di Salvini, Casapound e tutta l’orbita nera, cerca di emulare la piccola cittadina ferrarese, per cercare di bloccare l’arrivo dei migranti nell’ex caserma.

Se da una parte c’è chi alza barricate, dall’altra c’è una Milano solidale, una Milano che riconosce che c’è sicuramente una cattiva “gestione” dell’emergenza migranti da parte dello Stato, ma che comunque non pensa di poter risolvere il problema insultando e cacciando chi arriva in Italia semplicemente con una speranza, quella di una vita migliore.

Bisognerebbe ricordare all’ala dei contestatori, quanto e come, l’Occidente ha invaso le popolazioni che oggi si riversano in Europa. Perché queste persone fuggono dalle loro terre.

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Per dire che Milano non è come Goro, è stata organizzata una giornata, martedì 1 novembre, proprio per evitare che le barricate innalzate a Goro non diventino un pericoloso precedente.

La giornata ha inizio alle 10, in via Caracciolo, 29, di seguito l’appello lanciato dagli organizzatori: “Nel periodo che vedrà l’ingresso delle e dei migranti alla Caserma Montello ci rivediamo davanti alle sue porte, in via Caracciolo, per una giornata di socialità con buon cibo, musica e intrattenimento.

Una giornata con e per il quartiere, dove diverse culture si potranno incontrare e mescolare attraverso note e sapori provenienti da tutto il mondo.
Contro ogni razzismo perchè l’incontro e la solidarietà permettono di superare ogni confine.”

A chiamare alla partecipazione ci sono anche i ragazzi e le ragazze dei Black Panthers, squadra di calcio nata dall’iniziativa dei ragazzi e delle ragazze del Csoa Lambretta.

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Di seguito la chiamata della squadra: “Lega Nord, Casapound e altri gruppi neofascisti stanno organizzando un blocco il 1° novembre per impedire l’arrivo di diverse decine di migranti alla caserma di via Montello, luogo destinato all’accoglienza di richiedenti asilo. Lo slogan lanciato da Salvini è ”Milano come Goro” e il piano sembra essere quello di bloccare la strada con barricate per impedire ai pullman l’accesso alla strada di fronte alla caserma. Questa situazione è in fermento già da mesi ed era prevedibile una escalation di questo genere, i fatti di Goro e Gorino non hanno fatto altro che alimentare il rigurgito razzista che personaggi come Salvini strumentalizzano per aumentare il proprio consenso in vista delle prossime elezioni. Questa mattina siamo venuti a sapere che ad essere trasferiti saranno 100 persone residenti nel centro di via Aldini, non siamo riusciti a capire se si tratterà dei ragazzi della nostra squadra o di coloro che in questo momento sostano nella palestra. In ogni caso ci sentiamo di spendere due parole a riguardo. Prima di tutto vorremmo dire chiaramente che la caserma di via Montello non rappresenta per noi un progresso sostanziale nel modo di gestire l’accoglienza a Milano, al posto che creare l’ennesimo centro di accoglienza straordinaria bisognerebbe investire una volta per tutte su un piano di accoglienza diffusa composta da piccoli centri sparsi per la città. Di questo avremo modo di parlarne in futuro dato che ora la priorità è un altra, in questo contesto di confusione non mancano mai i becchini, quelli che speculano sulla miseria, quelli che come Salvini non si vergognano di erigere a modello Goro, un paese che è sceso in piazza per protestare contro l’arrivo di 11 donne con bambini in fuga dal delta del Niger. I personaggi come Salvini rappresentano sicuramente il volto più indegno di questo nodo storico e politico e spetta a noi fermare questa iniziativa. Mentre Salvini gira per l’Italia in Jaguar a fomentare la guerra tra i poveri è arrivato il momento di dare una risposta coesa e compatta. Non dobbiamo lasciare soli i migranti che verranno trasferiti, è necessario mostrare che la Milano solidale e la Milano che ripudia il razzismo non lascerà spazio a chi vuole fomentare odio e paura per il diverso.
Invitiamo tutti a scendere in piazza a Milano il 1° novembre assieme al comitato Zona 8 Solidale​ per mostrare la nostra solidarietà ai migranti! A breve seguiranno aggiornamenti.”

Laureato in giurisprudenza, giornalista pubblicista, Co-fondatore e Direttore responsabile di Oltremedia. Il giornalismo lo intendo a 360°: video,montaggio,foto,scrittura.

nicola.gesualdo@oltremedianews.it

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