G7 Ambiente: chiusura con molte parole e poche sicurezze

Si è chiuso poche ore fa, con la conferenza stampa del ministro dell’Ambiente Galletti, il vertice del G7 sull’ambiente a Bologna. Proprio mentre il capoluogo emiliano, come buona parte del Belpaese, si appresta ad affrontare la prima ondata di calore dell’estate 2017, i grandi della Terra si riunivano per cercare di trovare una soluzione e per fare il punto sulla situazione climatica mondiale.

Un G7 dell’ambiente che passerà alla storia perchè è stato il primo dopo lo strappo sull’accordo di Parigi annunciato dal presidente americano Donald Trump pochi giorni fa dal giardino della Casa Bianca. Secondo Trump gli Stati Uniti non dovranno rispettare i precari accordi presi nella capitale francese a dicembre 2015 perchè, prima di tutto, si devono salvare i posti di lavori di milioni di americani che hanno la propria occupazione in un ambito legato al mondo dei combustibili fossili.

Per questa sua decisione Trump è stato criticato duramente, non solo a livello internazionale, ma anche “dall’interno. Sono state infatti molte le città americane, tra cui New York e Los Angeles, o alcuni dei più importanti stati USA, in primis la California, che hanno detto che nonostante le parole dell’inquilino della Casa Bianca vogliono portare avanti un processo che rispecchia a 360 gradi gli accordi di Parigi.

A Bologna, tutto questo, ha avuto i suoi effetti sul vertice del G7. Infatti, il direttore dell’agenzia americana per l’ambiente, Scott Pruitt, ha fatto una rapida sortita nel capoluogo emiliano ma, nonostante ciò,ha firmato l’intesa finale del vertice. Tutto ciò che è accaduto non ha fermato gli altri paesi presenti al G7 che hanno detto che faranno di tutto per portare avanti, nel miglior modo possibile, politiche ambientali a livello mondiale che rispettino a pieno gli accordi del Cop21.

Ancora una volta, però, sono molti i dubbi che avvolgono quello che avverrà dopo le strette di mano, le foto ricordo e le promesse fatte a Bologna. Tutto questo perchè sappiamo bene che i vari G7 svoltisi fin qui sono partiti con le migliori intenzioni ma non hanno portato a grossi risultati fino a questo momento.

Nella dichiarazione finale, il ministro Galletti, ha affermato che “ l’Accordo di Parigi rimane l’unico strumento possibile per combattere i cambiamenti climatici, ogni opzione diversa per noi è esclusa“. Tutto questo è stato deciso in un vertice dove, sempre secondo le parole del ministro dell’ambiente italiano, si è cercato di trovare una soluzione “all’insegna del dialogo, dove sono stati costruiti ponti e non muri».

Nel documento finale, si specifica che si farà di tutto per “porre fine entro il 2025 dei sussidi ai combustibili fossili “inefficienti” e in generale ai sussidi dannosi per l’ambiente, sul varare riforme fiscali in senso ecologico e sul cogliere le opportunità  della transizione energetica anche in termini di occupazione, attutendone l’impatto sociale: è quello che chiede anche il Wwf, con tante organizzazioni sindacali, ambientali e di sviluppo, parlando di ‘transizione giusta’ “.

Parole, parole e parole……adesso vogliamo dei fatti.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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