Il Governo verde-oro e l’antirazzismo

Sono bastati circa 2 mesi di governo verde-oro (Movimento 5 Stelle e Lega), per far emergere un’Italia nuova, un’italianità latente, che non riusciva, appunto, ad emergere, o meglio, a riemergere. Sembra essersi spostato l’asse della ragione, ed anche il terreno sul quale discutere, almeno per chi dovrebbe agire in nome e per conto dei cittadini, e cioè i parlamentari eletti, i quali hanno scambiato il web per il Parlamento e per la sacca nella quale vomitare, senza alcuna conseguenza, tutto ciò che gli passa per la testa.

La mancanza di conseguenze di cui sopra, è data da un primo fattore inquietante, e cioè, quello di un Pd ormai definitivamente scomparso nelle proprie incoerenze, e quindi la mancanza di un’opposizione parlamentare, che abbia le capacità, ma soprattutto la credibilità, in chi non vede di buon occhio il governo verde-oro. Ciò non fa altro che garantire una maggiore longevità all’attuale Governo, che, nonostante tantissime assurdità, continua a raccogliere voti e far riemergere un pensiero unico, che ovatta quelle poche voci critiche, che molte volte fluttua via web e non esiste nel mondo reale, ma è proprio quella la forza nel far riemergere quel pensiero italico latente.

Chi e cosa può opporsi a questo Governo ed alla forza che acquisisce ogni giorno che passa, in assenza di un’opposizione parlamentare credibile? E soprattutto, come mai acquisisce sempre più forza e consensi?

Alla prima domanda, molti ci si chiedono se un’opposizione sociale, cosiddetta extraparlamentare, possa fungere da opposizione? Non penso che quest’ultima possa realmente delegittimare l’attuale Governo, ma sicuramente può lavorare “dal basso” per, quantomeno, far emergere le bestialità che il governo verde-oro sputa di giorno in giorno, cercando di lavorare nelle sacche che sono state mangiate da chi, oggi continua a buttare benzina sul fuoco, cercando di dividere la popolazione tra buoni e cattivi, tra bianchi e neri, ed addirittura tra vaccinati e non. Creare nelle scuole classi per i bambini vaccinati e per quelli non vaccinati, per far sì, che poi, un giorno non molto lontano si possa legittimare, magari, anche la divisione nelle classi tra bambini italiani e non.

Alla seconda domanda, forse, per capire cosa sta succedendo, bisogna rivolgersi al web. Infatti, altro aspetto fondamentale è il lavoro certosino che le due forze che hanno composto il Governo, fanno tramite il web, con la coercizione degli adepti storici e l’acquisizione dei nuovi adepti e, soprattutto con il lavoro di delegittimazione, attacco e addirittura bannando chi porta avanti un pensiero democratico, antirazzista ed antifascista. Forse, da parte della opposizione, che sia essa extraparlamentare e non, si sta commettendo l’errore di sottovalutare quella che è l’importanza del web, e quindi, si lascia campo libero a chi vomita i propri sentimenti sui vari social network, ma anche semplicemente nei commenti agli articoli dei maggiori quotidiani online.

Ma allo stesso tempo, se il web rappresenta una fetta importante di consensi, in quanto chi esprime il pensiero italico latente si sente protetto, in quanto può diventare invisibile quando vuole, dall’altro lato, bisogna capire come mai, sia il Movimento 5 Stelle che la Lega (purtroppo anche al Sud Italia), riescono a riempire le piazze. Forse, in questi ultimi anni sono stati gli unici ambiziosi che hanno lavorato anche nei territori, per capire il sentore della gente, per poi sfruttarlo ed indirizzarlo a loro piacimento? Tutte domande che non avranno risposta in questo articolo, il cui intento è solo quello riflessivo, per cercare di capire, come mai stia riemergendo quell’Italia lì, quella razzista, fascista e, di conseguenza, poco colta. Un’Italia che può “permettersi” il lusso di vantare tra le fila governative un Ministro degli Interni, Matteo Salvini, che se prima giocava con l’odio nei confronti dei cosiddetti Terroni, oggi può permettersi di spostare il mirino sugli immigrati e che, appunto, sputa dai social, ogni giorno parole di odio e divisione. O ancora, un Ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, che vuole abrogare la Legge Mancino, e riconoscere come famiglia solo quella eterosessuale, che sputa la sua idea sui vaccini come se fosse un gioco di numeri: “Forse dieci vaccini sono troppi, ma non sono un medico”.

Un’italia dove ormai sono sempre più frequenti due citazioni, o meglio, motti: “Italia agli italiani”, per legittimare il razzismo, e “Buonisti”, per delegittimare l’antirazzismo e l’antifascismo. Lo so, molti ancora vogliono delegittimare le parole razzismo e antifascismo, affermando che “non si tratta di razzismo ma…” e poi non riescono mai a spiegare cosa vogliano dire, oppure che “ormai il fascismo e l’antifascismo sono categorie superate”, proprio su quest’ultima affermazione, spesso, il Movimento 5 Stelle, ha basato il proprio mancato schierarsi in merito a determinate tematiche. Intanto, alla faccia delle vecchie categorie, ci troviamo le città intrise di fascismo, sedi che spuntano come funghi dei vari partitini politici che non fanno nulla per nascondere il proprio nazi-fascismo (Forza Nuova e CasaPound) e che partecipano alla bagarre elettorale. Ci ritroviamo circondati da potenziali assassini che alla vista del “negro” drizzano le orecchie e le braccia per poi picchiare, perché “sei diverso” perché “rubi il lavoro” perché “non rispetti la nostra cultura”(vedi gli attacchi razzisti di Napoli e di Palermo, solo gli ultimi a livello temporale, mappa degli attacchi razzisti).

Attenzione, essere antirazzisti non vuol dire difendere qualcuno di un’etnia, religione o cultura diversa, a prescindere, a spada tratta, come spesso si vuole far creder e proprio come  viene fatto da parte di chi è portatore del motto “Italia agli italiani”; antirazzismo vuol dire opposizione alle discriminazioni razziali, quindi a quelle discriminazioni basate sulla presunta “razza” di appartenenza, quindi, difesa dei diritti dell’essere umano in quanto tale, che sia esso nero, giallo, rosso, ed anche verde-oro. Antirazzismo vuol dire schierarsi contro chi, anche sul web, sputa il proprio odio anche nei confronti di 12 migranti morti a seguito di un incidente stradale al ritorno dai campi in cui vengono tenuti in schiavitù, antirazzismo vuol dire non girarsi dall’altra parte quando si assiste ad una prepotenza solo perché chi sta abusando ritiene di appartenere ad una razza superiore, antirazzismo vuol dire anche non permettere a nessuno di creare delle categorie, delegittimando l’essere umano, che sia sul web o per strada.

A prescindere dalla Lega, dal Movimento a 5 Stelle, dal Pd o da qualsiasi altro partito che ha l’ambizione di governare questo Paese, l’antirazzismo dovrebbe essere un principio cardine di chi ha tale ambizione e della popolazione di un Paese che si autodefinisce democratico.

Laureato in giurisprudenza, giornalista pubblicista, Co-fondatore e Direttore responsabile di Oltremedia. Il giornalismo lo intendo a 360°: video,montaggio,foto,scrittura.

nicola.gesualdo@oltremedianews.it

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