Mamma BCE e le sue figlie: vertice e corteo a Napoli

La Banca Centrale Europea aveva scelto Napoli per il Governing Council mensile. Il parco di Capodimonte è stato blindato con una zona rossa estesa a tutto il quartiere limitrofo. La polizia in veste di milice du capital a presidiare la trasferta degli Eurobanchieri; 18 gover­na­tori delle Ban­che cen­trali dei paesi dell’Eurozona, i com­po­nenti del board e il pre­si­dente della Bce Mario Dra­ghi.

Oltre il grigio recinto del Real Bosco borbonico, la città partenopea era in subbuglio per dare il benvenuto alla combriccola. Nella settimana del vertice si sono svolte molte iniziative ed assemblee di preparazione al corteo organizzato dai Movimenti campani contro la Bce.

Un comunicato era stato rilasciato proprio dai movimenti per spezzare il clima apocalittico della vigilia, creato da stampa e Procura, che voleva i soliti Black Block terroristi pronti a devastare e saccheggiare la città.
“Siamo molto preoccupati dalla noti­zia che uno sparuto ma vio­lento gruppo di 20/30 per­sone abbia annun­ciato l’intenzione di occu­pare e blin­dare la reg­gia di Capo­di­monte. Que­ste per­sone usano vestirsi in modo molto simile per con­fon­dersi tra loro, anche se il colore domi­nante non sarebbe pro­pria­mente il nero ma il blu scuro. Il loro assurdo gesto non sarebbe det­tato da disagi eco­no­mici e per­so­nali, il loro progetto è asse­diare le vite del 99% della popo­la­zione con la spe­cu­la­zione finanziaria e il ricatto di una crisi che le loro stesse regole avreb­bero pro­vo­cato”.

Il corteo partito in mattinata dalla stazione di Colli Aminei ha attraversato pacificamente la città, arrivando al muro del parco di Capodimonte intorno a Mezzogiorno. Lì, con un’azione simbolica, Mario Avoletto, attivista dei centri sociali, ha tentato di scavalcare, da solo con un cartello contro la Bce, il muro di recinzione grazie ad una scala. Questo gesto, chiaramente innocuo, ha scatenato delle ingiustificate e violente cariche della Polizia che, con fumogeni e idranti, ha disperso i manifestanti.

Chissà se l’eco soffocata della folla è arrivata all’orecchio di Mario Draghi mentre era intento a sproloquiare su acquisti di Abs e covered bond. Concetti astrusi per chi vive oltre le barriere della Reggia. L’unica immagine nitida di questa Europa che ci viene restituita è di uomini grigi rinchiusi in inaccessibili palazzi indaffarati a farci uscire da una crisi che assomiglia sempre più ad un sistema.

L’altra Europa quella di precari e disoccupati, quella di chi la cravatta la sente al collo e non per vezzo di stile, affoga quotidianamente nel più grande disastro economico della storia recente. L’una e l’altra, seppur molto diverse, sono figlie della stessa politica. Così la BCE, a cui sono affidate le redini delle politiche monetarie continentali, è in un certo verso la madre di queste due figlie. Una madre spesso ingiusta. Sorda alle richieste della figlia più debole, che per farsi sentire non ha altro mezzo che alzare sempre di più la voce, finché non verrà almeno considerata. Come ribadito alla fine della manifestazione Napoletana, l’ennesimo autunno di lotta all’Austerity è appena cominciato;

“Ce n’est qu’un debut! Abbiamo pagato già troppo la vostra crisi…”

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