Medio Oriente. Arabia Saudita e Iran verso uno scontro globale

Quanto sta accadendo in Medio Oriente tra Iran e Arabia Saudita potrebbe avere delle conseguenze a livello globale. Non si può infatti limitarsi ad analizzare lo scontro sauditi-iraniani semplicemente come uno scontro confessionale interno al mondo islamico tra sunniti e sciiti, non si può perchè nel mondo globalizzato in cui viviamo un conflitto su larga scala tra sciiti e sunniti prenderebbe inevitabilmente le sembianze di uno scontro globale, portando in guerra anche gli alleati dei rispettivi paesi. Per la verità entrambe le parti non hanno uguali responsabilità per questa situazione dal momento che sono stati i sauditi a infiammare la regione con la provocazione dell’esecuzione dell’imam sciita al-Nimr, che ha provato violentissime reazioni del mondo sciita in Iran e Iraq, con le ambasciate saudite assaltate dalla folla urlante in Iran e alcune moschee sunnite assaltate in Iraq.

In realtà si è trattato della tipica goccia che fa traboccare il vaso in quanto Iran e Arabia Saudita in realtà si affrontano indirettamente in aperti conflitti militari già in Siria, Iraq e Yemen. Non a caso si parlava comunque di una possibile escalation anche prima dell’esecuzione, anche se chiaramente tutto questo imprime una pericolosa accelerata, ancor più che le coste saudite e iraniane sono a pochi chilometri, e con questa tensione il rischio di un tragico incidente è reale. A trovarsi in vantaggio tattico comunque sembra essere l’Iran, abile a creare un disgelo con gli Stati Uniti circa la questione del programma nucleare, e forte di una stretta alleanza con la Russia. Non a caso milizie sciite sono attive in Iraq e in Siria da diversi mesi, e grazie al loro intervento gli eserciti siriano e iracheno hanno cominciato a conseguire vittorie sulle milizie dell’Isis e non solo, dato che sono numerose le sigle islamiche sunnite attive nei due paesi contro i rispettivi governi e che ricevono finanziamenti proprio da Arabia Saudita e altri paesi del Golfo.

Una guerra tra Iran e Arabia Saudita metterebbe inoltre in serio imbarazzo l’Occidente che dovrebbe in qualche modo per forza schierarsi dal momento che i sauditi, nonostante tutto, rappresentano degli alleati di vecchia data della Nato e degli Usa in particolar modo. Per l’opinione pubblica occidentale sarebbe oltremodo imbarazzante schierarsi accanto a un paese che pratica esecuzioni di massa ed è responsabile di violazioni sistematiche e su larga scala dei diritti umani. Evidentemente i sauditi, che sono in difficoltà economiche e anche militari a causa della rivolta degli Houthi in Yemen, vogliono provare la carta dell’avventurismo militare cercando di giocarsi la carta dello scontro confessionale tra sunniti e sciiti. In questo senso l’alleata naturale dell’Arabia Saudita sembra essere la Turchia del Sultano Erdogan, che infatti in politica estera si trova in Siria a fianco a fianco con gli interessi dei sauditi nel tentativo di allontanare da Damasco Bashar al-Assad.

La sensazione è che il fallimento della campagna siriana determinato dall’intervento della Russia abbia indotto il Re saudita Salman a giocarsi le ultime carte, tutto questo mentre per fortuna il mondo comincia a discutere apertamente di quanto sia contraddittorio dichiarare guerra allo Stato Islamico e continuare a essere amici del Regno Saudita, che altro non è in effetti che una proiezione di quello che lo Stato Islamico vorrebbe costituire tra Siria e Iraq.

Laureato in Storia Contemporanea, ha da sempre coltivato una viva passione per la scrittura e per il giornalismo. Appassionato di politica estera partecipa sin dagli inizi al progetto di “Oltremedia” .

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