Italia: con l’anno nuovo ritornano a farsi sentire i neofascisti

L’anno nuovo è arrivato portando con sé molte speranze e auguri; purtroppo però anche i neofascisti continuano a farsi sentire come se nulla fosse. L’occasione per rialzare la voce è stato l’attentato dinamitardo verificatosi la mattina dello scorso 1 gennaio davanti alla libreria fiorentina “Il Bargello“, legata a Casapound.

Il negozio, si trova nel pieno centro città, fà riferimento alla organizzazione di estrema destra di Casapound. Gli stessi neofascisti d’altronde, poche ore dopo i fatti in cui è rimasto ferito un arteficiere che stava cercando di disinnescare l’ordigno, si sono fatti sentire tramite il responsabile fiorentino dell’organizzazione , Saverio Di Giulio.

” Dobbiamo avere il coraggio di iniziare a chiamare le cose col proprio nome” ha detto Di Giulio in una nota che poi ha concluso così:”Siamo di fronte ad un vero e proprio attentato terroristico che in niente come modalità e forma mentis si differenzia da quelli dell’Isis. Gli attentatori con un ordigno di quel tipo hanno accettato l’idea di poter colpire chiunque potesse casualmente passare da lì“. Anche il primo cittadino, Dario Nardella, ha voluto dire la sua sull’accaduto: ” I colpevoli devono essere presto assicurati alla giustizia, Firenze è città di pace e non è rappresentata da orrori di questo genere“.

Strano il fatto che a lanciare queste accuse sia un’organizzazione che si rifà ad una specifica ideologia, quella fascista, che, almeno nella XII disposizione finale della Costituzione Italiana, è vietata. Dagli stessi estremisti di destra è stato usato un termine specifico, quello di “terrorismo“, per descrivere quanto accaduto nel capoluogo toscano.

Anche qui fa abbastanza ridere che ad usarlo siano i neofascisti che, nel corso del XX secolo, hanno compiuto attentati ben più gravi che hanno causato centinaia di migliaia di morti: da ciò che è avvenuto a piazza Fontana a Milano il 12 dicembre 1969 fino a all’esplosione alla stazione centrale di Bologna il 2 agosto 1980. Ma anche negli ultimi anni questi neofascisti si sono resi protagonisti di atti infami ed hanno ucciso persone innocenti solamente perchè di diverso colore di pelle: ultimo avvenimento, in ordine cronologico, quello di Emmanuel Chidi Namdi il giovane nigeriano ucciso la scorsa estate a Fermo da un neofascista locale, dopo che quest’ultimo aveva insultato pesantemente la moglie di Emmanuel.

Il prossimo 7 gennaio cadrà il trentanovesimo anniversario dei fatti di Acca Larentia, famosa sezione del MSI di Roma. Anche per quest’anno, purtroppo, i neofascisti capitolini hanno indetto alcune eventi per ricordare quel fatto: probabilmente ancora una volta, come troppo spesso accaduto a Roma negli ultimi mesi, agli estremisti di destra verrà concesso di sfilare tra saluti romani e braccia tese come se nulla fosse.

Visto che le istituzioni non hanno detto niente su ciò ma si sono concentrate sull’attaccare solamente coloro che cercano di contrastare, in qualsiasi modo, questa ripresa neofascista, gli antifascisti si stanno organizzando per conto proprio. Sabato prossimo, 7 gennaio 2016, è stato indetto un presidio antifascista a Roma davanti la sede del comitato Alberone, non lontano dall’ex sezione del MSI di Acca Larentia, in via Appia Nuova 357. L’evento, indetto per contrastare la sfilata nera che percorrerà le vie della zona, partirà alle ore 16:30.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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