La Palestina sotto assedio  

By Andrea Serafini
On 20 giugno 2014 At 20:55

Category : Oltre confine

Responses : No Comments

Un tredicenne è stato ucciso, Gaza è sotto bombardamenti da due giorni, Jenin è sotto assedio, come tutta la Cisgiordania. Questa la reazione di Israele dopo la scomparsa di tre giovani ebrei.

Si chiamava Mahmoud Dudeen, aveva tredici anni ed è stato ucciso la notte scorsa durante l’assedio israeliano a Hebron. È il risultato dell’operazione “Brother’s keeper” avviata a seguito della scomparsa dei tre giovani israeliani. Giovani scomparsi, appunto, in Zona C, ovvero sotto controllo israeliano. Nessuna organizzazione ha, fino a questo momento, rivendicato un eventuale rapimento. L’Onu ha dichiarato che è impossibile al momento individuare chi sia l’autore. Israele, comunque, è convinto sia stato Hamas e ha tutte le intenzioni di far capire ai palestinesi chi comanda.
Sono quasi 400 le persone arrestate negli ultimi giorni. I soldati israeliano stano perquisendo ogni casa, di giorno e di notte, sembra di essere tornati al 2002, quando Israele tenne sotto assedio l’intera Cisgioradani. Si tratta di una punizione collettiva, poiché un intero popolo paga le conseguenze di un “rapimento” mai accertato. Si tratta di una prova di forza, di un messaggio politico indirizzato a Abu Mazen. Quest’ultimo infatti ha dichiarato che “chi ha preso gli adolescenti intende distruggerci e noi lo riteniamo responsabile”. A molti è sembrato un primo passo per prendere le distanze da Hamas.

I giovani scomparsi, quindi, diventano il pretesto per bloccare definitivamente il dialogo, o ancora meglio l’occasione per rompere la neonata alleanza tra Hamas e Fatah. È questo il punto più importante, Israele non ha mai voluto l’unità politica tra Gaza e Cisgiordania. Quale migliore occasione per convincere Abu Mazen che questa alleanza è pericolosa e che la presenza di Hamas a Ramallah crea solo problemi? L’obiettivo è anche quello di distruggere la fiducia internazionale nel nuovo governo palestinese.

L’attenzione dei media internazionali è ora rivolto, giustamente, alla situazione dei ragazzi scomparsi. La stessa attenzione però dovrebbe essere rivolta ai quasi duemila  ragazzi, anzi bambini, di meno di 12 anni rinchiusi nelle carceri israeliane, senza aver mai avuto un processo, in barba al diritto internazionale. Anche quello  potrebbe essere considerato un rapimento? Parliamone.

    Elda Goci 

Laureato in Scienze Politiche, scrittore di romanzi e storie di mistero, avventura, fantasia.
«Anche la persona più piccola può cambiare il corso del futuro»

Add your comment

XHTML : You may use these tags : <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled website. To get your own globally-recognized avatar, please register at Gravatar.com