Migranti: a Roma il 16 dicembre il corteo nazionale organizzato da varie associazioni e collettivi anti-razzisti

La questione dei migranti, nel panorama politico italiano sembra essere passata in seconda piano. Difatti, ai piani alti della politica nostrana, nessuno si occupa più della vicenda che viene tirata fuori solamente da qualche estremista che continua a parlare di invasione, nonostante le cifre dicano tutt’altro, o che cerca di descrivere gli stupri solamente come atti infami compiuti da coloro che sono sbarcati negli ultimi mesi sulle nostre coste.

La non-approvazione della legge sullo Ius Soli, nonostante tutte le promesse fatte, credo che sia l’esempio più lampante per descrivere questa situazione. Essa, a parer di chi scrive, rappresenta una legge che ogni paese che si definisce democratico dovrebbe avere. Purtroppo, nonostante ciò, in Italia tale legge è stata accantonata in vista della imminente tornata elettorale in programma la prossima primavera per andare incontro ai voleri “di pancia” del sempre maggior esiguo numero di elettori che si recano alle urne.

Al contempo, oltre al danno, si deve registrare anche la beffa. Infatti, gli effetti del decreto Minniti-Orlando, che hanno portato alcune “genialate” come il cosiddetto Daspo cittadino, continuano il loro excursus senza alcun problema. Tutto ciò è possibile visto che si continuano a prendere di mira le fasce più deboli della società attuale, migranti in primis.

Dopo i fatti di piazza Indipendenza e quello delle famiglie del Movimento Per la Casa sgomberate a Cinecittà, inoltre, tutti avevano fatto sentire la loro voce per cercare di trovare una soluzione degna a queste due soluzioni più che spinose. A quasi quattro mesi da quei fatti, però, ancora non è successo nulla e nella centralissima piazza dietro al stazione Termini continuano ad esserci, giorno e notte, pattugliamenti di polizia per controllare la situazione; contemporaneamente l’entrata della basilica di Santi Apostoli è ancora occupata dalle tende degli attivisti per il Movimento per la Casa che sono ancora in attesa di una nuova sistemazione da parte della giunta comunale.

A livello nazionale, solamente pochi giorni fa, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha detto che l’Italia ha fatto molto dal punto di vista del blocco delle migrazioni: il lavoro finora svolta, secondo l’inquilino di palazzo Chigi, ha fatto rallentare gli sbarchi di ben il 69%. Purtroppo questo calo è stato possibile grazie ad un folle accordo con la Libia, non proprio il paese migliore in tema di diritti umani. Lo stesso Belpaese, per questo patto siglato con il paese nordafricano, è stato fortemente criticato da una importante associazione umanitaria di fama mondiale quale Amnesty International.

Per fortuna, in questa situazione, c’è chi continua a lottare per i diritti di queste persone che, la democratica Europa, continua a rifiutare sotto molti punti di vista, nonostante, ad ogni “riunione dei grandi“, si parta sempre con le migliori intenzioni per migliorare questa situazione a livello continentale.

Già il 21 ottobre scorso,almeno 10 mila persone, hanno sfilato per le strade di Roma durante la manifestazione “No One Is Illegal“. Sabato prossimo, 16 dicembre 2017, è stato convocato un nuovo corteo, dal titolo “Diritti Senza Confini“, da parte di numerose collettivi e associazioni sociali e antirazziste, a chiusura di un anno che, dal punto di vista della migrazione, è stato abbastanza difficile. Il concentramento, per chi fosse interessato, è fissato per le ore 14 nella centralissima piazza della Repubblica.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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