Guerra: giornata di mobilitazione contro i vari conflitti mondiali

Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio 1991 gli Stati Uniti d’America, per volere dell’allora presidente Bush senior, iniziavano a bombardare l’Iraq durante il conflitto conosciuto come Prima Guerra del Golfo. Sabato prossimo, 16 gennaio 2016, in occasione del venticinquesimo anniversario di quei fatti si svolgeranno due importanti manifestazioni, a Roma e Milano, per chiedere la fine di ogni conflitto e il ritiro delle truppe italiane da ogni zona di guerra.

Da quella sera di gennaio di 25 anni fa, la belligeranza viene vista come il miglior mezzo per risolvere qualsiasi inconveniente si venga a creare in ogni parte del globo. Ma questo mezzo non si è rivelato sempre il più utile e, soprattutto, non ha portato ad una soluzione dei problemi ogni volta che si è deciso di intervenire militarmente; basti pensare a ciò che è successo in Libia nel 2011, solo per fare un esempio: un paese controllato, è vero, da un dittatore quale Gheddafi che però, dopo i bombardamenti francesi e americani, è sprofondato nel caos più totale e in una sanguinosa guerra civile che, almeno fino ad oggi, non ha visto aprirsi alcun margine di trattative.

Negli ultimi anni varie guerre sono iniziate con l’intento di portare democrazia dove, almeno secondo gli occidentali, non ve ne era. Questa decisione, però, si è rivelata, molte volte, un vero fallimento: la situazione attuale in Iraq e Afghanistan dovrebbe farci riflettere. In alcuni casi addirittura l’intervento militarizzato occidentale non ha fatto altro che far scoppiare nuovi conflitti e nuove coalizioni che, con il passare del tempo, hanno esteso il loro raggio di azione e oggigiorno sono tornate a minacciare l’Occidente con ancor più forza di prima, un esempio su tutti può essere quello dell’Isis.

Anche le varie guerre interne o civili, nel mondo attuale, sono numerose; ma poichè coinvolgono, nella maggior parte dei casi, paesi del cosiddetto ” Terzo Mondo, nessuno se ne occupa a dovere. Anche queste “guerre intestine” però interessano noi occidentali molto più da vicino di quanto si pensi: ad esempio una delle cause che spinge milioni di persone a emigrare dalla propria terra natale è, appunto, lo svolgersi di un conflitto, in alcuni casi ultra-decennale.

Con questa giornata di mobilitazione, che vedrà partire due cortei alle ore 15: uno da Piazza Esquilino a Roma e l’altro da Piazza San Babila a Milano, si chiede che vengano attuati anche altri interventi che non prevedano per forza l’uso delle armi. Molte volte, è vero, si è cercato di trovare una soluzione pacifica ma con scarso interesse perchè si optava, fin dall’inizio, per un conflitto armato.

Vari pullman da tutta Italia sono stati organizzati con destinazione Roma o Milano.

 

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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