Italia: con l’avvicinarsi dell’anniversario del Giorno del Ricordo continua la democratizzazione del neofascismo nostrano

Il neofascismo, con l’avvicinarsi della data delle prossime elezioni politiche, sta continuando a far parlare di sé. Non passa giorno oramai che qualche gruppo o singolo nostalgico del ventennio si inventi qualche trovata per acquistare, dal Nord al Sud della Penisola, un pò di visibilità.

Ad esempio alcune ore fa, a Bolzano, alcuni esponenti di Casapound sono entrati in uno ospedale della città. Scopo del blitz era quello di cacciare dalla sala di attesa della struttura i clochard che passavano lì la notte per sfuggire al freddo intenso che caratterizza le serate di questo periodo dell’anno nella cittadina alto-atesina.

Purtroppo, però, le azioni neofasciste possono anche essere caratterizzate da fatti ben più tragici di quello sopra appena descritto. Ciò che è successo sabato scorso a Macerata, in cui un militante di Forza Nuova ha iniziato a sparare dalla macchina contro qualsiasi migrante gli capitasse a tiro, fa capire che la situazione non è per niente da sottovalutare, come invece stanno facendo le varie istituzioni nostrane negli ultimi tempi.

I soli a farsi sentire sono solamente determinati individui, per esempio Matteo Salvini, che sembra perseguire scopi ben precisi. Il leader leghista non perde occasione per gettare un pò di benzina sul fuoco, in nome di quella tanto acclamata “sicurezza nazionale“, magari sbandierando slogan come “Prima gli Italiani“, e creando così, divisione e “guerra tra poveri”.

Purtroppo tutta questa situazione, almeno fino al prossimo 4 marzo, non sembra destinata a calmarsi ed i neofascisti avranno chissà quante altre occasioni di farsi sentire. Sabato prossimo ad esempio, 10 febbraio 2018, cade la commemorazione del “Giorno del Ricordo” in cui, in Italia, si ricordano i fatti delle Foibe.

Tale data sta particolarmente a cuore ai camerati nostrani, pronti, ancora una volta, ad un vero e proprio “revisionismo storico” che nulla ha a che fare con ciò che successe effettivamente negli anni del secondo conflitto mondiale, nella zona della Dalmazia, dell’Istria e della città di Fiume.

Anche in questo caso le istituzioni, grazie al sodo lavoro di alcuni appartenenti all’ex movimento neofascista di Alleanza Nazionale, hanno dato campo libero ai camerati. Nel marzo 2004, infatti, venne promulgata dal Parlamento italiano una vera e propria legge ad hoc, la numero 92, che istituiva la “Giornata del Ricordo” come una “solennità civile nazionale italiana“. I nostalgici del Ventennio, da allora, non perdono occasione, ogni 10 febbraio, di inventarsi alcune teorie in cui gli italiani sono “i buoni” e i partigiani jugoslavi “i cattivi“.

Per esempio ad Ostia, paese del litorale romano dove Casapound è riuscita a far eleggere un proprio consigliere dopo le ultime elezioni municipali dello scorso novembre, ci sarà una vera e propria iniziativa “istituzionale il prossimo 10 febbraio. Il fatto più importante da mettere in evidenza è che la stessa Casapound ha esultato in maniera plateale una volta che è riuscita a portare dalla propria parte della barricata tutte quelle forze politiche, che almeno a parole si definiscono “democratiche“, durante lo svolgimento del primo consiglio municipale che si è tenuto dopo le elezioni di novembre.

I neofascisti si sono vantati di questo loro successo e si sono descritti come la nuova forza politica capace di cambiare il destino di questo paese. Chi scrive, però, pensa che Ostia abbia altro a cui pensare visti anche gli ultimi precedenti che l’hanno vista al centro di alcuni casi di cronaca e di malavita.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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