G20: repressione in atto ad Amburgo in vista della riunione dei grandi della Terra

Ci risiamo, il 7 e l’8 luglio prossimi si svolgerà l’ennesima “riunione dei grandi della Terra“. Questo evento sarà ancora più importante per due ragioni: la prima è che è un summit del G20 e, di conseguenza, riunisce i 20 paesi più industrializzati del mondo, per essere precisi gli stati presenti saranno 19 più un rappresentante dell’Unione Europea. Lo scopo, manco a dirlo, è sempre quello: discutere dei vari problemi globali e cercare di trovare una soluzione ad essi.

La seconda è la scelta della sede per questa dodicesima edizione del G20: la città tedesca di Amburgo, da sempre una delle più ribelli dell’intera Germania. Se poi ci mettiamo che il luogo del summit si troverà poco distante da una delle zone più militanti dell’ex città anseatica, il quartiere portuale di St. Pauli, ecco che l’evento assume un significato ancora più particolare.

Si preannuncia un G20 carico di tensioni tra i partecipanti che, dopo l’incontro di fine maggio a Taormina, si sono salutati con più di un punto in sospeso: vedasi, ad esempio, il gelo finale tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente americano Donald Trump. Al netto dei fatto, però, anche questa riunione in terra tedesca ci viene presentata come un’ottima occasione per ridurre gli squilibri che, ancora oggi, affliggono il globo sotto numerosi punti di vista facendo sì che ci siano paesi di prima e paesi di seconda fascia.

Nonostante la situazione, che molto probabilmente porterà alle solite e semplici strette di mano e foto di gruppo finali, ed a ben pochi risultati concreti, le attenzioni dei media sono concentrate sul solo “contro-vertice” che, nelle stesse ore, si terrà nella cittadina del nord della Germania. Proprio in quelle ore, infatti, si sono date appuntamento numerose persone, provenienti da molteplici paesi europei, che cercheranno di far sentire la loro voce di dissenso verso certe politiche che finora non hanno portato alcun beneficio alle classi medio-basse della società globale.

Tale contro-vertice, intitolato “Welcome to Hell- International Days of Action, ha già messo in allarme non solo la polizia di Amburgo ma dell’intera Germania la quale dal canto suo, come avvenuto in passato per eventi del genere, sta facendo di tutto per impedire l’arrivo dei manifestanti nella zona. Nei giorni scorsi, infatti, ci sono giunte notizie che libertà politiche e civili basilari, prima fra tutte il semplice diritto a manifestare, verranno negate nei giorni del G20 tedesco per permettere ai grandi della Terra di sfilare indisturbati e di prendere accordi nella più totale tranquillità e senza alcun tipo di “fastidio“.

images

Per arrivare a ciò si è optato di pianificare una vera e propria “sospensione dei diritti democratici e delle libertà civili ad Amburgo. Alcune zone della città stanno venendo letteralmente ghettizzate, per rendere difficile a chiunque anche il semplice transito; inoltre, anche in questa occasione, è stato sospeso, proprio in quei giorni, l’Accordo di Schengen: il trattato che permette a tutti i cittadini del Vecchio Continente di muoversi liberamente entro i confini dell’UE.

Le stesse migliaia di persone che si apprestano a raggiungere Amburgo, per cercare di arrivare ad un “altro mondo possibile“, vengono tutte etichettate come pericolosi black-bloc pronti a tutto pur di arrivare allo scontro con i numerosi poliziotti che presidieranno la zona rossa durante i giorni del vertice del G20. Tutto questo fa tornare alla mente il clima creato “ad hoc” prima del corteo contro l’anniversario dei Trattati di Roma del 25 marzo scorso o contro il G7 di Taormina di fine maggio.

Anche in quelle occasioni ci si aspettava la solita discesa dei barbari che volevano solamente devastare i luoghi scelti per ospitare eventi internazionali di questo calibro. Tutti, alla fine, abbiamo visto come è andata a finire: i cortei si sono svolti nel massimo della tranquillità e se vi è stato contatto tra polizia e manifestanti non è stata certo colpa di questi ultimi, ci si ricordi di cosa accadde a Roma all’altezza di piazza di Bocca della Verità.

Questa volta però, fanno sapere dai piani alti, la situazione è diversa, perchè il G20 si tiene in una città che, da parecchi anni, come detto prima, rappresenta l’anima ribelle della Germania e che ha creato sempre problemi, sotto determinati punti di vista, al governo di Berlino. Insomma il rischio che si verifichino scontri tra manifestanti e polizia, almeno stando alle parole dell’intelligence tedesca, è molto più alto rispetto che agli altri vertici.

