La Domenica Economica. Combattere la Povertà: l’emporio sociale

Un fenomeno nuovo è nell’aria per combattere un problema storico che attanaglia la società dai tempi dei tempi. Le persone che non arrivano al 15 del mese sono in aumento e i governi stentano nel trovare soluzioni al problema. La Domenica Economica oggi propone un tema molto particolare e ancora in fase di rodaggio, quello dell’emporio sociale.

Ogni giorno i telegiornali ci ricordano che il tasso di disoccupazione aumenta e che le imprese chiudono i battenti. Da qualche anno però in alcune città italiane sta prendendo vita il sistema degli empori sociali. Un emporio sociale sembra, a prima vista, un supermercato con tanto di casse, scaffali, carrelli, offerte, commessi; l’unica differenza sta nei cartellini che, al posto di prezzi, riportano l’indicazione di punti.
In realtà esiste una norma nazionale che sostiene tali iniziative: infatti il servizio di redistribuzione dei generi alimentari è possibile grazie alla Legge 25 giugno 2003, n. 155, altrimenti detta Legge del Buon Samaritano che equipara a consumatori finali (per quanto concerne conservazione, trasporto, deposito e utilizzo degli alimenti) le organizzazioni non lucrative di utilità sociali che distribuiscono gratuitamente, a scopo di beneficienza, prodotti alimentari ad indigenti.

Le città in cui il fenomeno ha preso o sta prendendo piede sono diverse, ma i progetti hanno molti elementi comuni quali:

– L’utilizzo di una card pre-caricata in base al numero di componenti del nucleo famigliare che consente di fare acquisti gratuiti per un tot. di punti in un arco di tempo definito;

– La predisposizione di una graduatoria sulla base del valore dell’ ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente);

– Il mancato rinnovo della card in caso di miglioramento della condizione economica (e la conseguente cessione della card ad una famiglia in lista di attesa);

– Lo stimolo verso nuove abitudini di acquisto che consentano un uso più efficace delle risorse economiche a disposizione;

– Provenienza dei beni da aziende del territorio o nazionali, come anche da collette alimentari;

– Possibilità per soggetti privati non colpiti dalla crisi di “donare una spesa”, a volte anche comodamente attraverso una piattaforma on line.

Nel 2010 nasce a Parma il progetto Emporio Dire, Fare Creare realizzato dall’associazione Centoperuno  con l’obiettivo di offrire gratuitamente la spesa alle famiglie, italiane o straniere, colpite dalla crisi. A Modena verrà inaugurato a maggio prossimo, grazie al progetto del Centro Servizi per il Volontariato, l’emporio sociale PORTOBELLO. In questo caso, differentemente dagli altri, si cerca di valorizzare in maniera differente la dignità dei beneficiari delle card chiedendo loro, in cambio della spesa gratuita, di prestare qualche ora di servizio.  Nel marzo scorso, infine, anche Piacenza ha visto avvicinarsi l’idea dell’emporio sociale: Sergio Danese, Presidente dell’Auser ha infatti proposto un percorso che coinvolga diverse realtà nel combattere l’emergenza alimentare recuperando prodotti prossimi alla scadenza o con involucri parzialmente rovinati.

                                                                                                                                                  Aurora Silvestri

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