La ”Buona scuola” è legge. La delusione degli insegnanti

Sciopero della fame e catene. Questo l’ultimo tentativo con cui tanti cittadini hanno cercato di opporre resistenza alla ‘Buona scuola’, la riforma ideata da Renzi, e approvata ieri in Parlamento con 277 voti favorevoli, 173 contrari e 4 astenuti.

Una battaglia lunga, quella nata tra docenti e cittadini, che “ha seguito tutto l’iter parlamentare delle ultime settimane attraverso iniziative di protesta pacifiche e spontanee”, dice Anna Angelucci, maestra elementare, blogger e vice coordinatrice nazionale dell’Associazione nazionale per la Scuola della Repubblica. “Per noi era un dovere avviare iniziative quanto più possibili eclatanti per attirare l’interesse sia dei politici che dei media”, tuttavia “non è servito a nulla: fatta eccezione per il Manifesto, si sono girati tutti dall’altra parte” ha denunciato l’insegnante.

Disattenzione per cosa esattamente? “Per la dura battaglia che abbiamo portato avanti. Le iniziative di mobilitazione nelle ultime settimane sono state tante, e sono andate di pari passo con il percorso di approvazione di un disegno di legge che, secondo noi, ammazza la scuola”. E prosegue: “Non abbiamo organizzato solo manifestazioni e marce: abbiamo avanzato anche proposte e obiezioni ai 12 punti della nuova legge. Pur di essere ascoltati, molti cittadini si sono fisicamente incatenati oppure hanno iniziato degli scioperi della fame, da nord a sud”.

Da sottolineare per Angelucci “è che, accanto a maestri e professori, hanno partecipato anche i cittadini sensibili al problema. E in modo del tutto volontario: c’è stata una convergenza spontanea tra le attività dei sindacati (sia confederali che di base, che tramite la prefettura organizzano manifestazioni e sit-in), e quelle volontarie, di coloro che hanno capito che dovevano andare oltre le attività dei sindacati di riferimento”.

E conclude: “I media hanno scelto consapevolmente di farsi portavoce del governo e delle istanze della riforma ‘Buona scuola’. Non hanno percepito le nostre critiche, e se lo hanno fatto, lo hanno fatto in modo folkloristico. Ci hanno trasformato in caricature, buone per fare della satira”.

Ieri, l’affluenza all’ultimo sit-in a Montecitorio è stata scarsa. la delusione tra il movimento dei contrari è forte. Ma non è solo la piazza ad avere perplessità: anche il Pd ha risentito del colpo, perdendo 120 voti che avrebbero potuto giungere dalla sua maggioranza, facendole guadagnare  il primato di legge meno votata della legislatura Renzi.

Alessandra Fabbretti

Add your comment

XHTML : You may use these tags : <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled website. To get your own globally-recognized avatar, please register at Gravatar.com