Italia: weekend di repressione dell’antifascismo e di omaggi ai caduti di Salò

Quello che è appena trascorso, è stato un weekend ad alta tensione, dal punto di vista politico, in molte zone di Italia. Tutto questo ha portato alla dura repressione unidirezionale, quella antifascista. L’altra, quella di estrema destra, con in bella mostra braccia tese e croci celtiche, invece, nonostante la conclamata incostituzionalità, ha potuto agire e sfilare indisturbata come se nulla fosse.

Roma

Lo scorso 5 novembre,  la formazione di estrema destra di Forza Nuova aveva programmato una vera e propria sfilata nel quartiere Magliana di Roma, dove era in programma l’apertura di una nuova loro sede. Per cercare di fermare questo evento, che si è tenuto come se nulla fosse nonostante il divieto della Questura, gli antifascisti e le antifasciste della capitale si erano dati appuntamento nella zona per protestare contro l’ennesima sfilata degli estremisti di destra.

A Roma, dopo un inizio abbastanza tranquillo, il gruppo di antifascisti ha cercato di avvicinarsi a piazza Fabrizio De Andrè dove, nonostante il già citato divieto istituzionale, Forza Nuova si era data appuntamento. A quel punto le forze dell’ordine presenti, e schierate in tenuta antisommossa, non hanno esitato a caricare violentemente il gruppo rincorrendo i vari partecipanti al presidio antifascista, per le strade del quartiere, dando vita ad una vera e propria caccia all’uomo.

Alla fine, il resoconto della giornata romana, ha registrato oltre 50 fermati: 10 di questi sono stati tratti in arresto, per i quali mercoledì si terrà la prima udienza. Tutti i fermati sono stati denunciati, a quanto pare, con le accuse di concorso in devastazione e saccheggio, concorso in lesioni aggravate, resistenza e concorso in adunata sediziosa. Tutt’altro comportamento è stato tenuto dalle forze dell’ordine nei confronti dei neofascisti che, poche ore dopo, hanno potuto festeggiare la loro “presa della zona” ed hanno inneggiato ai fatti di Goro come un vero e proprio esempio da seguire.

Oltre a questo, gli stessi appartenenti di Forza Nuova hanno assaltato il centro sociale CSOA Macchia Rossa, totalmente indisturbati. Sulle cronache locali, gli assalitori venivano descritti come semplici “residenti di zona“, così come riportato dall’Ufficio Stampa della Questura. In realtà, nel gruppo di assalitori, sono stati riconosciuti anche vari esponenti del gruppo di estrema destra e simpatizzanti.

Alla fine della giornata, tramite vari social network, i neofascisti hanno esultato per i fatti della giornata con vari post: “Nonostante il pretestuoso divieto di manifestare da parte della questura, abbiamo marciato ugualmente nel quartiere della Magliana. Ancora una volta, abbiamo portato avanti la sacrosanta battaglia per la liberazione della nostra Patria dagli invasori. Palazzinari sfruttatori immigrati rom parassiti vari fuori dai nostri quartieri. Una sola cosa conta: prima il nostro popolo, PRIMA GLI ITALIANI“.

Pavia

Anche a Pavia, purtroppo, la repressione ha riguardato solamente gli antifascisti. L’ANPI, infatti, aveva convocato nel pomeriggio dello scorso sabato un presidio di protesta contro il corteo convocato dall’associazioone di estrema destra, Recordari, che raccoglie varie sigle, tra cui Casapound e Forza Nuova. Il corteo è stato indetto per commemorare il camerata Zilli, militante dell’Msi morto nel 1973 in un incidente stradale.

Pavia fascista

Lo sdegno per questa nuova iniziativa dei neofascisti era tale che anche il sindaco della città, Massimo Depaoli di area PD, aveva deciso di partecipare all’iniziativa dell’associazione dei partigiani. Anche qui però la risposta della polizia non si è fatta attendere e, ancora una volta, è stata mirata alla sola repressione degli antifascisti.

Il corteo in risposta alla manifestazione degli estremisti di destra è stato fermato in ogni modo possibile e, alla fine, violentemente caricato. L’esibizione degli estremisti di destra, invece, non ha subito la benché minima repressione e i partecipanti hanno potuto sfilare tra vari saluti romani e inni nostalgici cantanti lungo tutto il percorso.

Nettuno

Pochi giorni prima degli eventi di Roma e Pavia, il sindaco pentastellato di Nettuno, Angelo Casto, in occasione ha voluto rendere omaggio agli appartenenti della Repubblica Sociale Italiana seppelliti nel locale Campo della Memoria. A darne notizia, con toni trionfalistici, è il “Secolo d’Italia“, il giornale ufficiale del decaduto MSI ( Movimento Sociale Italiano).

All’evento, oltre ad alcuni esponenti della giunta comunale, erano presenti vari rappresentanti delle forze dell’ordine, dell’esercito e della marina. Ma anche alcuni personaggi che, ancora oggi, hanno più di qualche legame col mondo estremista di destra: ad esempio vi era Fiorella Cencetti (figlia del Comandante Cencetti della Decima MAS).

Per mostrare il proprio sdegno, la sezione locale dell’ANPI locale, ha dichiarato: ” Riteniamo vergognoso che un sindaco della Repubblica italiana, nata dalla Resistenza e dalla Liberazione dal nazi-fascismo, e che esponenti delle Forze Armate rendano onore alla X Mas. Un corpo feroce che si è macchiato di eccidi di civili, di patrioti e che ha collaborato con i crimini nazisti in Italia. È un insulto ai partigiani caduti, ai deportati, ai perseguitati, ai militari che si rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò. Un atto non obbligatorio a cui il sindaco di Nettuno poteva sottrarsi. Il caso finirà in Parlamento, non può finire qui“.

La risposta del primo cittadino di Nettuno, però, non si è fatta attendere: “Il 2 novembre si commemorano tutti i morti e, anche se forse non andrebbe detto neppure questo, gli unici caduti a cui non sarei andato a rendere omaggio sono quelli delle SS. In questo caso parliamo invece di militari inseriti in reparti regolari e di un cerimoniale prestabilito, che non ho certo fatto io. Mi sono limitato, quando mi hanno dato la parola, a non intervenire, cosa che ha fatto il collega di Anzio. Io la storia la conosco e ha dimostrato che le ideologie del Novecento sono state una truffa all’umanità. Non voglio essere tirato dentro polemiche che non mi appartengono. Forse sarà meglio non partecipare più alle commemorazioni, ma credo anche che sia facile polemizzare su appuntamenti del genere, che fanno perdere solo tempo a un sindaco, mentre i problemi sono altri“.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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