Ischia: ecco il G7 dei ministri degli interni. Appello alla mobilitazione

Si svolgerà dal 19 al 21 ottobre prossimi il G7 dei ministri degli interni ad Ischia. Ancora una volta, questa riunione tra i grandi, viene seguita da una forte repressione nel tentativo di mettere a tacere le varie voci discordanti del mondo attuale.

Ischia, lo ricordiamo, è stata colpita da un terremoto di magnitudo 4.0 la sera dello scorso 21 agosto. Nonostante la bassa intensità del sisma sono morte 2 persone e ben 39 sono rimaste ferite.

Inoltre, moltissimi edifici della zona hanno subito danni importanti visto che non tutte le norme di sicurezza erano state rispettate. Ad oggi, però, nonostante le belle promesse iniziali non è migliorata di molto la situazione sull’isola campana.

La sola cosa che pare interessare i piani alti è appunto il G7 dei ministri dell’interno che si terrà il prossimo fine settimana. A farla da padrone di casa sarà “l’italianissimo” ministro dell’Interno Marco Minniti che, da quando è entrato al Viminale,  ha attuato una serie di repressioni nei confronti delle classi sociali più povere.

Tale situazione, infatti, ha colpito migranti, attivisti e tutti coloro che cercano, in varie situazioni, di far sentire la loro voce di dissenso. Sono stati decisi vari decreti “ad hoc” fortemente repressivi. Non suona strano, per questo, che lo stesso Minniti sia stato fortemente acclamato durante il suo intervento ad “Atreju“,la festa nazionale dei giovani di “Fratelli d’Italia, a fine settembre.

Anche per questo ennesimo G7 comunque sono in programma una tre giorni di iniziative e manifestazioni per far sentire la propria voce di dissenso ai grandi della Terra. Di seguito riportiamo l’appello alla mobilitazione lanciato dalla varie entità sociali che si preparano a mobilitarsi durante la tre giorni del vertice:

NO al G7 del Razzismo, dei Muri e della Guerra ai Poveri. NO Decreti Minniti, No agli sgomberi e alla repressione sociale. Casa, Salute, Lavoro/Reddito, Libertà per tutte e tutti!!

Dieci anni di crisi economica e di governi dell’austerità hanno disintegrato quel che restava del welfare e affollato il gradino degli ultimi e dei penultimi nella gerarchia dell’ingiustizia sociale. Un disastro fatto di distruzione dei diritti e tagli sociali, di esproprio di democrazia e sudditanza alla furia liberista della BCE, che ha accresciuto a dismisura la forbice di ricchezza tra una minoranza di privilegiati e i tantissimi che stanno precipitando verso il basso. In questo quadro l’unica strategia perseguita dai governi e da quasi tutti i partiti è stata la costruzione del “nemico pubblico” per dirottare il malessere sociale nell’odio verso migranti e rom e più in generale verso i precari, i poveri e quanti non trovano posto in un controllo sociale fondato sull’esclusione. In pratica la repressione di tutti i soggetti che nelle città sono considerati “destabilizzanti” dell’ordine economico o estranei alle pretese del pensiero unico liberista, razzista e sessista. In particolare verso chi non si arrende e lotta, nei territori, nelle scuole e sui luoghi di lavoro, per difendere i propri diritti calpestati. Le leggi targate “Minniti” hanno rappresentato l’ultimo passo di questo governo per mettere al centro del dibattito pubblico le retoriche della sicurezza e invisibilizzare le grandi questioni sociali irrisolte dietro un regime di costante eccezionalità del diritto: dal “daspo urbano” all’arresto “differito”, dai tribunali speciali per i rifugiati alle direttive sugli sgomberi degli spazi autogestiti e delle occupazioni dei senzatetto. Un iter accompagnato in questi mesi da un’ondata nazionale di sgomberi violenti di persone in emergenza abitativa e spazi autogestiti e dai criminali accordi coi trafficanti e le milizie libiche che rischiano di consegnare decine di migliaia di rifugiati all’incombente minaccia della prigionia, della schiavitù, della tortura e della morte!

