Grecia: domenica il popolo ellenico torna alle urne

Domenica prossima, 20 settembre 2015, in Grecia si tornerà nuovamente a votare. Dopo l’ultima tornata elettorale, svoltasi lo scorso 25 gennaio, e il referendum del 5 luglio, i greci dovranno eleggere un nuovo parlamento dopo le dimissioni annunciate dal premier Alexis Tsipras nella serata del 20 agosto scorso.

Questa scelta è stata presa dal leader di Syriza per mettere a tacere i vari dissidenti interni al partito che lo accusavano di aver tradito il volere degli elettori. Tali accuse erano iniziate quando lo stesso Tsipras, nonostante il popolo greco avesse rifiutato in blocco il piano di aiuti europei presentato da Bruxelles col referendum del 5 luglio, aveva accettato i diktat della Comunità Europea per ricevere la terza tranche di aiuti economici ed evitare il default.

Non è stato un percorso facile quello che ha dovuto affrontare il leader di Syriza subito dopo la vittoria alle elezioni di fine gennaio. Presentatosi come un vero e proprio difensore dei diritti del popolo greco, si è dovuto scontrare con la tenace fermezza di Bruxelles che aveva come unico scopo quello di far rispettare i parametri economici ad ogni componente dell’Unione Europea. Il fatto che una parte della popolazione ellenica non riuscisse neanche a comprarsi le medicine non importava, e non importa tuttora, a nessuno.

Proprio all’apice della popolarità, vale a dire immediatamente dopo la vittoria del NO al referendum del 5 luglio, sono iniziati i veri problemi per il premier greco che lo hanno portato alle dimissioni a fine agosto.

Tsipras si è mostrato un pò troppo sicuro della vittoria in questa nuova tornata elettorale; purtroppo, però, gli ultimi sondaggi non gli stanno dando ragione. L’ultima indagine, a pochissimi giorni dal voto, danno un vero e proprio testa a testa tra Syriza e il partito conservatore di Nea Demokratia che, prima dell’affermazione di Tsipras a gennaio, era il partito egemone del panorama politico greco.

Addirittura,alcuni esperti, danno la stessa Nea Demokratia in vantaggio, seppur con uno scarto minimo pari allo 0,5%. Non si capisce neanche quale percentuale prenderanno i neo-nazisti di Alba Dorata; di certo, una loro importante affermazione renderebbe ancora più difficile una situazione già di per sé molto complicata.

Ieri sera, durante la manifestazione di chiusura della campagna elettorale ad Atene, il leader del partito conservatore greco, Evangelis Meimarakis, ha detto: ” Basta con gli esperimenti di Alexis Tsipras. La Grecia ha bisogno di stabilità“. Vedremo quale sarà la replica, nel comizio finale di stasera, del leader di Syriza.

Se tali previsioni di incertezza venissero confermate si andrebbe a creare, quasi sicuramente, un cosiddetto “governo di larghe intese” dove i due partiti principali sarebbero alleati per promulgare le varie legge “lacrime e sangue” chieste da Bruxelles.

Tali leggi di austerità prevedono, tra l’altro, la privatizzazione di alcuni importanti simboli del paese ellenico: uno su tutti, il Porto del Pireo da molti considerato la vera e propria “porta dell’Europa” sul Mediterraneo orientale.

Comunque vadano queste elezioni, chi sarà eletto dovrà trovare al più presto una soluzione per risolvere questa situazione che, nonostante tutto, risulta ancora insostenibile per la maggior parte dei greci.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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