Per farvi capire l’aria che tira, a pochi giorni dall’apertura ufficiale del vertice del G20 2017 ad Amburgo pubblichiamo il comunicato stampa, uscito pochi giorni fa, del Coordinamento Internazionale NoG20:

noG20

Da attivisti internazionali che si preparano a raggiungere Amburgo per le manifestazioni contro il vertice del G20 a luglio, facciamo appello alla difesa delle liberà civili e politiche basilari che stanno ora venendo negate: il diritto di manifestare, la libertà di assemblea, la libertà di movimento. Nella nostra lettera aperta del 17 maggio alla popolazione di Amburgo (http://g20-protest.info/category/general-information/open-letter-to-hamburg/) abbiamo ribadito che sosteniamo valori condivisi anche da molte persone di Amburgo: democrazia e diritti umani, sostenibilità ecologica e pace, opposizione all’austerità ed al neoliberalismo, rifiuto del razzismo e del sessismo. Trump e Putin, Erdogan e Xi, Merkel e Macron, Modi e Zuma, Temer e Macri, May e re Salman non ci rappresentano – ed il mondo che vogliono arriva a nostre spese. 

Registriamo con preoccupazione la diffusa sospensione dei diritti democratici e delle libertà civili pianificata per il vertice del G20. Vediamo che le manifestazioni stanno già venendo impedite in alcune zone di Amburgo prima del vertice, mentre la libera circolazione entro l’UE (l’accordo di Schengen) è stato sospeso. Il diritto di assemblea è stato già sospeso per un’enorme fetta della regione di Amburgo per i due giorni del vertice. Chi sperava di campeggiare ad Amburgo è dovuto andare in tribunale per garantirsi il diritto di farlo – solo per vedere questo diritto soppresso de facto dalla cosidetta zona blu. Nel frattempo le dichiarazioni del governo cittadino sull’intenzione di proteggere il diritto di manifestare viene contraddetto dalla sua scelta di un dirigente di polizia aggressivo, noto per esacerbare simili eventi. 

C’è un motivo semplice per tutto ciò: le politiche del G20 sono ripugnanti per la larga maggioranza della popolazione di Amburgo e tedesca, proprio come lo sono per le persone in altre parti d’Europa e del mondo. In Russia e in USA, in Turchia e Cina, in India e Brasile, vediamo un autoritarismo muoversi per prevenire qualsiasi espressione di resistenza popolare al proprio potere. Ma anche nell’UE, vediamo trattati come il CETA ed il TTIP venire approvati a porte chiuse laddove non hanno mandato democratico e venire difesi esattamente con questi mezzi. Mentre scriviamo, gli USA e l’UE stanno vergognosamente portando avanti il loro programma di libero scambio nonostante l’enorme pressione “dal basso”. Le elite neoliberali in Europa – non importa se in Germania, in Francia o in Gran Bretagna – 
stanno continuando il loro “quieto vivere” di sistematica negazione di fondamentali diritti sociali e civili ai cittadini, di smantellamento ulteriore di strutture sociali e di welfare e di proposta della logica mortale della “sopravvivenza del più forte”. 

Le politiche del neoliberalismo e della guerra si decidono nel cuore delle nostre città, sigillate ai cittadini, protetti da una forza di polizia militarizzata e rinforzate dalla sospensione dei diritti politici. Questo arresto della democrazia ha un solo scopo: difendere l’indifendibile. 

Le nostre manifestazioni parlano per e di un mondo diverso: Uno, che non sia guidato dalle logiche del razzismo, della misoginia, dell’omofobia e della paura della differenza, un mondo che prenda sul serio gli enormi cambiamenti climatici prodotti dall’azione umana e che accolga i bisogni sanitari, formativi e sociali di oggi. Respingiamo un mondo in cui una scarpa da tennis possa attraversare il Mediterraneo mentre le persone annegano. Parliamo per diverse città: Città che non siano svuotate dalla speculazione immobiliare e dalle privatizzazione dei servizi pubblici, città che siano vivaci e variegate in cui le persone possano dissentire liberamente ed esprimere le loro speranze di un mondo migliore, città come l’Amburgo che conosciamo ed amiamo. 

Se vogliono una zona libera dalla democrazia ad Amburgo, noi vogliamo un’Amburgo libera dal G20. Il governo cittadino di Amburgo ed il governo nazionale tedesco stanno sospendendo le vite quotidiane delle persone per consentire una processione di corrotti e tiranni, e di risparmiar loro l’imbarazzo di vedere la gente di Amburgo e del mondo di dissentire da loro. 

Chiediamo la fine della sospensione della libertà politica: la “zona blu” che impedisce il diritto a manifestare, i controlli alle frontiere che impediscono la libera circolazione, i tentativi di bloccare il diritto a riunirsi. Celebriamo la tradizione di tolleranza e diversità, democrazia e dissenso di Amburgo. Se il G20 vuole un pianeta avvolto da recinti e filo spinato, noi vogliamo un mondo di solidarietà senza frontiere. 

27 giugno, 2017 

per il coordinamento internazionale No-G20“.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

Add your comment

XHTML : You may use these tags : <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled website. To get your own globally-recognized avatar, please register at Gravatar.com