La resistenza degna dei cittadini eritrei dopo lo sgombero di piazza Indipendenza a Roma ha finalmente evidenziato a tutta l’opinione pubblica la brutalità di queste operazioni, taciute dai media e mistificate dal linguaggio burocratico. Espressioni come “decoro urbano” e “operazione di cleaning” usate istituzionalmente per qualificare queste misure repressive, codificano infatti un’idea sociale in cui i soggetti subalterni e le loro giuste istanze sono solo “macchie da cancellare”, negandogli il diritto stesso di esistenza, come ben rappresenta la costrizione alla clandestinità per i migranti o la cancellazione dei diritti di residenza per chi vive in emergenza abitativa.

Questo clima, insieme alle speculazioni sul diritto d’accoglienza, alle strumentalizzazioni elettorali e alle mistificazioni mediatiche, ha facilitato l’espandersi di pratiche e discorsi di fascistizzazione sociale e un tentativo di egemonia culturale delle destre costruito sul rancore e sulla guerra agli ultimi.
In questo scenario il 19 e 20 ottobre si terrà ad Ischia il G7 dei ministri dell’Interno, una nuova passerella dei potenti della terra che dopo il recente terremoto, su modello in scala di quanto accadde all’Aquila, sostituiscono con la vuota celebrazione di sé stessi le risorse mancate per la sicurezza ambientale dei territori, con una propaganda sempre più falsa e insopportabile. Sarà il G7 dell’agenda securitaria, il G7 del ministro Minniti, con all’ordine del giorno una “sicurezza” fatta di muri e filo spinato, di repressione e criminalizzazione degli esclusi, invece che di diritto all’abitare, al lavoro e al reddito, alla salute, allo studio e alle libertà civili. Tutto quello che fa una vita degna e che pure continua a trovare momenti di rivendicazione diffusi e plurali nei nostri territori. Le nostre città sono diventate infatti anche altro in questo lungo inverno della crisi, luoghi di resistenza e di mutualismo, di lotte, di solidarietà attiva ed autorganizzazione. Una partecipata assemblea il 15 settembre, dai movimenti per l’abitare agli spazi liberati, dalle realtà antirazziste a quelle studentesche, dai sindacati di base alle lotte dei precari e dei disoccupati, ha perciò lanciato l’appello a un percorso di iniziative condivise che attraverso una serie di tappe e di incontri arriverà alle giornate di mobilitazione dal 19 al 21 ottobre. Una grande mobilitazione che parta proprio dagli ultimi e dai penultimi nei gradini dell’ingiustizia sociale ma che coinvolga e parli a quant* rifiutano di soffocare in una società chiusa e rancorosa, desertificata e impaurita, militarizzata e priva di diritti, assediata dalle logiche della guerra infinita, interna e internazionale. Facciamo appello agli abitanti e alle realtà di base napoletane e campane, ad associazioni e movimenti in un percorso che vuole confrontarsi con le analoghe iniziative in costruzione nelle altre città per una efficace campagna nazionale. Vogliamo tutte e tutti lottare contro chi strumentalizza la precarietà e l’insicurezza sociale, chi promuove il razzismo e la repressione dei più deboli per nascondere il disastro provocato dalle politiche di austerità e dalle dittature finanziarie che oggi governano l’Europa. Contro “l’imbroglio securitario” scendiamo in piazza per riappropriarci del nostro futuro, perchè un altro mondo è necessario!

Per l’abrogazione dei decreti Minniti-Orlando e della legge Bossi-Fini

Per politiche sociali, dell’abitare, dell’accoglienza, del lavoro e del reddito che dal governo agli enti locali garantiscano a tutte e tutti uguaglianza, diritti e risposte concrete ai bisogni primari dei soggetti e dei territori

Per il riconoscimento del diritto d’asilo e contro gli accordi coi regimi sulla pelle dei rifugiati

Contro la distruzione del diritto di sciopero e per un’amnistia delle condanne legate alle lotte sociali.

LA TRE GIORNI DI MOBILITAZIONE:

Giovedi 19 ottobre:
“STOP G7 TUTT* A ISCHIA”
MOBILITAZIONE con appuntamento alle ore 9.00 in piazza Municipio

Venerdi 20 ottobre:

Assemblea Pubblica ore 16.00 aula Mura Greche:
“L’imbroglio securitario, le leggi Minniti, la guerra ai poveri e i diritti negati”
I temi del G7 di Ischia, le voci dei “Senza Voce”
CONCERTO ore 21.00 piazza del Gesù

Sabato 21 Ottobre:
“NAPOLI PER I DIRITTI SOCIALI CONTRO LE LEGGI MINNITI”
MANIFESTAZIONE partenza ore 16.00 Piazza Garibaldi”

 

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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