Francia: continuano le proteste contro la ” Loi Travail”

Continuano le proteste dei lavoratori in Francia contro il Jobs Act d’oltralpe, conosciuto col nome di “Loi Travail“. Una riforma del lavoro che il governo centrale di stampo socialista, guidato da Manuel Valls, vuole approvare nel minor tempo possibile.

Dopo mesi di dibattiti, assemblee e confronti avvenuti in Place de la Republique su questa legge, che stando agli ultimi sondaggi non è ben accetta da 7 francesi su 10, il più grande sindacato di sinistra del paese, il CGT (Confédération Générale du Travail), è passato ad una vera e propria “azione sul campo“. Infatti, nelle ultime ore, moltissimi lavoratori hanno occupato numerose raffinerie; in più è stato annunciato il blocco di altri importanti centri di produzione del paese, come le centrali nucleari.

Tutto ciò ha fatto sì che si creasse il panico tra numerosi consumatori, i quali si sono recati nelle poche pompe di benzina ancora aperte, 4 mila sulle 12 mila presenti sull’intero territorio nazionale, per rifornirsi di gasolio. Tutto ciò ha fatto sì che si creassero lunghissime code davanti ai distributori che hanno riportato le lancette indietro nel tempo fino a far sembrare la situazione molto simile a quella venutasi a creare durante la crisi petrolifera del 1973.

Il governo centrale non ha esitato a rassicurare i francesi dicendo loro che le scorte di oro nero garantiscono una autonomia e un’auto-sufficienza che, ad oggi, supera i 100 giorni. Contemporaneamente, però, ha autorizzato l’Ufip (Unione Francese delle Industrie Petrolifere) ad attingere alle riserve petrolifere francesi considerate “strategiche“.

La scelta del blocco delle raffinerie è stata presa dalla stessa CGT, a cui si sono unite numerose altre sigle sindacali minori dell’intera Francia, perchè, secondo le parole dei rappresentanti del sindacato, con l’approvazione del Jobs Act vi è il rischio concreto di un vero e proprio “ritorno al passato. Tale riforma, infatti,  leva tutte quelle garanzie sociali ai lavoratori che in questo modo si ritroverebbero senza nessuna solida base su cui costruire il proprio futuro.

La Loi Travail è una legge fortemente voluta dal Governo centrale a Parigi perchè così, almeno stando alle parole dei rappresentanti politici locali, si terrebbe il passo degli altri paesi dell’Unione Europea. Purtroppo alcuni mesi fa una legge simile è stata approvata proprio in Italia, il Jobs Act renziano. Per il momento però la situazione lavorativa nel Belpaese, nonostante tutti gli slogan usati dal governo Renzi, non sembra migliorata di molto, anzi.

Per porre fine alle numerose occupazioni avvenute, la polizia non ha esitato ad usare anche metodi violenti. Ieri mattina, ad esempio, ha sgomberato alcuni blocchi stradali intorno a Parigi: quando gli occupanti hanno cominciato ad opporsi, non volendo cedere di un centimetro, la polizia non ha esitato a usare gli idranti ed ha effettuato delle cariche per disperdere i manifestanti.

Proprio oggi, giovedì 26 maggio 2016, sono in programma numerosi cortei di protesta che stanno bloccando l’intero paese. Giungono notizie di numerose manifestazioni, avvenute il più delle volte in un clima di tensione massima, in molte città della Francia: da Parigi a Bordeaux, da Lione a Marsiglia.

Tutta questa protesta non sembra proprio volersi fermare e nonostante l’imminente inizio dei campionati europei di calcio, previsto per il prossimo 10 giugno proprio in Francia, i sindacati hanno fatto sapere che porteranno avanti la loro lotta. A questa  “minaccial’Eliseo ha risposto aumentando ancora di più il numero dei rappresentanti delle forze dell’ordine previsti nelle strade e nelle piazze cittadine. Tale numero era già aumentato dopo i fatti dello scorso 13 novembre, giorno degli attentati di Parigi, per trovare una soluzione alla cosiddetta questione di “emergenza nazionale“.

Nonostante questa militarizzazione sono in programma nuove mobilitazioni il prossimo 31 maggio. Per il 24 giugno invece, nel pieno svolgimento della sovra-citata kermesse calcistica, è stato organizzato un nuovo sciopero generale che rischia di bloccare l’intero paese.

Insomma la Francia sta attraversando un periodo che sta assumendo sempre di più i contorni di una vera e propria guerra civile. Vedendo però alcuni eventi storici del paese d’oltralpe, come la Rivoluzione di fine XVIII secolo che cambiò radicalmente la storia dell’intera umanità, non credo che sarà per nulla facile trovare una soluzione per porre fine a questo scontro che si è venuto a creare e che, col passare del tempo, si è inasprito sempre di più.

Romano di nascita, laureato in Scienze Storiche.
Attualmente autore presso “Oltremedia”, ho collaborato con “Linkursore”.
Mi interessa parlare dei lati più nascosti della mia città, ma anche della cultura e del mondo che mi circonda.

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