Intervista ai Malasuerte Fi Sud: la musica militante “made in Florence”

I Malasuerte Fi-Sud sono un gruppo musicale di Firenze formatosi nel settembre 1997 nel C.P.A. ( Centro Popolare Autogestito) della zona meridionale del capoluogo toscano. Le loro canzoni hanno trattato, da sempre, le tematiche dell’antifascismo, resistenza, solidarietà, lotta di classe, diritto al lavoro e alla casa.

Gli stessi Malasuerte non seguono un genere musicale unico e ben preciso ma cercano di fondere vari generi durante i loro movimentati live: dal punk allo ska fino al rock. Inoltre, nel corso di questi venti anni, hanno avuto il piacere di collaborare con importanti gruppi musicali sia internazionali che nostrani, ad esempio gli Skalariak o la Banda Bassotti, e di aprire alcuni live di gruppi quali i Punkreas.

Alcuni giorni fa abbiamo avuto il piacere di intervistare gli stessi Malasuerte Fi-Sud per farci raccontare meglio questa loro esperienza musicale che dura da vent’anni oramai. Inoltre abbiamo chiesto loro alcuni pareri sul mondo della militanza attuale.

1) Perchè avete deciso di dar vita ad un gruppo come i Malasuerte Fi-Sud?

” Alla fine degli anni ’90 c’era una scena molto ampia di gruppi che suonavano a Firenze. C’erano sale prove allestite in molti posti privati, case del popolo e centri sociali. Ai tempi l’avvicinamento alla musica era più mirato, era più facile avvicinarsi alla musica dietro un impegno sociale. Noi eravamo tutti militanti e frequentatori del Centro Popolare Autogestito a Firenze. Il cominciare a suonare per esternare i nostri ideali fu una normale conseguenza“.

2) Come mai avete scelto un nome del genere? Ci sta un qualche significato in particolare dietro? Siete nati 20 anni fa, nel settembre 1997. Ve lo aspettavate di arrivare ad un traguardo del genere?

” Il nome deriva da un viaggio in Guatemala del nostro primo batterista, è un semplice modo di commentare un triste fatto della vita: se la fortuna è cieca, la malasuerte ci vede benissimo. Cose appunto di 20 anni fa, quando cominciammo questa bella avventura. Sinceramente non ci eravamo prefissati nessun traguardo particolare da raggiungere, volevamo solo esternare le nostre idee, eravamo giovani, arrabbiati, impegnati. Il tempo alla fine è davvero volato, per fortuna fin dai primi live, nonostante suonassimo veramente MALE. La risposta del pubblico è stata da subito determinante. Il tempo ha confermato sempre di più questa calamita che abbiam per la gente. Ecco perché siamo arrivati a festeggiare 20 anni di fissa attività sui palchi di tutta Italia, senza nemmeno accorgercene. Ma di tempo ne è passato eccome“.

3) Siete tutti frequentatori del Centro Popolare Autogestito Firenze Sud. Qual’è, secondo voi, la situazione attuale degli spazi occupati in questo momento storico?

” Posti occupati oggi come oggi ce ne sono sempre meno. Si tende sempre più a volersi legalizzare. Quel che possiamo dire è che, secondo noi, i posti pubblici non utilizzati e lasciati alla totale incuria e al totale sbando è giusto che siano anche occupati illegalmente se l’occupazione porta dei benefici alla situazione che ha intorno e al quartiere. Quindi appoggiamo questo tipo di lotta. I posti occupati dove si svolge solo lavoro ludico con solo serate disco o solo concerti, almeno noi, non li associamo ai veri posti occupati: ai centri sociali dove comunque si fa politica e solidarietà“.

4) Qual’è il vostro rapporto con la città di Firenze?

 Abbiamo un bellissimo rapporto con la nostra Città. È con chi la gestisce che abbiam problemi. Con le politiche di svendita, affittasi, decoro vs degrado, sicurezza, case. Firenze è una città piccola, chi gestisce la nostra perla oggi si sente come se dovesse gestire un Bronx di New York. Vien fatto moralismo etico ma non battan ciglio ad affittare il ponte vecchio per cene private, ad esempio. Abbiamo tantissime case popolari vuote in attesa solo di esser acquistate da qualche brillante Albergo a 5 stelle, l’ennesimo. Si lamentano che a Firenze non ci son più fiorentini quando hanno tolto le case dal centro per farci solo, per l’appunto, hotel e vetrine. Noi amiamo la nostra Città, ma non questa. Noi siam legati alla vera Firenze, quella del bel fare, quella del bel vedere, del buon mangiare e del buon bere. Quella della resistenza partigiana“.

5) Avete dedicato una canzone alla squadra di calcio popolare dell’AC Lebowski. Come mai una scelta del genere? cosa rappresenta per voi il cosiddetto sport popolare?

” Da tanti anni seguiamo le gesta dell’allora AC Lebowski fino all’attuale Centro Storico Lebowski. Siamo soci e attivisti del progetto del CSL tutt’ora. L’idea dell’Inno per la società ci venne in mente per premiare l’abnegazione al progetto che già allora i giovani ragazzi del Lebowski avevano. Adesso quei giovani ragazzi son quasi tutti ometti e son tutti sempre li, ancora. Adesso il progetto di calcio alla portata di tutti, libero e gratuito si è ingigantito. È diventata una cosa importante e seguita, tanto da essere da esempio per altre realtà. Diventa quindi un progetto molto difficile da portare avanti e confermare. L’autofinanziamento in questi casi è un vero impegno sociale, e se ci riesci i risultati sono entusiasmanti, come lo e’ veder una partita del Lebowski in curva Moana Pozzi. Abbiamo una squadra in prima categoria, juniores, pulcini con scuola calcio, squadra femminile e una amatoriale. Tutto gratuito e autofinanziato. Un affiatato gruppo di tifosi, amici, genitori che sostengono il progetto…“.

6) Avete diviso il palco e avete collaborato con moltissime band musicali, sia italiane che straniere, molto apprezzate e conosciute. Come sono nate queste collaborazioni? Quale è stato il gruppo che vi ha sorpreso di più? Perhcè proprio questo?

Tutte le collaborazioni che abbiam avuto sono nate grazie ai nostri live. Non siamo mai stati “raccomandati” e tutto quel che abbiam fatto abbiam il merito, l’età e l’orgoglio di poter dire che è grazie alle nostre performance. Andiam molto d’accordo con la Banda Bassotti di Roma con la quale abbiamo diviso il palco e iniziative svariate volte. Veniamo contattati da molti artisti…anche non legati al nostro genere, per collaborazioni. Questo ci lusinga molto. Miglior segno di stima non c’è“.

7) Progetti o sogni per il futuro ne avete? Un saluto per i nostri lettori?

 Adesso stiamo preparando il nuovo disco che celebrerà i nostri primi 20 anni, se tutto procede come deve, dovrebbe uscire il prossimo autunno. Sarà anticipato da 2 singoli e altre belle sorprese. Succederà tutto a breve. Quindi terremo aggiornate tutte quelle persone che tutti i giorni ci chiedono news su questo ultimo lavoro. Nel frattempo ci vediamo nelle piazze!“.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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