Francia: la violenza smisurata delle forze dell’ordine

La Francia, da circa due mesi e mezzo oramai, è teatro di scontri quotidiani tra i favorevoli e i contrari all’approvazione della Loi Travail. La famosa riforma del lavoro infatti, da noi in Italia passata con il nome di “Jobs Act“, è uno dei punti fermi su cui il premier socialista Manuel Valls si sta giocando la sua credibilità politica.

Purtroppo, negli ultimi tempi, arrivano sempre più notizie riguardanti vere e proprie violenze da parte delle forze dell’ordine d’oltralpe nei confronti delle migliaia di persone che quotidianamente scendono in piazza per salvaguardare i propri diritti. Tutto questo, però, viene sistematicamente snobbato dalle forze politiche del governo di Parigi che, anzi, continuano a dare carta bianca alla gendarmerie locale che, così, può proseguire indisturbata il suo “compito di soppressione.

Ben più di una voce si è sollevata negli ultimi tempi per richiedere di far maggiore chiarezza sull’estrema violenza adottata dai poliziotti, durante i cortei che attraversano numerose città della Francia, senza un vero e proprio perchè. L’ultimo caso, in ordine cronologico, riguarda un giovane di 28 anni che, dallo scorso 26 maggio, si trova in stato di coma celebrale dopo essere stato colpito da una cosiddetta bomba di alleggerimento che ne ha provocato lo sfondamento della calotta cranica ed un conseguente edema celebrale.

Di pochi giorni fa, invece, è una notizia, arrivata da Rennes, che ci racconta che ad essere presi di mira dalle cariche e dai manganelli della polizia sono stati alcuni giornalisti presenti al corteo che si è tenuto nella cittadina della Francia nord-occidentale. Oltre a ferire gravemente i reporter, le forze di polizia non hanno esitato a danneggiare le macchine fotografiche e le cineprese con cui i giornalisti stavano riprendendo le cariche dei celerini partite senza un vero motivo visto che, da parte dei manifestanti, non vi era stato alcun atto di provocazione.

Insomma, oltre a non far nulla per cercare di fermare tali violenze, sembra proprio che chi di dovere faccia di tutto per nascondere i veri fatti e i tanti punti oscuri che troppo spesso vedono protagonisti quei poliziotti che, in teoria, dovrebbero garantire la sicurezza di chi scende in piazza. Di sicuro si tratta dell’ennesimo scivolone del paese che, tra pochi giorni, ospiterà la partita inaugurale dei campionati europei di calcio di Francia 2016.

Non è tutto però. Infatti, con l’inizio della kermesse calcistica e con le proteste riguardanti la riforma del lavoro ancora in atto, l’Eliseo ha fatto sapere che il numero delle forze dell’ordine presenti nelle strade, già aumentato spropositatamente dopo gli attacchi terroristici a Parigi lo scorso novembre, salirà ancora.

Tutto questo avverrà, secondo le parole del presidente Hollande e dello stesso Valls, per garantire quella “sicurezza nazionale” che è diventata una dei punti fermi della politica francese.

Ciò che sta accadendo in Francia, anche se non viene raccontato quasi mai da nessun media italiano, ricorda molto quello che avvenne in Italia nel luglio 2001 durante lo svolgimento del G8 di Genova. In quei caldi giorni, infatti, vi furono migliaia di episodi di violenza insensata che videro protagonisti moltissimi appartenenti alle forze dell’ordine del Belpaese.

In quell’occasione purtroppo, come tutti ricordano, ci scappò pure un morto e si registrarono tragici eventi come l’irruzione della polizia nella scuola Diaz o i fatti avvenuti nella caserma di Bolzaneto. Anche allora in Italia, come oggi in Francia, si tentò in tutti i modi di mettere in secondo piano quei fatti e di non far passare alcuna informazione al riguardo.

Gli stessi poliziotti presenti a Genova, coperti in ogni modo e ad ogni costo da numerosi politici italiani, non subirono alcun tipo di processo per ciò che accadde nel capoluogo ligure, anzi. Per molti di loro, il G8 di Genova, fu un vero  e proprio trampolino di lancio di una carriera che, col passare degli anni, gli permise di arrivare ai più alti gradi possibili. Un esempio che può essere fatto è quello di Giovanni De Gennaro: l’allora capo della polizia, accusato di falsa testimonianza nel processo riguardante i fatti della Diaz, oggigiorno è diventato presidente di Finmeccaninca dopo essere stato sottosegretario di stato delegato per la sicurezza della Repubblica durante il governo di Mario Monti.

Sembra proprio che, anche in Francia, i poliziotti vengano difesi a prescindere senza una vera e reale motivazione. Speriamo che, almeno a Parigi, ciò che sta avvenendo in questi giorni non possa essere usato come “motivo di vanto” da chi di dovere e non diventi la causa principale di una scalata sociale come avvenuto in Italia dopo il G8 di Genova del 2001.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

Add your comment

XHTML : You may use these tags : <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled website. To get your own globally-recognized avatar, please register at Gravatar.com