Il tempo del disincanto. Un libro sul disincanto come metro lucido della realtà

Nelle librerie un nuovo libro per il mese di aprile: “Il tempo del disincanto”, scritto dal professore di Sociologia urbana, Massimo Ilardi.

“Pensare il presente attraverso solo categorie novecentesche è fuorviante, ma è questo che il pensiero storico ci ha abituato a fare. Ancorare il filtro di lettura al nostro mondo attuale, spesso indigesto e avvilente, può invece sembrare fallimentare, ma sono tante le prospettive che si aprono a partire da esso.

La retorica della fiducia, della ricerca della felicità, della solidarietà e della comunità come scopi della vita economica, politica, sociale e lavorativa non ha funzionato, se non come palliativo poco più che elettorale. Nonostante ciò, l’immaginazione ha sostituito la realtà in molti aspetti, usurpandone il ruolo e rimescolandone i confini ma senza mai porsi le domande giuste.

Riportare gli aspetti del vivere sociale – dal consumo al territorio, dalla periferia alla figura dell’intellettuale – con i piedi per terra e svuotarli di aspettative etiche o esistenziali può essere un primo passo per reinterpretare la realtà. «Amare la vita più del senso della vita». Attraverso Ivan Karamazov, Massimo Ilardi in questo agile saggio traccia una lucida e disincantata consapevolezza del tempo che viviamo, in cui la libertà abbandona i recinti ideologici per trasferirsi nei territori cittadini, negli spazi inevitabilmente politici che occupiamo qui e ora, nei conflitti innescati dal desiderio. Il disincanto, come categoria a-sistematica di pensiero, si rivela negli spazi pubblici e proprio nei luoghi (o non-luoghi) quotidiani acquista il suo senso interpretativo.

Il libro affronta alcune domande cruciali per il nostro presente: perché il disincanto è la tonalità emotiva più idonea per capire i meccanismi di una società del consumo e per difendersi dalle sue fantasticherie? Come può aiutare ad abbattere i pregiudizi morali, storici e politici che rendono opachi il ruolo del consumo e le sue forti potenzialità di cambiamento e di condizionamento del sistema di mercato? Qual è il rapporto tra disincanto e politica? Ma soprattutto, quali strumenti di conoscenza della realtà il disincanto mette all’opera?

Le risposte costituiscono il filo conduttore di questo scritto. Non un discorso sulla natura del disincanto, dunque, ma un tentativo di usare il disincanto come chiave di lettura del presente e delle sue trasformazioni. Libertà, consumo, politica, conflitto: sono i temi analizzati con radicalità per scardinare vecchie tradizioni di pensiero e nuove ideologie.”

Massimo Ilardi ha insegnato Sociologia urbana presso la Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno (Università di Camerino). Ha diretto le riviste “Gomorra” e “Outlet”. Tra i suoi libri, Il tramonto dei luoghi (2007), Il potere delle minoranze (2010), La casa di Trastevere (2014) e Breve dizionario dell’ideologia italiana (a cura di, 2014).

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