Landini lancia la “sinistra sociale”

Landini lancia la “sinistra sociale”

Maurizio Landini è uno degli uomini più autorevoli di quello che rimane della sinistra italiana. Sindacalista energico e dotato di ottima retorica Landini ha dimostrato, pur essendo il segretario di un sindacato, della Fiom, spesso e volentieri di supplire alle mancanze della politica di sinistra, ormai eclissata e inesistente in questo Paese.

Dopo la vittoria di Alexis Tsipras nelle elezioni elleniche seguite da tutto il mondo, in Italia è nato il solito dibattito sulla necessità della rinascita di una nuova sinistra, e ovviamente il solito carrozzone di “bolliti” degli ultimi vent’anni ha cercato di attirare l’attenzione circa la costruzione di un polo aggregativo sulla falsariga di Syriza. Inutile dire però che Tsipras in Italia non c’è e i vari Cofferati, Civati e Vendola difficilmente potranno essere credibili in questo senso. Ed è qui che si innesta la figura di Maurizio Landini, che nei giorni scorsi ha concesso una intervista a “Il Fatto Quotidiano” che lascia ben sperare circa la possibile costruzione di una nuova sinistra sociale in grado di battere Renzi.

Alla domanda se Landini potrebbe diventar o meno  lo “Tsipras” italiano proprio il segretario della Fiom ha risposto che la cosa non gli interessa dal momento che “un’esperienza come quella greca non è riproducibile in Italia”.  Preso atto del fallimento della politica tradizionale ecco che Landini ha proposto di andare oltre e di costruire una “sinistra sociale” in grado di dare nuova linfa alla sinistra. Per Landini si tratterebbe insomma di “riunificare situazioni sempre più frammentate e che non si parlano. Unire, sul piano sindacale, le varie forme del lavoro anche quelle che non sono rappresentate dal sindacato che, infatti, deve rinnovarsi profondamente. E sul piano politico offrire un luogo comune a tutti coloro che oggi sono privi di rappresentanza: il lavoro, la lotta per i beni comuni, contro le mafie, contro la miseria, per la democrazia. Ce ne sono tante ma non hanno un luogo comune“.

Landini ha anche ricordato come ci si trovi in una situazione straordinaria dal momento che si trova per la prima volta a fare il sindacalista senza lo Statuto dei lavoratori. Non solo, ha constatato l’esistenza di un vero e proprio vuoto politico a sinistra dal momento che le politiche di Renzi non hanno più nulla di sinistra: “Jobs Act, precarietà, libertà di licenziare, depenalizzazione della frode fiscale. Come si fa a dire che è sinistra? Si sta introducendo il concetto per pur di lavorare si accetta qualsiasi condizione“. Inoltre proprio Matteo Renzi e la sua leadership vengono identificate come il vero nemico da abbattere, e in questo senso l’alleanza cui pensa Landini dovrebbe ambire a progettare un altro modo di governare “di produrre e di organizzare la partecipazione democratica. A partire dall’Europa“.

Infine Landini ha anche “gelato” per certi versi Vendola sostenendo che le iniziative della sinistra del Pd “sono tutte legittime e le rispetto. Ma quello che propongo è altro”.Insomma potrebbe davvero nascere il partito della Fiom, come annunciato dallo stesso Landini: “Noi faremo una grande consultazione nella Fiom e poi la proporremo a tutti. Una grande consultazione democratica nazionale su un progetto e un programma“.  Sono le parole di una svolta politica? Difficile sbilanciarsi a riguardo, certo è che il vuoto a sinistra c’è e che forse i tempi sono maturi perché esso sia colmato.

Laureato in Storia Contemporanea, ha da sempre coltivato una viva passione per la scrittura e per il giornalismo. Appassionato di politica estera partecipa sin dagli inizi al progetto di “Oltremedia” .

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